mercoledì 31 ottobre 2007

Ciao, Nonno Mario...






martedì 23 ottobre 2007

Ristoranti: Il Pipistrello - Due Strade - Firenze

Nome: Il Pipistrello
Tipologia: Pizzeria ottima e ristorante ricercato
Cibi consigliati: consigliata la pizza: è fine, ma la sua forza è data dagli ingredienti fantasiosi e di altissima qualità; l'elenco delle pizze è lunghissimo, però non fatevi spaventare: sarete travolti da sperimentazioni di sapori a voi sconosciuti primi; ad esempio, è ottima la pizza con formaggio caprino fresco, spinaci e robiola, oltre ad uno splendido calzone con lardo di colonnata;
Ambiente: confortevole e carino, ampio; il servizio è rapidissimo o lentissimo a seconda della gente seduta ai tavoli; c'è solo un problema: la vasta frequentazione di questa pizzeria ne inficia il servizio, che a tratti sembra da Mc Donald; camerieri spesso scostanti o sbadati, per cui è bene ripetere almeno un paio di volte l'0rdine; simpatico il proprietario, invece, all'ingresso, ma troppo spesso soverchiato dal lavoro;
Qualità/prezzo: per quanto riguarda le pizze, non si discute, anche se è caro; per una pizza molto ricercata si va dai 7 ai 9,5 €; per il resto, attenzione; non si capisce perché (vista l'ampia frequentazione), ma se non si sta attenti si spende facilmente 20€ a testa (!) per pizza e dolce; il rapporto qualità-prezzo su un pasto completo non regge assolutamente; state attenti a tutto: vi propongono una misera bruschetta (che altrove verrebbe quasi offerta) per 4€, o una coca cola piccola a 4€, senza contare il pur buonissimo calzoncino dolce che pesa per 6-7-€ sul conto! Attenti anche ai primi: si fa presto a spendere 10€; e non aspettatevi uno sconto o un arrotondamento! Peccato tutti questi inconvenienti (risolvibili tra l'altro) in una pizzeria così buona, fantasiosa; un tempio della pizza fiorentina;
Info: Si trova a Firenze ( zona Le Due Strade ) in Via Senese, 160 Numero di telefono 055/2048549 Orari di apertura : Aperto dalle 19.00 alle 24.00 - Chiuso il martedì - Mezzi di trasporto : 11,36,37
ATTENZIONE: prenotazione praticamente obbligatoria; pagamento solo in contanti;
per raggiungerlo: dalla Certosa (uscita autostrada e termine Siena-Firenze) andare verso Firenze; superare il Galluzzo, quindi, raggiunta un'altra frazione (Due Strade), ve lo trovate sulla sinistra dopo e subito prima due distributori di benzina;
Valutazione: 70% (vedi il rapporto qualità-prezzo)
Se vi capita di provarlo lasciate un commento!

domenica 21 ottobre 2007

Nell'anniversario della morte di Aretino l'incipit dell'Orlandino...

1
Le eroiche pazzie, li eroichi umori,
le traditore imprese, il ladro vanto,
le menzogne de l'armi e de gli amori,
di che il mondo coglion si innebria tanto,
i plebei gesti e i bestiali onori
de' tempi antichi ad alta voce canto,
canto di Carlo e d'ogni paladino
le gran coglionarie di cremesino.

2
Sta' cheto, ser Turpin, prete poltrone,
mentre squinterno il vangelo alla gente;
taci, di grazia, istorico ciarlone,
ch'ogni cronica tua bugiarda mente.
Mercé vostra, pedante cicalone,
ciascun poeta e ciaratan valente
dice tante menzogne in stil altiero
che di aprir bocca si vergogna il Vero.

3
Per colpa tua, cronichista ignorante,
nulla tenensis, vescovo Turpino,
drieto carotte ci caccia il Morgante
et il Boiardo ‹e 'l› Furioso divino;
per le ciacchere tue e fole tante
fa dir Marfisa al gran Pietro Aretino,
vangelista e profeta, [e] tal bugia
che un monsignor se ne vergognaria.

Crozza e l'inno del Partito Democratico

Simpatico... Ma prima dei 3.300.000 votanti...

sabato 20 ottobre 2007

Conferenza su Garibaldi a colle di val d'Elsa

Segnalo una bella iniziativa a cui ho collaborato...


20/10/2007
Garibaldi in terra di Siena
Ore 17,30 incontro presso la Biblioteca Comunale :


Giuseppe Garibaldi Presidente Onorario della Società Democratica colligiana:la visita del 1867 alla città.


Interviene Stefano Santini,


seguirà lettura della parte del diario di Francesco Ceramelli Papiani relativa alla visita di Garibaldi a Colle di
Martino Montomoli
con video di Francesco Corsi.
Interessante la lettura del diario di un nobile colligiano dell'ottocento, Ceramelli, che annota così la visita di Garibaldi.
Vi anticipo parte del testo che verrà letto:
18 Agosto
Viene, viene, anzi è venuto, esulti ogni vero Italiano da Colle, che come Serse quando ebbe ospitato in sua corte il profugo Temistocle balzerà stanotte fra il sonno gridando: noi propediam Garibaldi. Muoiano, crepino di stizza i poggibonsesi che invidiandoci cotanto tesoro, sfogano il loro livore nel Corriere dell’Elsa giornale poggibonsese dicendo corna di noi colligiani. Fra le tante metamorfosi che avvengano alla giornata, dovea vederci ancor questa, diventare liberali ultra i colligiani già tenuti al tempo de’ tempi per codini a quei di Poggibonsi proclamati fierissimi liberali nelle cinque parti del mondo, cominciare a puzzar di codini!(...)Entrato nelle stanze Democratiche il Generale si è affacciato al balcone ed ha parlato, ha detto che era passato da qui altra volta ma non s’era fermato che era pressato a far presto (fu quando era inseguito dai tedeschi nel 49) era lieto di rivedere questo paese in altre condizioni, il popolo si istruisse, lavorasse, e così sarebbe in grado di giovare all’Italia, interrotto da una voce che gridava, viva Garibaldi in Campidoglio ha detto lasciamo da parte Roma, è questa una piaga, ma non è venuto ancora il tempo di risanalla.
Altra trasformazione dunque, Garibaldi è diventato moderato. Uscito dalla finestra ha ricevuto le delegazioni che hanno letto i loro indirizzi poi ha fatto un’altra predica in casa alle deputazioni e all’altra gente che erano raccolte nella sala si è rallegrato del titolo di Democratica che ha la società, di cui ha detto gloriarsi esser stato dichiarato Presidente onorario. Voi sapete, ha soggiunto che cosa vuol dire Democratico, ma siccome veggo fra voi dei giovinetti che forse non lo sanno così lo spiegherò loro il significato, Democratico vuol dire onesto. E qui un discorso sull’onestà , tutte cose belle, ma che cosa significa onestà nella testa del Generale?. La conclusione si è che tutti son rimasti contenti ed hanno il cuor nello zucchero. Il Generale finito il parlamento è andato a pranzo, a cui ha invitato a partecipare ancora il Sindaco, e fra le pietanze e i bicchieri ora sono occupati a fare il commento all’onestà. La quale ripeto non si sa quale sia se quella del Ricasoli, o altra sorta d’onestà, qualunque si sia giurerei che non è ciò che fino ad ora era solito dagli uomini chiamarsi con questo nome.
Il pranzo ha avuto luogo in casa del Calosi, e il generale ha percorso in carrozza quel tratto di strada che è fra il locale delle stanze e la casa Calosi scortato dai garibaldini portanti in mano le torce accese, perché il popolo potesse meglio vedere le amate sembianze.
19 Agosto
Stamani alle 6 col solito accompagnamento della Banda e dei Garibaldini il Generale è venuto in Colle alta. E’ andato in carrozza fino alla Porta nuova, poi è andato a far colazione nelle stanze della Società Arnolfo, poi rimontato in carrozza è ito fino in Piazza del Duomo, poi è sceso in piano, ha visitato, dicono, la fabbrica Masson, e se ne è ito per essere nella mattinata a Rapolano, ove fa i bagni. Prediche non ne ha fatte. Parecchie signore alle finestre avevano la camicia rossa per dar nel genio all’eroe, a cui in virtù dell’eroismo perdonano l’esser vecchio e stronco.
20 Agosto
Partito il Generale seguono i commenti dei novellatori su questo strepitoso avvenimento.
A quello disse così, a quell’altro in questa maniera, mangiò la tal pietanza, si coricò alla tal ora, a Tizio dette la mano, a Sempronio fece un sorriso ec ec.
I codini travestiti in questa occasione da liberali si son riconciliati con Garibaldi, e poiché questi fra noi fu molto moderato in discorsi, dicono ora che tutte le diavolerie altre attribuite al povero generale son prette calunnie. Meglio così.
Per me dico che il Generale faccia la parte del burattino che si muove a seconda del volere di chi tiene in mano i fili, quindi penso che non siano da attribuirsi a lui, ne le bestemmie , né i vari discorsi che di quando in quando regala ai suoi uditori.
La figliuola dell’eroe e i bambini non son venuti in borgo. Nella carrozza del Generale era il gran Massimo Buccianti ed altri due del seguito del Generale, uno dei quali credo fosse il Canzio suo genero.
In altra carrozza il Calosi ed altre faccie da via amis stivati come le acciughe in un bariglione. La carrozza dell’eroe era fra una doppia fila di camicie rosse, ossia di garibaldini i quali saltando per mantenersi il passo dei cavalli , parevano tanti diavoletti attorno al gran diavolo, che il Generale con quella faccia barbuta quella sua camicia rossa, e quel cappellaccio di paglia avea qualche cosa di somigliante coll’amico suo Satanasso. Se fossimo stati di carnevale, agevolme(nte) tutto il corteggio sarebbesi creduto una mascherata.

giovedì 18 ottobre 2007

Ratatouille - Trailer

Ecco un assaggio di quanto commentato qui sotto!

Ratatouille: il topo Remy diventa chef

Un film molto ma molto divertente. La Pixar, dopo un non esaltante "gli Incredibili", torna ai vecchi fasti con un film azzeccatissimo. Remy, topolino di campagna, sogna e ama il cibo e la buona cucina. Per questo, dopo una fuga avventurosa da una casa in campagna, persa la "famiglia", tra mirabolanti imprese, diventa lo chef di un noto ristorante parigino. Il film è ricchissimo di momenti divertenti e profondi. Anche il piano interpretativo è molteplice sia sulla storia complessiva del film, sia sui singoli episodi. La tecnica è meravigliosa, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione di una splendida Parigi e per la molteplicità di cibi...
Ci sarebbe molto da dire su un film, ma prima di tutto vi dico: andate a vederlo!
Solo alcune considerazioni su vari spunti importanti che dà il film (ma sono veramente moltissimi; uno di quei film "da rivedere"):
- La considerazione di una cuoca donna sulla condizione femminile nelle cucine dell'alta cucina;
- Il padre di Remy che parla dell'ineluttabilità della natura e dell'impossibilità di un rapporto tra uomo e topo (davanti ad un negozio che vende trappole e veleni per topi) a cui Remy risponde con una frase convinta sul fatto che siamo noi a modificare la natura ed essa non è mai ineluttabile;
- Il concetto che "chiunque può cucinare" e sulla potenzialità umane;
- L'autocritica del critico gastronomico (che poi si può applicare a tutti i critici) che chiude il film è a dir poco eccezionale;
- L'assenza di gag viste e riviste (stile Shreck) con rutti o sputi;
- La differenza tra l'essere e l'apparire...
Potrei continuare molto, e scusate se non ho reso giustizia con questo commento sconnesso al nostro Remy... Vi ripeto, andate a vederlo che così è più semplice...!

Ristoranti: La Speranza - Colle di val d'Elsa

Nome: La Speranza
Tipologia: Cucina tipica toscana - carne alla brace
Commento: Per mangiare un'ottima carne alla brace è il non plus ultra. Soprattutto guardando al rapporto qualità/prezzo. E' un amore d'infanzia culinaria, un peccato adolescenziale dei novantaepassa chili... è un momento per evadere e tornare indietro. E' un ristorante che consiglio a chiunque. Provare per credere.
Cibi consigliati: carne alla brace; nel dettaglio possiamo così descrivere il menù: antipasti e primi sono casalinghi, sembra di averli appena fatti in cucina; non sono eccelsi, ma preparano bene al seguito... Alcuni primi comunque non perdono il confronto con ristoranti meglio qualificati; sui secondi La Speranza si esalta: da provare tutto quello che è alla brace (a parte le salsicce); la bistecca alla fiorentina è meravigliosa, ma non si può perdere anche la bistecca di vitello "normale"; da assaggiare, e rimarrete estasiati, è l'agnello alla brace; non dimenticatevi nemmeno il pollo (tenerissimo) e le altre tipologie di carne che via via vengono proposte; sui dolci pure c'è buona scelta; ah, dimenticavo, anche sui contorni La Speranza si esalta: da non perdere la peperonata!
il menù perfetto: antipasto della casa; tagliatelle al coniglio; bistecca alla fiorentina; peperonata; prugne al vino.
Ambiente: molto casalingo, anni '70; è qui la pecca;
Servizio: uno dei punti forti: sarete accolti come ormai capita raramente nei ristoranti; il proprietario è simpatico, gentile e disponibilissimo; inoltre, il servizio è veloce, puntuale e duttile alle esigenze dei clienti;
Qualità/prezzo: su questo punto, possiamo senza indugi dare alla Speranza la palma di miglior ristorante qualità/prezzo esistenti nel panorama sempre più mestamente turistico dei ristoranti valdelsani;
Info:
Ristorante La Speranza
Localita' La Speranza,53034 Colle Di Val D'Elsa
Tel.: (+39) 0577929696
ATTENZIONE: prenotazione praticamente obbligatoria;
per raggiungerlo: da Colle di val d'Elsa attraversare Gracciano, quindi, alla fine della frazione, prendere a destra oltrepassando il ponte di Santa Giulia; seguire i rettilinei per quattro-cinque chilometri; quando a sinistra vedete un distributore di benzina, avete il ristorante sulla destra;

Valutazione: 85%
Se vi capita di provarlo lasciate un commento!

lunedì 15 ottobre 2007

MrCapra

Ecco il video hit delle primarie!!!

Risultati del collegio 16 e due considerazioni a caldo! CRONACA DI UNA GIORNATA STORICA!

Primarie Partito Democratico14 Ottobre 2007
Risultati
ASSEMBLEA COSTITUENTE NAZIONALE - Collegio 16
Seggi: 63 su 63
LISTA
VOTI
%
DEMOCRATICI CON VELTRONI
12224
66.25%
A SINISTRA PER VELTRONI
3584
19.42%
I DEMOCRATICI PER ENRICO LETTA
645
3.50%
CON ROSY BINDI DEMOCRATICI, DAVVERO
1998
10.83%

SEGRETARIO NAZIONALE - Collegio 16Seggi: 63 su 63
LISTA
VOTI
%
WALTER VELTRONI
15808
85.68%
ENRICO LETTA
645
3.50%
ROSY BINDI
1998
10.83%
ASSEMBLEA COSTITUENTE REGIONALE - Collegio 16Seggi: 63 su 63
LISTA
VOTI
%
CON BANDINELLI E BINDI DEMOCRATICI, DAVVERO
1937
10.53%
A SINISTRA PER VELTRONI
4356
23.69%
I DEMOCRATICI PER ENRICO LETTA
666
3.62%
DEMOCRATICI CON VELTRONI
11429
62.15%

SEGRETARIO REGIONALE - Collegio 16Seggi: 63 su 63
LISTA
VOTI
%
CRISTIANA BANDINELLI
1937
10.53%
ANDREA MANCIULLI
16451
89.47%
Un breve commento a caldo. A punti. Dal generale al particolare. Sommariamente.
1) il risultato nazionale dell'affluenza è ENTUSIASMANTE: per una volta, ci abbiamo preso davvero; è un partito che nasce con più di tre milioni di votanti. Mai visto prima. Adesso tocca a tutti noi non disattendere le attese.
2) il risultato di Walter Veltroni è eccezionale; credo la sua figura abbia contribuito tantissimo alla riuscita delle primarie. Ha detto: "Non sarà il partito del leader ma della gente". Giustissimo. Ancora più bravo.
3) il risultato toscano e provinciale dell'affluenza è una conferma: "siamo troppo forti"
4) Il lavoro della Sinistra Giovanile in provincia di Siena è stato eccezionale. Ad ora non sappiamo il numero di eletti, tra tre ed uno comunque. Ma adesso questo non conta (vedi punti successivi). Conta che ancora una volta siamo stati protagonisti. E lo hanno notato tutti.
5) La lista "Democratici con Veltroni" prende un dato inferiore alle aspettative, anche se ampiamente maggioritario in termini assoluti; credo che più di così non si poteva fare in fondo: la confusione generata dalle due liste collegate a Veltroni è stata ampissima, tanto che mi aspettavo peggio;
6) La confusione al momento del voto è stata ampissima (e più che annunciata), e chiaramente ha avvantaggiato in maniera inequivocabile la lista"a sinistra per Veltroni"; questo si deduce, sinteticamente, dai seguenti aspetti: a) sono state annullate un gran numero di schede causa doppio voto sulla stessa scheda alle due liste per Veltroni; b) la gente è venuta a votare Veltroni e non ha inteso la necessità e il motivo di due liste a sostegno dello stesso leader; c) la lista "a sinistra per" ha preso un dato provinciale spalmato su tutti i seggi, indipendentemente dal proprio radicamento e attività, segno questo di un voto generalizzato; d) la discrepanza tra i voti delle due liste tra nazionale e regionale è imbarazzante: la gente ha votato su entrambe le schede la prima lista da sinistra che conteneva il nome Veltroni (tant'è che le due liste si "passano" i voti di differenza in modo reciproco tra nazionale e regionale); e) l'esperienza personale aiuta a capire la confusione nel voto; naturalmente la confusione nel voto può in certi casi aver avvantaggiato anche l'altra lista;
7) Il risultato delle liste in provincia di Siena ha un peso specifico basso: credo tutti abbiamo voglia di un Partito Democratico unito e che non nasce con correnti o correntucole;
8) Il dato su San Gimignano, con una media del 70%, è entusiasmante: nonostante la lista a sinistra per abbia lavorato benissimo durante la campagna elettorale, è un dato in linea con la provincia; segno questo di un gran lavoro dei partiti ma soprattutto della sinistra giovanile; quindi: grazie a tutti i compagni, le compagne e gli amici di San Gimignano che hanno contribuito prima di tutto ad un'affluenza che entrerà nella storia della città turrita (più delle primarie dell'unione!) e in secondo luogo ad un ottimo risultato della lista Democratici con Veltroni;
9) su chi verrà eletto o meno non mi esprimo, e in fondo è la questione più irrilevante; aspettiamo dati definitivi;
10) a Siena hanno votato più fuori-sede che nelle altre università (più numerose) secondo i dati attuali: una prova di democrazia e di capacità dei compagni universitari;
11) La gente ha voglia e bisogno di un partito della sinistra italiana che sappia dire quel che fa e fare quel che dice.

martedì 9 ottobre 2007

Il 14 Ottobre è domenica prossima!


Manifesto
Siamo orgogliosi di vivere qualcosa di importante. Con la testa e con il cuore, per una profonda trasformazione della politica. Per una politica che torni ad occuparsi della vita di ciascuno di noi, del bene comune e sappia sciogliere i nodi che impediscono alle persone di realizzarsi, di essere felici. Una politica che sia il luogo dell’incontro, della passione civile, di nuove opportunità, della responsabilità e del coraggio di immaginare e di sperimentare. Vogliamo costruire un Partito Democratico forte e popolare, dove ognuno conta davvero e le decisioni sono trasparenti, capace di dare voce alle speranze delle nuove generazioni. Insieme lo possiamo fare.

Piero Fassino, Francesco Rutelli, Pierluigi Bersani, Goffredo Bettini, Gianclaudio Bressa, Eva Cantarella, Vannino Chiti, Daria Colombo, Massimo D’Alema, Maria Falcone, Vittoria Franco, Massimiliano Fuksas, Paolo Gentiloni, Claudia Gerini,Vittorio Gregotti, Linda Lanzillotta, Nicola Latorre, Marco Lodoli, Amos Luzzatto,Valerio Massimo Manfredi, Neri Marcorè, Maurizio Migliavacca, Giuliano Montaldo, Ennio Morricone, Barbara Pollastrini, Michele Salvati, Maurizio Scaparro, Aldo Schiavone, Marina Sereni, Antonello Soro, Salvatore Vassallo, Salvatore Veca, Pamela Villoresi


Perché votare il 14 ottobre?
Il 14 è fondamentale votare per portare un contributo nuovo alla politica italiana, sempre piu’ lontana dalla società e sempre piu’ chiusa. Per evitare che tutto questo peggiori, andare a votare il 14 ottobre significa affermare che la Partecipazione è l’unica base di legittimità di qualunque politico e qualunque partito. Votare il 14 ottobre è un segnale fondamentale che abbiamo ancora voglia di contare.


Perché il 14 ottobre votare “DEMOCRATICI CON VELTRONI”?
Sulle schede troveremo due liste collegate a Veltroni, la Sinistra Giovanile e i Giovani della Margherita votano “DEMOCRATICI CON VELTRONI”. Votano e sostengono questa lista per alcuni motivi che possiamo così riassumere:
1) In questa lista sono presenti i candidati dei movimenti giovanili, che hanno bisogno del sostegno di tutti per portare volti nuovi nelle assemblee costituenti;
2) Questa lista rappresenta un grande sforzo di sintesi e contaminazione; di fatto è un esperimento per come dovrà essere il Partito Democratico: un Partito grande, unito, senza correnti del momento e rendite di posizione;
3) Questa lista coniuga esperienza e innovazione;
4) Questa lista ha assunto a sua base alcuni punti programmatici fondamentali avanzati dai giovani: laicità, lavoro sicuro, rinnovamento, sostegno all’istruzione pubblica, priorità dell’ambiente, moralità della politica, partecipazione costante, radicamento del partito nuovo, pace…
5) Questa lista porta in sé non solo le esperienze dei movimenti giovanili e dei due partiti maggiori, Democratici di Sinistra e Margherita, ma si apre anche al contributo di ampie parti della società civile senese.



Come si fa e cosa comporta votare il 14 ottobre?
Votare il 14 ottobre non comporta l’iscrizione al Partito Democratico, ma solo un contributo alla sua costruzione.
Possono votare il 14 ottobre tutti i cittadini italiani, gli stranieri con regolare permesso di soggiorno e i sedicenni.
Per votare basta la scheda elettorale per i cittadini italiani maggiorenni, o la carta di identità per gli altri.
Al momento del voto, verrà richiesto un euro quale contributo simbolico all’organizzazione delle primarie.
Verranno consegnate due schede: la grigia per il regionale (DEMOCRATICI CON VELTRONI a destra) e la azzurra per la nazionale (DEMOCRATICI CON VELTRONI a sinistra).
Basta barrare la lista DEMOCRATICI CON VELTRONI e non si deve apporre altro segno pena l’invalidità della scheda.
IL QUATTORDICI OTTOBRE VOTA:



lunedì 8 ottobre 2007

La faticosa arte di partecipare

Se si dovesse fare una sceneggiatura sulla democrazia, l'attore principale sarebbe di certo la partecipazione. Una partecipazione rivendicata, ottenuta e infine ricercata. Rivendicata all'inizio, quando la cosa pubblica sta in mano a pochi ed è gestita come un bene privato nel nome di diritti divini o di consuetudine, poi ottenuta al prezzo di grandi o grandissimi sacrifici. Infine, con il tempo e l'abitudine, la partecipazione è qualcosa di disperatamente ricercato da un numero via via ridotto di persone proprio quando ottiene i suoi principali obiettivi: libertà, diritti e benessere.
Pensiamo, per restringere il campo e magari banalizzare la questione, alla nostra Italia degli ultimi sessant'anni. Dopo gli anni cupi del fascismo, dove non si ricercava la partecipazione delle masse ma l'adesione incondizionata, un movimento di popolo e di teste ha lottato e sofferto per giungere a delle elezioni libere, al suffragio universale e alla libertà. Le prime elezioni hanno avuto un altissimo tasso di affluenza alle urne: il referendum tra monarchia e repubblica ha mobilitato la penisola in lungo e in largo. Bisogna però stare attenti: partecipazione non significa che automaticamente si affermi quello che si ritiene stia più a cuore ai ceti popolari, storicamente più numerosi. Il referendum Monarchia-Repubblica ne è un esempio: la Repubblica si affermò, se pensiamo a quello di cui si era macchiata la corona sabauda negli anni precedenti, di strettissima misura. Ma è proprio qui che sta la scommessa e il coraggio di voler partecipare: il risultato è determinato da chi partecipa e non è mai predeterminato.
Partecipare, poi, non significa solo recarsi alle urne, ma anche e soprattutto avere a cuore quotidianamente il collettivo, rendendosi consapevoli che l'uomo è animale sociale e che il suo destino dipende in misura minore o maggiore dalle azioni e dai pensieri di tutti gli altri. Partecipare, poi, è l'arte più difficile: fatta di fatica, costanza, a tratti senso di inutilità...
Il partecipare politico è chiaramente lo strumento più diretto e chiaro perché comprende o influenza le varie altre forme di partecipazione (sociale, ricreativa, culturale finanche lavorativa o sportiva). La partecipazione politica, infine, comprende anche quell'aspetto formativo (a volte alfabetizzante) rispetto a vari campi dell'esistenza.
Oggi, la partecipazione politica è evidentemente in crisi: perché? E soprattutto: è un bene?
La crisi della partecipazione politica affonda le radici in una ampia varietà di ragioni, che in un breve articolo non è possibile affrontare. Per citarne una, il sopraggiungere di un benessere materiale sufficientemente diffuso da investire almeno più della metà dei cittadini (frutto proprio della partecipazione) ha sopito quei sentimenti di appartenenza e rivendicazione che giocoforza rappresentavano la scintilla per, ad esempio, uscire la sera di casa per andare a discutere qualcosa con altre persone... E' chiaro che la scintilla scatta sempre per questioni come possono essere l'ambiente, le ingiustizie, l'incompetenza di rappresentanti istituzionali... Però mancano una costanza ed un obiettivo comuni.
Un altro motivo di crisi della partecipazione politica è sicuramente la struttura della società: una società sempre più mobile, veloce e in cui i contatti sono continui. Una società che vede al proprio centro il consumismo mordi e fuggi in tutti i campi, anche quelli della cultura e del lavoro. Una società, quella cosiddetta occidentale, che ha sviluppato pregi enormi (alfabetizzazione, sanità, livello medio di vita, opportunità, libertà, diritti civili, internazionalizzazione...), ma che ha anche messo a nudo i suoi limiti (qui messi in fila generalizzando un po'): incostanza culturale, settorializzazione e frammentazione degli interessi e degli stili di vita, crisi della solidarietà intragenerazionale ed intergenerazionale, mancanza di fini comuni, sfruttamento del lavoro soprattutto giovanile, ritmi di vita frenetici, sensazione di vuoto davanti all'enormità delle informazioni e delle possibilità (che poi si può tradurre in vere e proprie sindromi), corsa al profitto, guerra dei poveri contro i più poveri...
Avevamo detto: la partecipazione politica è in crisi, è un bene questo? Sicuramente no. Il problema di fondo è che più alto è il tasso di partecipazione quotidiana e agli appuntamenti elettorali, più ciascuno determina le scelte per se stesso e per gli altri. Insomma, vale il vecchio detto, che “la politica è l'unica cosa che, anche se non ti occupi di lei, lei si occupa di te”. Politica non vuol dire partito. Fa politica anche un comico che parla male della politica, fa politica anche un volontario o un missionario... Però è evidente come un partito abbia un ruolo fondamentale nella partecipazione politica: la tutela, la pratica, la organizza (quindi la fa pesare di più), la valorizza. Oggi non è più possibile pensare all'applicazione dei vecchi schemi dei grandi partiti di massa del novecento, Partito Comunista Italiano e Democrazia Cristiana in particolare, che pure in Italia hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppare, detto in due parole, il senso di cittadinanza italiano.
Oggi dobbiamo pensare a qualcosa di diverso. Per andare al concreto, ci vuole un partito che sappia adattarsi alla società contemporanea, quindi sia flessibile agli interessi e alle possibilità dei propri aderenti, ma anche che sappia indirizzarla la società.
Credo che la politica sia inevitabilmente lo specchio della comunità che rappresenta: purtroppo chi va in parlamento, ad esempio, è eletto da tutti quanti. Quindi, penso che per rinnovare la politica bisogna mettersi in gioco tutti. A cominciare da se stessi. Dalla propria voglia di cambiare e di partecipare. E non basti mandare a quel paese i vari farabutti di turno, anche se questo può essere in certi momenti un passaggio fondamentale.
Il 14 ottobre nasce un partito nuovo, il Partito Democratico. Non sarà la panacea a tutti i mali, ma è un'opportunità. Solo se un partito (e la sua classe dirigente) sa mettersi in discussione periodicamente, può dare un contributo non solo alla sua parte ma anche al Paese. E il 14 ottobre questo partito nasce mettendosi in discussione. Penso sia un'opportunità grande per avere un partito che non candidi pregiudicati, che si doti di un codice etico, che sappia dialogare costantemente con la società civile, che sappia governare e lottare, che sappia ascoltare e dire, che sappia, soprattutto, dire quello che fa e fare quello che dice. Dipende anche da noi. Proviamoci.

Campagna elettorale o campagna ideale?

Vi confido un aspetto che mi segue in questi giorni così densi da impedirmi anche di aggiornare il blog.
Dove inizia la campagna elettorale e dove finisce la campagna ideale?
In teoria, le due campagne si dovrebbero saldare l'una all'altra, e questo accade per gran parte dell'attività politica. Arriva poi un momento in cui, dati per scontati gli ideali, si procede solo sull'aspetto elettorale. Quindi, dalla qualità si passa a concentrarsi sulla quantità. Sul coinvolgimento, sulla partecipazione, piu' cinicamente sui voti. Questo non perché si ricerchi un sostegno elettorale vuoto solo per avere il pieno di voti (questo penso competa piu' a certa politica centrodestrista), ma perché, lo ripeto, si danno per scontati gli ideali, i motivi profondi, la passione...
Questo però è sbagliato: l'errore piu' grande della politica è l'autoreferenzialità. Quindi, un buon concetto da portare avanti è: non dare mai per scontati i contenuti. Pena il ripetere gli errori profondi della politica.

giovedì 4 ottobre 2007

A Roma la presentazione della lista Democratici con Veltroni

Giovedì 4 ottobre alle ore 12.00, presso l'Hotel Minerva di Roma, in piazza della Minerva, si terrà la conferenza stampa di presentazione della lista Democratici con Veltroni. Vi prenderanno parte il segretario nazionale dei Ds Piero Fassino, il presidente della Margherita Francesco Rutelli, i ministri Pierluigi Bersani, Vannino Chiti, Massimo D’Alema, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni, Linda Lanzillotta, Barbara Pollastrini, i coordinatori nazionali di Ds e Margherita Maurizio Migliavacca e Antonello Soro, i parlamentari Goffredo Bettini, Gianclaudio Bressa, Marco Follini. Saranno inoltre presenti Vittoria Franco, Nicola Latorre e Marina Sereni, mentre Rula Jebreal introdurrà i vari interventi."E’ tempo di buona politica" è lo slogan della lista, e riassume l’impegno ad arricchire la migliore esperienza politica italiana con i più innovativi contributi della società civile. Tra i candidati della lista, Massimo Carraro, Enzo Cheli, Maria Falcone, Vittorio Gregotti, Valerio Massimo Manfredi, Neri Marcorè, Ennio Morricone, Edo Patriarca, Marina Salomon, Francesca Sanvitale, Maurizio Scaparro, Aldo Schiavone, Salvatore Veca e tanti altri.Parteciperanno all'iniziativa, tra gli altri, l'imprenditrice Maite Bulgari, la storica del diritto Eva Cantarella, il costituzionalista Stefano Ceccanti, l'architetto Massimiliano Fuksas, lo scrittore Marco Lodoli, Amos Luzzatto, il senatore Ignazio Marino, la portavoce della Comunità ebraica romana Ester Mieli, il regista Giuliano Montaldo, Sabina Rossa, Carol Tarantelli, l'ex deportato e simbolo della Resistenza Piero Terracina, l'attrice Pamela Villoresi, la presidente della Confcommercio di Perugia Anna Rita Fioroni e l'esponente della Consulta studentesca di Firenze Sonia Zaffino.

lunedì 1 ottobre 2007

"Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli sono sicuri di ciò che dicono".



« Non abbiamo bisogno di buoni politici, ma di buoni cittadini »