venerdì 30 novembre 2007

Ortensia

Cara Ortensia,

ci siamo conosciuti cinque anni fa. In Piazza Duomo, a San Gimignano. Era la festa della patrona del paese, Santa Fina, e le nuvole nascondevano un timido sole. Eri sotto un tendaggio bianco, e tra mille vidi e scelsi solo te. Nei tuoi occhi lessi qualcosa di diverso, e decisi di portarti con me. Nel mio mondo, nella mia vita, nella mia casa... Per cinque anni mi sei stata vicina, vicinissima. Soprattutto la notte, i tuoi movimenti e i tuoi sospiri hanno accompagnato i miei sogni e i miei sonni. Sapevi come farti notare discretamente quando volevi qualcosa. Senza pretendere. Chiedendo con allusione, con timida allusione... Ti ho accudita anche nella malattia, quegli occhi che non volevano vedere e che poi sono tornati a vedere la luce. Ogni volta entravo in camera ti muovevi lentamente o veloce... Un affetto lungo cinque anni, abbandonato in un giorno d'inverno senza alcun motivo. Stroncato d'un tratto. Addio, Ortensia... Rimarrai sempre nella mia memoria e nel mio cuore... Terrò il tuo guscio perché non potrò dimenticarti.

Alla mia tartaruga d'acqua.
29 Novembre 2007

giovedì 29 novembre 2007

C'è qualcosa al di là di ciò che si ha: ciò che si è

Retorica. Certo. Molto retorico come titolo. "Credi davvero?". Si. Retorico. "In fondo, è vero". Vero ma retorico. "Ma se oggi voglio dire che c'è qualcosa al di là di quello che hai...". Si ma non basta dirlo. "Vero". E infatti hai fatto retorica. "Bene, lascio la parola a qualcuno che sa dirlo meglio di me...".

In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità,
a me ricordava la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra vibrare di suoni,
era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

Libertà l'ho vista dormire nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze a un ballo,
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.

Fabrizio De André

mercoledì 28 novembre 2007

Caro Beppe Grillo, la Democrazia è impegno, discussione e condivisione

Caro Beppe Grillo,
la Democrazia è impegno, discussione e faticosa condivisione. In una Democrazia, ci sono principi, valori e istituzioni che devono avere una propria "sacralità", pur passando sempre e periodicamente dal voto popolare. Non mi sto riferendo al Parlamento o al Governo, che chiaramente sono di per sé soggetti a controllo democratico e costante da parte di un'opposizione. Mi riferisco, ad esempio, al Presidente della Repubblica.
A mio parere, per inciso, il problema di fondo dei tuoi ragionamenti politici o pseudo-tali sta nel confondere il contingente col necessario. E di qui, a voler modificare forme e contenitori per risolvere i problemi. Invece, ahimé, il problema della democrazia in Italia è molto più complesso e, più che un problema di contenitori o regole, è un problema di chi e cosa sta in questi contenitori o chi viola sistematicamente le regole. Faccio due soli esempi, per poi chiudere sull'argomento che ho accennato: il Presidente della Repubblica.
1) Il problema non è QUANTO guadagna un parlamentare, ma la QUALITA' del suo lavoro; un parlamentare improduttivo per me non deve prendere nemmeno cento euro al mese, un parlamentare che fa il suo lavoro (quindi sacrifica se stesso, il suo lavoro, la sua famiglia, la sua quotidianità, la sua privacy -grazie a certo giornalismo-, finanche la sua salute) può guadagnare anche molto; i parametri italiani per i parlamentari sono troppo alti, e vanno ridotti; ma fai attenzione: a battere sulla QUANTITA' e non sulla QUALITA' non risolvi niente; i politici guadagneranno meno, ma saranno sempre gli stessi a fare le stesse cose! E il risparmio che ne consegue per lo stato non è irrisorio, ma assolutamente inesistente se paragonato al giro economico di uno stato;
2) Parli tanto di quanto guadagnano i politici... Perché non provi a fare un'indagine su quanto ci costano e quanti sprechi ci sono in: carabinieri, polizia, marina, esercito, ASL, poste, trenitalia, guardia di finanza, vigili urbani, tutti gli altri corpi dello stato, tutti gli altri dipendenti pubblici? Lo sai quanto ci costa una domenica allo stadio?
E chiudo brevemente sul Presidente della Repubblica. Raffiguri la più alta carica dello stato, il Presidente della Repubblica, con un fotomontaggio che lo rende uno Zeus. Niente di male. Libertà d'espressione e satira. Sacrosanta. Leggendo il tuo post, però, resto profondamente deluso. Certo, ti sei guadagnato qualche seconda pagina sui quotidiani nazionali, ma non ti basta quanto stai guadagnando coi tuoi tour teatrali? Lasciamo perdere.
Parli dei "moniti del Colle" irridendoli poiché sono come "una folgore di Zeus che colpisce gli stessi alberi"... Non mi sembra affatto. Evidentemente non hai letto bene i "moniti" del Presidente della Repubblica. Vai su www.quirinale.it e leggi un po'. Non mi sembra vero ciò che sostieni.
Dici che il Presidente "è eletto dai partiti" e quindi li "accudisce teneramente". Carissimo Beppe Grillo, su questo nemmeno ti rispondo. I tanto da te vituperati "partiti" sono formazioni di cittadini che presentano persone alle elezioni; è la gente che li vota o meno! Casomai dovremmo interrogarci, ogni tanto, sul perché gli italiani si scelgono una data classe politica. Il problema non è che Previti si candidi o sia (stato per fortuna) in Parlamento, il problema è perché molti italiani lo hanno votato o hanno votato Forza Italia sapendo tutto di Previti! Questa è la vergogna! Certo, i politici dovrebbero essere i primi a dare l'esempio; ma se ogni tanto una tornata elettorale non gli tira gli orecchi, molti di loro vanno avanti, magari convinti sinceramente di fare il giusto.
Poi prosegui, riguardo il Presidente della Repubblica: "l’età lo nobilita, con quegli anni può dire quello che vuole. Come il nonno a tavola quando arriva il dolce. Una volta c’era la bocca di Virna Lisi, oggi la dentiera presidenziale". A parte i toni tristi e triti da cabaret di periferia, l'età lo nobilita eccome! Caro Beppe Grillo, ci sono persone che hanno combattuto coerentemente per i propri ideali e per l'Italia tutta la vita. E, mi dispiace dirtelo, Napolitano è uno di questi. Persona inoltre di cultura. Tra qualche parola, poi, ti spiego il fatto dell'età che lo nobilita.
"Il presidente va eletto dagli italiani, non dai nostri dipendenti". Bella affermazione: quindi vorresti il presidenzialismo? E in tal caso, visto che i poteri del Presidente della Repubblica in Italia sono limitati e tale figura ha funzione principalmente di garanzia, come potrebbe conciliarsi una figura di garanzia eletta a suffragio universale (che quindi peserebbe di più) a fronte di un Primo Ministro eletto dalle camere (pur in coalizioni che precedentemente dichiarano il proprio candidato)? Quindi vorresti cambiare i poteri del Presidente della Repubblica? Come in Francia, o come negli Stati Uniti? Quindi vorresti una figura forte e intoccabile per sette anni? Così sì che ti ascoltano poi! Quando spari, spiegati.
Qui, poi, viene il bello: "Non deve avere più di cinquant’anni. Non serve un presidente da ospizio di garanzia dello status quo partitico. Voglio una persona giovane, della società civile, non legata ai partiti". Oh, questa è bella! Vengono fuori due temi importanti della tua riflessione politica: il giovanilismo e l'anti-partitismo. Due parole sul secondo: vuoi come Presidente della Repubblica una persona giovane, non legata ai partiti, però eletto direttamente dai cittadini... Interessante: quindi, tale figura dovrebbe candidarsi "in solitaria" dalla società civile... Probabilmente, caro Grillo, ti ritroveresti qualche industriale che può pagarsi la campagna elettorale, che non ha mai fatto nulla per la comunità, che però magari è simpatico in tv. Caro Grillo, in fondo alla lettera avrai un invito. Io milito nella "Sinistra Giovanile", la giovanile di quelli che erano i "Democratici di Sinistra" e che sarà una delle componenti della nuova giovanile del Partito Democratico. Un partito non è proprio quello che dici. Assolutamente. Ti sbagli di grosso. In una democrazia, i partiti sono il mezzo più importante per la partecipazione democratica, un limite ai personalismi. Anche qui confondi, come ti dicevo all'inizio, il contingente col necessario: il fatto che i partiti OGGI siano spesso in difficoltà e abbiano SPESSO rappresentato lobbies di potere e si siano macchiati di altre nefandezze, non significa affatto che i partiti siano il male assoluto e quindi vadano eliminati e anzi si debba diffidare tutti i militanti (magari pure quelli come me e tanti altri, che militano in una giovanile e si fanno un mazzo così gratis...) dall'accedere a cariche pubbliche. Lo sai come si chiama questa? Si chiama "demagogia". Ma non perdiamo il filo. Non potrebbe realisticamente reggere democraticamente un sistema di elezione diretta di un Presidente della Repubblica che sia giovane e della società civile senza l'esistenza di partiti (guarda, che se uno si prende un simbolo e uno slogan, fa una piattaforma e attiva gente sul territorio è già fuorilegge, perché di fatto ha già costruito un partito!).
L'ultimo punto e ti lascio davvero. Il Presidente della Repubblica non deve avere più di cinquanta anni. Quindi, conoscendo la tua intransigenza, dovrebbe essere eletto al massimo a quarantatre anni. E' l'annoso problema del giovanilismo. Caro Grillo, te lo scrive un ragazzo di 23 anni che lotta tutti i giorni perché i giovani abbiano spazi nel mondo della politica, della cultura, della società, del lavoro, dell'informazione... Quindi non fraintendere:
1) Giovane non significa migliore o garanzia di rinnovamento; puoi trovare un ventenne che porta avanti una politica statica e prudente, come un settantenne che rivoluziona il mondo;
2) La discriminazione degli anziani è un fatto riprovevole in qualsiasi ambito, figuriamoci quando si parla del bene comune;
3) La Democrazia si fonda sul concetto di esperienza; cerco di esprimere in breve un concetto ampissimo, correndo il rischio di essere frainteso; la Democrazia, da sempre, ha avuto i suoi "padri", pensa al concetto stesso di "Senato"; viceversa l'immagine del Re-bambino o del giovane tiranno sono caratteristiche di Imperi e Regni; la Democrazia deve essere matura e premiare il merito, non la carta di identità! Inoltre, ci vuole esperienza per ricoprire alcuni ruoli, altrimenti sei un burattino nelle mani degli altri; se uno ha fame, non regarargli il pesce, ma insegnali a pescare.
"Chiedo troppo? Dobbiamo chiedere troppo! Ci stiamo giocando un futuro che questi settantenni e ottuagenari non vedranno mai". In quest'ultima affermazione, diventi offensivo e crudele. E' proprio a tantissimi di questi settantenni e ottuagenari che dobbiamo gran parte della civiltà e del benessere di cui oggi guidiamo. Se qualcuno di questi ottuagenari, non fosse andato nel bosco a difendere i valori di libertà, uguaglianza, fratellanza, probabilmente adesso non potresti nemmeno aprirlo, il blog. Prima di offendere pensaci. Ero a un tuo spettacolo, a un certo punto parlando della Montalcini affermasti di essere in causa con lei ma di essere tranquillo perché tanto sarebbe morta prima lei di te. Mi alzai e me ne venni via. L'hai visto che spirito dello stato, di civiltà ha quella donna? Vergognati di certe affermazioni.
Un giorno, se vuoi, vieni a vedere cosa si fa in un da te tanto criticato "partito"! Vieni a vedere la fatica di capire, di fare riunioni, di discutere, di fare centinaia di chilometri, di organizzare iniziative a cui magari non ci verrà nessuno perché non ti chiami Beppe Grillo, a lottare una settimana per un distributore di cibo equo e solidale in una scuola, a dormire poco per poter fare tutto, a sacrificare gli esami per cercare di cambiare, un poco, il mondo... Ma forse a te questo non interessa. Forse per te politica è urlare sul blog e andare ogni tanto in piazza a criticare. Costruire è più difficile di criticare.
Arrivederci,
Niccolò Guicciardini

martedì 27 novembre 2007

Blues in memoria

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lei E' Morta.
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lei era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l' amore fosse eterno: e avevo torto.
Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.
(Auden W.H.)


Condoglianze a Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina, uno tra gli ultimi veri e onesti uomini nel mondo del calcio, nel giorno in cui ha perso sua moglie.

lunedì 26 novembre 2007

Notizie di oggi...

Rassegna stampa:

1) Berlusconi: "La Cdl ormai era un ectoplasma"; meno male lo dice lui; voto 8;
2) Berlusconi: "Farò come Don Sturzo"; ma sa chi era? Don Sturzo non aveva tre televisioni... Intanto... voto 2;
3) A Pechino tutte le camere di albergo dovranno essere munite di preservativi per gli ospiti; questo per ridurre i contagi da Aids (aumentati del 53% in un anno); potremmo ispirarci in Italia; semplice, concreto, dolce... voto 10;
4) Dal 17 novembre la cattedrale di Città del Messico era occupata da giovani di sinistra, perché le campane suonavano misteriosamente durante i comizi della sinistra; voto: :-(;
5) Il garante britannico dell'informazione ammonisce i blogger: dati e foto immessi in rete vengono utilizzati dagli uffici del personale di banche e grandi società per scoprire vizi e segreti delle loro potenziali nuove reclute; per non parlare dei ladri di identità capaci, anche da piccoli dettagli privati, di avviare indagini approfondite sulle persone da truffare; il mio blog è talmente noioso che non corro pericoli...:-)

Magdi Allam a Colle di val d'Elsa: la Sg fa voltantinaggio, intanto naufraga la fiaccolata anti-moschea

Ore 16.30. Teatro Sant'Agostino, colle di val d'Elsa. Tante persone accorrono alla presentazione del nuovo libro de giornalista Magdi Allam: "Viva Israele". Un libro che fin dal titolo manifesta i propri intenti. La difesa di Israele come difesa della vita umana; la difesa di Israele come discrimine tra chi ama la vita e chi invece non la ama sinceramente. Magdi Allam è duro nella sua relazione di quarantacinque minuti. Partendo dal terrorismo internazionale, giunge al Centro Culturale Islamico di Colle di val d'Elsa. Un salto geografico e sociale notevole. La Sinistra Giovanile ha organizzato per l'occasione un volantinaggio davanti al teatro, che pubblicizzava un'iniziativa sull'integrazione che si terrà il 6 dicembre all'Oikos di Gracciano. Dopo i quarantacinque minuti di soliloquio del giornalista, che pure ha toccato temi interessanti come il concetto diritto-dovere per gli immigrati, si è aperto un dibattito con un solo intervento critico della Sinistra Giovanile (non potevo mancare all'appello!). Durante il dibattito si è sentito, a proposito dell'elezione democratica del sindaco di Colle val d'Elsa, che "anche Hitler è stato eletto democraticamente". Dopo la presentazione, è fallita totalmente la fiaccolata organizzata contro il Centro Culturale Islamico. La Sinistra Giovanile ha testimoniato ancora una volta il suo sostegno all'impegno di civiltà della città di Colle di val d'Elsa con lo slogan "chi è veramente sicuro delle proprie radici non teme il confronto".

domenica 25 novembre 2007

Un punto a Reggio Calabria per una grigia fiorentina

Grigia come la giornata, la Fiorentina raccoglie un misero punto e scivola ad un probabile quinto posto. Rinunciataria e sfiduciata, la compagine viola esce dal Granillo con i visi lunghi e la classifica di gran lunga peggiorata, perdendo due punti su tutte le avversarie dirette: Milan, Inter, Lazio, Udinese, Napoli... Probabilmente Juventus.
Frey: 5,5; intervento coi pugni quando poteva bloccare; nient'altro;
Potenza: 5,5; non spinge, difende a fatica; da rivedere;
Gamberini: 6,5; l'unico che regge la baracca là dietro, nonostante l'infortunio;
Dal 34'st Vanden Borre: sv. Non incide;
Kroldrup: 6,5; collabora con Gamberini, prova lucida e precisa; bravo;
Balzaretti: 5,5; non è un gran che... Detto tutto;
Donadel: 6; cerca di reggere il centrocampo come può; tenace;
Gobbi: 4; sbaglia tutto quello che può sbagliare, gioca di fatto da esterno sinistro; pessimo; grigio; ininfluente; indeciso; tragicamente tragico;
Pazienza: 5,5; mah...
Montolivo: 2; non combina niente di buono; cerca il tiro e tira fuori; azione quattro contro tre e lui si fa anticipare; fa una cosa ottima: si fa ammonire; contro l'inter non dovremo assistere al triste spettacolo di un campione tramontato prima di sorgere;
43'st Kuzmanovic: s.v.;
Semioli: 6+; corre, corre, corre, corre, corre; corri Franco, corri, sei tutti noi; magari se poi concretizzi...
Pazzini: 3,5; inconsistente, inconcludente; il fantasma di se stesso;
Dal 27' st Vieri: s.v.; però quando c'è lui è tutta un'altra musica...
Pin: inutile.

giovedì 22 novembre 2007

KORG IV

Guardate Igor che lavorone ha fatto... 10+!

mercoledì 21 novembre 2007





Varato il nuovo simbolo del Pidì...

Notate la faccia di Veltroni che ci dice tutto...

Adinolfi canta... Ascoltate le parole della canzone...

Il Pd nasce allegramente... E anche se per lui "un partito senza tessere non è un'eresia ma una liberazione", glielo perdoniamo... E poi un po' mi ci rivedo... Anche se la stazza spero sia minore... GRAZIE COSIMO PER LA SEGNALAZIONE!!!

Nell'anniversario della nascita di Voltaire un passo del Candide

Scusate la lunghezza del post, di sicuro di difficilissima lettura. E' un passaggio del Candido in cui Voltaire, esagerando per esemplificare, ci insegna la libertà di pensiero. E se ci pensate bene anche d'azione. Ci insegna a diffidare delle celebrazioni obbligatorie, e dell'essere felici di ciò di cui è felice la maggioranza. Ci insegna ad essere indipendenti nei giudizi e nelle valutazioni, con l'obbligo però di conoscere approfonditamente ciò che si critica. Oggi, che si celebra e si critica senza conoscere, credo sia una bella lezione. Quindi, un po' di sforzo, e una letturina a questo passaggio. Ah, se poi qualcuno non avesse letto il Candido, ve lo consiglio vivamente: uno dei più brillanti libri mai scritti. Breve, rapido, intenso, costruttivo... Ce ne è anche una bella edizione a fumetti. Comunicherò riferimenti bibliografici che ora non mi vengono in mente.

Visita al signor Pococurante, nobile veneziano

- Si parla, dice Candido, d'un certo senatore Pococurante che abita in quel bel palazzo sulla Brenta, che è tanto compito co' forastieri. Si pretende che questo sia un uomo che non abbia mai provata tristezza. - Io vorrei vedere una specie sì rara, dice Martino
Candido manda immediatamente a chiedere al signor Pococurante la permissione di visitarlo il giorno appresso. Candido e Martino andarono in gondola sulla Brenta, ed arrivarono al palazzo del nobil Pococurante. I giardini erano di buon gusto, ed ornati di belle statue di marmo, e il palazzo di bellissima architettura. Il proprietario del luogo, uomo di sessant'anni, molto ricco, ricevè con molta compitezza i due visitatori, ma con altrettanta freddezza, il che sconcertò Candido, e non dispiacque punto a Martino.
Tosto due belle ragazze, portarono la cioccolata, che avean fatta bene spumare. Candido non potè fare a meno di lodare la loro bellezza, la loro grazia, la loro attività. - Queste sono buonissime creature, disse il senatore Pococurante; non mi dispiacciono perchè sono stufo delle:. dame della città, per le loro civetterie, per le loro contese, per i loro capricci, per il loro orgoglio, per le loro bassezze, per lo loro pazzie, e per i sonetti che bisogna fare, o far fare per loro. Ma anche queste due ragazze cominciano ad annojarmi.
Candido dopo la colazione passeggiando in una lunga galleria, fu colpito dalla bellezza de' quadri; dimandò di quale artista erano i due primi. - Son di Raffaello, disse - il senatore; li comprai a caro prezzo per vanità, anni or sono: si dice che non vi è cosa più bella in Italia, ma a me non piacciono niente affatto; il colore è cupissimo, le figure non son bene arrotondate, e non risaltano abbastanza; il panneggiamento non somiglia punto a un panno insomma, checchè se ne dica, io non vi trovo una vera imitazione della natura: a me non piacerà un quadro se non allora che vi vedrò la natura medesima: di questa: specie non ve ne sono: io ho molti quadri, ma non li guardo mai.
Pococurante, aspettando il desinare, si fece eseguire un concerto; a Candido parve la musica graziosissima - Questo suono, dice Pococurante, può divertire per una mezz'ora, ma se dura di più annoja tutti, sebbene nessuno ardisca di confessarlo: la musica oggigiorno non è altro che un'arte di eseguir cose difficili, e ciò che è solamente difficile, a lungo andare piace. Io avrei forse maggior piacere all'opera se non si fosse trovato il secreto di farne un mostro, che mi fa stomacare: vada chi vuole a veder delle cattive tragedie in musica, ove le scene non son fatte che per introdurre male a proposito due o tre ariette ridicole che fanno valere il gorgozzulo d'un'attrice; si intenerisca di piacere chi vuole, o chi può, vedendo un castrato trillare sulla parte di Cesare, e di Catone, e passeggiare goffamente sul palco; per me, io ho rinunziato da gran tempo a tali leggerezze, che fanno la gloria oggigiorno del teatro italiano, e che son pagate da' sovrani a carissimo presso.
Candido contese un poco su questo, ma con discrezione, e Martino fu interamente del sentimento del senatore.
Si misero a tavola, e dopo un eccellente desinare entrarono nella biblioteca. Candido, vedendo un Omero magnificamente legato, lodò l'illustrissimo, sul suo buon gusto. - Ecco, dic'egli, un libro che era la delizia del gran Pangloss, il miglior filosofo dell'Alemagna. - Non è già la mia, risponde freddamente Pococurante: mi si diede ad intendere in passato, che io provavo piacere a leggerlo, ma quella ripetizione continua di combattimenti che sempre si rassomigliano, quegli Dei che agiscon sempre per non concluder nulla, quell'Elena ch'è il soggetto della guerra che appena comparisce sulla scena, quella Troja che si assedia, e non si prende mai, tutto mi cagionava una noja mortale: io ho dimandato qualche volta ad alcuni letterati se s'annojavano come me in quella lettura: i più sinceri mi han confessato che il libro cadeva lor dalle mani, ma che bisognava per altro averlo nella biblioteca, come un monumento dell'antichità, e come quelle medaglie rugginose, che non sono buone a spendersi.
- Vostr'Eccellenza non penserà così di Virgilio, dice Candido. - Io convengo, risponde Pococurante, che il secondo, il quarto e il sesto libro della sua Eneide sono eccellenti: ma per quel suo pio Enea e il forte Cloante, e l'amico Acate, e il piccolo Ascanio, e il melenso re Latino, e la villanzona Amata, e l'insipida Lavinia, io non credo che vi sia niente di più freddo, e di più disaggradevole; stimo meglio il Tasso, e le fandonie dell'Ariosto, sebbene sonniferi da fare dormire uno in piedi.
- Signore, disse Candido, non avete un gran piacere a leggere Orazio? - Vi sono delle massime, risponde, Pococurante, dalle quali un uomo di mondo può ricavar del profitto, e che, essendo raccolte in versi, che hanno molta forza, s'imprimono più facilmente nella memoria; ma io fo pochissimo caso, del suo viaggio a Brindisi, e della sua descrizione di un cattivo desinare, e della contesa de' facchini tra un certo Rupilio, le cui parole, dic'egli, erano piene di marcia, ed un altro le cui parole erano aceto; io non ho letto, che con infinito disgusto i suoi versi grossolani contro le vecchie, e contro le streghe, e non so qual merito possa egli avere per dire al suo antico Mecenate che se fosse stato da lui aggregato alla schiera de' poeti lirici, avrebbe colla sua fronte sublime dato di cozzo alle stelle. I pazzi ammiran tutto, in un autore stimato; io non leggo che per me, e non ho piacere se non a quel che mi aggrada.
Candido, ch'era stato educato a non giudicar cosa alcuna da per sé stesso, era molto stupefatto di ciò che sentiva, e Martino trovava la maniera di pensare di Pococurante assai ragionevole.
- Oh, ecco un Cicerone, dice Candido, io credo che vostr'eccellenza non lascerà punto di leggere cotesto grand'uomo. - Io non lo leggo mai, risponde il Veneziano: che m'importa ch'egli abbia difeso la causa di Rabirio o di Cluenzio? Ne ho d'avanzo de' processi da giudicare; mi sarei adattato a leggere le sue opere filosofiche, ma quando mi son accorto che ei dubitava di tutto, ho concluso che io ne sapeva quanto lui, e che non avevo bisogno d'alcuno per essere ignorante.
- Oh, ecco là ottanta volumi di raccolte d'un'accademia di scienze, dice Martino, può essere che in quelle vi sia del buono. - Ve ne sarebbe, risponde Pococurante, se un degli autori di coteste bagatelle avesse inventato almen l'arte di far delle spille; ma non v'è in tutti que' libri che vani sistemi, e niuna cosa utile.
- Quante opere di teatro io vedo là! dice Candido, in italiano, in spagnuolo, e in francese. - Sì, osserva il senatore. Ve ne son tremila, ma non ve ne saran tre dozzine delle buone. Quelle raccolte poi di sermoni, che tutti insieme non vagliono una pagina di Seneca, e tutti que' gran volumi di teologia, credetelo, non si aprono mai, né da me né da alcuno.
Vide Martino degli scaffali carichi di libri inglesi. - Io credo, diss'egli, che un repubblicano abbia ordinariamente ad aver piacere di cotesti libri, scritti liberamente. - Sì, rispose Pococurante, è bello scrivere ciò che si pensa, ed è questo un privilegio dell'uomo: in tutta la nostra Italia non si scrive se non quel che non si pensa. Coloro che abitano la patria di Cesare, e degli Antonini non osano aver un'idea, senza la permissione di un domenicano. Io sarei contento della libertà che inspirano gl'ingegni inglesi, se la passione, e lo spirito di partito non corrompesse totalmente ciò che quella preziosa libertà ha di stimabile.
Candido scorgendo un Milton gli dimandò se considerava quell'autore per un grand'uomo. - Chi? dice Pococurante, quel barbaro che fa un lungo commentario, in dieci libri di versi duri, del primo capitolo della Genesi, quel grossolano imitator de' Greci, che disfigura la creazione, e che mentre fa da Mosè rappresentar l'Ente increato che produce il mondo con una parola, fa prendere un gran compasso dal Messia, in un armadio del cielo, per disegnar la sua opera? Io dovrei forse stimar colui che ha guastato l'inferno e il diavol del Tasso: che Trasforma Lucifero ora in gigante, e ora in pigmeo: che gli fa ribattere cento volte i medesimi discorsi: che lo fa disputare sulla teologia, che imitando seriamente l'invenzione comica dell'armi da fuoco dell'Ariosto, fa sparare il cannone nel cielo da' diavoli? Né io, né alcun altro in Italia ha potuto trar piacere da queste triste stravaganze; e il maritaggio del peccato colla morte, e i serpi che partorisce il peccato, non fanno vomitare ogni uomo che ha il gusto un poco delicato? Quel poema oscuro, bizzarro e disgustevole fu schernito fin dalla sua nascita, ed io lo tratto oggi come lo fu nella sua patria da' contemporanei; del resto, io dico ciò che penso, e curo pochissimo che gli altri pensino come me.
Candido era mal soddisfatto di que' discorsi; egli rispettava Omero, ed amava Milton. - Ahimè, diss'egli sottovoce a Martino, io ho ben paura che quest'uomo abbia un sommo disprezzo per i nostri poeti alemanni. - Non vi sarebbe gran male, dice Martino. - Oh che uomo superiore! dicea pur Candido fra' denti. Che spirito è questo Pococurante! Non può niente piacergli.
Dopo di aver fatta così la rivista di tutti i libri, discesero nel giardino; Candido ne lodò tutte le bellezze. - Io non so di cattivo gusto, disse il padrone: noi abbiam qui delle figurine, ma dopodomani voglio farvene porre d'un disegno più nobile.
Allorchè i due visitatori si furono licenziati da sua eccellenza, Candido chiese a Martino:
- Voi dunque converrete meco, che quello è il più felice di tutti gli uomini, perché è al di sopra di tutto ciò che possiede.
- E non vedete voi, rispose Martino, che di tutto ciò che possiede egli è disgustato? Platone disse, molto tempo fa, che i migliori stomaci non son quelli che rigettano tutti gli alimenti.
- Ma, disse Candido, non è un piacere a criticar tutto? A trovar de' difetti, dove gli altri uomini credon vedere delle bellezze?

martedì 20 novembre 2007

Korg IV: le pagelle dei senesi presenti a San Giuliano


La Korg IV si è conclusa, e come sempre è stata una bella esperienza. Korg, per chi non lo sapesse, sta per Conferenza Organizzativa Regionale della Sinistra Giovanile. Viva la sintesi. Tre righe di riflessione politica, poi un po' di ironia...


La Korg IV ha sancito la necessità di accelerare con convinzione sul percorso verso la creazione di una nuova giovanile che sia collegata e rappresentativa del Partito Democratico. Una giovanile risulta importantissima perché evita o limita drasticamente fenomeni come clientelismo e cooptazione. Inoltre, una giovanile rappresenta una formidabile palestra, una condivisione di esperienze e maturazione politiche come poco altro. Senza considerare che una giovanile autonoma all'interno del partito è utile a quest'ultimo nella elaborazione politica e nel pungolarlo sulle questioni più avanzate o riguardanti più da vicino le giovani generazioni. Una Conferenza Organizzativa partecipata forse come non mai (oltre duecento persone), che segnala la voglia di Partecipare e Costruire. I quattro gruppi di lavoro hanno elaborato proposte e momenti di riflessione di buon livello. Una bella esperienza, che oltretutto cementa ed alimenta i rapporti tra i ragazzi toscani. Non ci stupisce la salute dell'organizzazione in Toscana, anche per questo di sicuro la Toscana è una delle due uniche regioni in Italia ad aver accolto nel dispositivo regionale l'esistenza fin da subito di una giovanile. La strada è ancora lunga. Percorriamola insieme.


Diamo un po' di numeri, anzi di pagelle ai senesi e sangimignanesi (e "radicondolesi") presenti a San Giuliano Terme:
Donato 8----------------; voto ristretto per i quaranta (dico quaranta) minuti passati ad aspettarlo sotto casa la mattina della partenza; poi, la sera è bello sveglio ed attivo (ci credo!) e decide di non coricarsi; anzi, si corica: alle nove di mattina, quando iniziano i gruppi di lavoro; stoico nella notte, perestroico nel giorno; della serie: "mi va bene tutto, basta non svegliarsi...";
Carolina 8,5; primo intervento lucido della mattinata al gruppo di lavoro sulla nuova giovanile; architetto della sorpresa a Donato; peccato vinca ingiustamente e casualmente a biliardino...
Alberto 8,5; il buddah dei Congressi si conferma ad alti livelli, sovrintendendo alla nottata sangiulianese con le gambe incrociate nel groviglioso letto; ad imperitura memoria degli agitati o di quelli di corsa, Sant'Alberto, protettore degli stressati, vigila sulla Korg; ma scappa prima della conclusione;
Giovanni 8,5; porta la valigia giusto per sport, visto che di fatto nemmeno la disfa; defraudato della propria camera, si arrangia come può nell'accogliente 234... E dimostra il suo buon cuore...
Pietro 10; ligio e preciso, l'esempio del rigore politico della provincia senese; segue tutte le fasi della conferenza e la sera accudisce i pionieri turriti; stoico, irrinunciabile; plauso;
Andrea 8,5; lo "splendido" compagno si concede un massaggio rilassante nel Centro Benessere dell'hotel, come a dire: ora col PD facciamo vedere che abbiamo classe!
Simone 8-; le sue relazioni internazionali lo distolgono dai lavori comuni; affermandosi "ministro degli esteri" della delegazione, intrattiene e si fa intrattenere là dove vuoi umani nemmeno immaginate...
Massimiliano 9; si consolida la maledizione del "giovane eletto", che non gli permette di scegliere il corso... Il voto in più è per la pazienza! Non gradisce il gentile risveglio dei compagni alle 8 di mattina...
Davide 8+; lo "studente di sinistra" presidia onorevolmente il gruppo di lavoro sulla scuola, ma la notte intrattiene conversazioni sediziose offuscate dalle bibite capitaliste;
Igor 9; organizza tutto lui; la Korg potremmo dire è il suo regno; la camera 234 non era una camera di albergo, ma un centro servizi polifunzionale per la notte dei delegati toscani, con tanto di play station; con pazienza e dovizia, Igor "governa" il flusso di belli e brutti, belle e ... brutte...
Sergio 9; veni vidi vici, o meglio venni vidi ...; Sergio tiene alta la bandiera della Sinistra Giovanile senese e sangimignanese con costanza, ardimento e spirito di sacrificio; dubitiamo mancherà a qualsiasi altro prossimo appuntamento...
Viola 8,5; resiste alle angherie dei compagni senesi, i quali le impediscono di svolgere attività fondamentali; resiste alla notte perigliosa; resiste finanche ai gruppi di lavoro... Chapeau.
dite la vostra...

venerdì 16 novembre 2007

Qualche pensiero sul lutto di domenica scorsa vicino Arezzo

Qualche pensiero per una vicenda che è riuscita a mettere in luce tutto il peggio dell'Italia vociante e imbecille.
1) La Polizia: ancora una volta, un corpo dello stato, che ha l'altissimo compito di esercitare il monopolio della violenza dello stato assieme ad altri corpi, ha abusato o usato imprudentemente i propri diritti; stavolta probabilmente è stata la manifestazione di una incapacità manifesta allo svolgimento della propria funzione da parte di un poliziotto; ma piu' in generale vi sono troppi corpi deviati o pseudotali (il G8 di Genova è la punta visibile di un problema molto piu' diffuso e ampio, che investe gli ufficiali pubblici in generale e la loro spesso inadeguatezza ai compiti e alle funzioni assegnategli); senza considerare che, in tutta questa polemica sugli stipendi dei politici, non si sono presi in considerazione gli stipendi di ufficiali di polizia e carabinieri (che in taluni casi non svolgono pienamente il proprio ruolo o beneficiano di volontariato internazionale, arrivando a guadagnare cifre considerevoli), oltre che degli ufficiali o dipendenti pubblici in generale; senza considerare i benefici dei membri dell'esercito, che sono molto piu' diffusi quantitativamente rispetto a quelli dei politici;
2) I tifosi: i tifosi non sono "tifosi", anche perché altrimenti come mi potrei definire io, appassionato di Fiorentina? Io non vado allo stadio da quando eravamo in serie B (Fiorentina-Avellino o Fiorentina-Napoli), e sinceramente ne sono contento; o paghi costi eccessivi, che sono un'offesa, oppure stai stipato in una curva di gente che, nel migliore dei casi, offende gli avversari (terroni... etc.); io diserterò lo stadio fintanto sarà così, perché, al di là delle violenze o simili, non mi sento nemmeno di essere assimilato ad un gruppo di persone che canta in coro ad un giocatore infortunato "devi morire"; quella dei tifosi è spesso una lobby di estrema destra che si riproduce nel meccanismo di massa determinato dalle curve; vi rendete conto, vari Grillo and co., quanto ci costa ogni domenica quel dispiegamento di forze in tutta Italia (dalla serie A ai dilettanti) per tenere a bada gente che non ha alcun motivo razionale di determinare un disturbo alla quiete e alla sicurezza pubblica? Altro che costi della politica, questi son costi molto piu' inutili, stupidi e insulsi! Perché devo pagare, io contribuente e cittadino, un poliziotto che nel migliore dei casi si guarda la partita e nel peggiore rischia la propria vita senza alcun senso? Senza considerare che quel poliziotto potrebbe svolgere altro e piu' importante compito! Non è una mancanza di rispetto anche verso i poliziotti stessi?
3) Il mondo del calcio: un mondo parallelo, diffuso e assurdo; senza regole, se non quelle dettate da pochi; un'oligarchia selvaggia, che si autoriproduce e si autoconsuma; un parentado di grandi imprenditori (spesso senza scrupoli); un'organizzazione di calciatori super-pagati, che è un'offesa a tutti quanti!; un mondo di marketing e economia (grazie, Silvio Berlusconi, ma non solo lui) che rapacemente sfrutta la sincera passione dei tifosi; perché ognuno di noi "tifosi" fa parte di quel sistema, lo alimenta e ne è determinato, perché, diciamoci la verità, davanti ad una partita della propria squadra sei anche disposto a spendere per un decoder... E così alimentare un flusso continuo e vertiginoso.
4) La politica: strumentalizzare la morte di un giovane ragazzo; niente di piu' semplice nella nostra Italia, dove l'agenda di certi politici di centro-destra cambia a seconda di dove è avvenuto l'ultimo delitto di cronaca nera; dove si va a "Porta a porta" a raccontare come si prepara una crostata alle mele o ad indagare, con medesima "professionalità", l'ora e l'attimo di morte di questo o quella; povera politica, costretta a vivere un'epoca così! Che poi l'età dell'oro non c'è mai stata, quindi non ha senso criticare aprioristicamente, ma bisogna ragionare nel contesto; non è questa la sede; lasciatemi solo dire che su questa vicenda, tra le speculazioni della destra e la voglia di distinguersi del centro-sinistra proprio non si è saputo fare nulla; eppoi: come si può collegare un delitto avvenuto in una stazione di servizio in seguito ad una rissa al calcio? E se si collega, rimandando ad esempio una partita, non è il caso di sospendere il campionato? Comunque, checché se ne dica, non stava al ministero degli interni, ma alla Figc; povero Amato...
5) I media: che tristezza; a raccontarci qual era l'ultima canzone che "Gabbo" (si perché ora i giornali fanno conoscenza diretta con le vittime tanto da poterle chiamare per soprannome; una cosa vergognosa!) ha suonato la sera prima, o il numero della sua tessera di Forza Italia, di qui i giudizi, le valutazioni... Mah. La morte chiede riserbo perché è quel mistero che incombe sula testa di ognuno di noi. Vergogna Vespa, Vergogna molti giornali ("è colpa della riforma di Amato sul calcio che è insufficiente"; ma che una riforma del calcio deve prevedere se dieci cretini si prendono a botte in un auto-grill e un cretino spara dall'altra parte?), Vergogna le trasmissioni sportive. Vergogna. Davvero.
E tanti saluti.

giovedì 15 novembre 2007

Parole chiave utili...















lunedì 12 novembre 2007

300: un film d'azione pseudostorico per una pseudoesaltazione di uno pseudoeroismo


« Spartani! Preparate la colazione e mangiate tanto perché stasera ceneremo nell'Ade! »
(Re Leonida)

Un film controverso. Meraviglioso per qualcosa, pessimo per altro. Sapore sospeso per quasi due ore di trance sanguinaria ed eroica.

In
- L'immagine è maravigliosa ed esaltante, alcune scene tolgono il fiato; le scene di battaglia sono incredibilmente coinvolgenti;
- Leonida è un personaggio come si dice "da film", coerente e duro, ottima interpretazione; si fa notare anche Serse, anche se uno non se lo immagina così;
- Alcuni monologhi sono da antologia;
- I "mostri", o meglio le varianti di guerra, tipo rinoceronti, elefanti e giganti, sono molto divertenti;
- Lo spirito spartano, seppure esaltato fino all'inverosimile, traspare;
- Da notare la coerenza degli spartani, senza che il regista si abbandoni a strizzate d'occhio al pubblico;
- Un film da vedere;

Out
- Sarà che non sono un appassionato di cinema e che valuto i film non per quello che comunicano mentre sei seduto (la superfice), ma per quello che ti lasciano dentro dopo; trecento lascia solo qualche immagine;
- A volte, gli spartani, a voler fare i duri e puri, risultano grotteschi: "Massacrare tutti quegli uomini delle tue armate mi ha procurato un fastidioso crampo alla gamba e inginocchiarmi è piuttosto arduo per me". (re Leonida a Serse)
- Di fatto, il film è una serie di scontri armati;
- Non si deve considerare un film storico, in quanto le inesattezze sono molte e la contestualizzazione della campagna di Serse risulta imprecisa e insufficiente;
- Per le inesattezze storiche, mi avvalgo di wikipedia:
Il film narra del viaggio di Leonida che contro il volere dell'oracolo si muove in guerra. In realtà Leonida aveva il supporto degli Efori, che non erano affatto sacerdoti, ma portò pochi uomini dato che gli Efori preferirono concentrare il grosso dell'esercito nell'Istmo di Corinto (la lingua di terra che dava accesso al Peloponneso, la regione in cui si trovava Sparta) per meglio difenderlo.
Nel film Leonida parte da Sparta con solo 300 uomini. In realtà erano 2100 dato che ognuno dei 300 soldati spartani aveva al suo seguito 7 iloti.
Il film narra che dopo il tradimento di
Efialte rimasero solo gli spartani a difendere il passo, mentre sappiamo che rimasero anche 700 tespiesi e 400 tebani (secondo Erodoto soltanto i tespiesi restarono volontariamente, mentre i tebani furono costretti da Leonida). Inoltre Efialte non era uno spartano, bensì un pastore che risiedeva nei pressi del luogo di svolgimento della battaglia.
L'esercito persiano era realmente dotato di elefanti, ma non si hanno notizie del loro utilizzo in quella battaglia; nell'assalto del secondo giorno viene usato anche un
rinoceronte da battaglia, ma i rinoceronti non vennero mai usati come animali da guerra poiché la loro scarsa vista li rendeva facile confondere gli squadroni alleati con quelli nemici,e il loro carattere li rendeva impossibili da domare. Per giunta si trattava di un rinoceronte africano, come suggeriscono la pelle color avorio e i due corni, ed è impossibile che i persiani ne avessero uno.
Sono un'invenzione scenica anche i genieri dotati di esplosivi e le strane creature mezzo uomini e mezzo bestie al servizio di Serse.
Il film inoltre tace o travisa molte consuetudini e leggi spartane.
Gli
efori non erano dei lussuriosi e deformi vecchi rosi dalla lebbra, ma persone di rilievo nell'antica Sparta, regolarmente elette da un senato, sebbene comunque facessero affidamento su delle prostitute di notevole bellezza opportunamente scelte e fatte ubriacare per il ruolo di oracolo.
Nell'antica Sparta vi erano due re, e non uno solo.
I bambini deformi o troppo gracili per affrontare la vita spartana, secondo alcuni storici come
Erodoto, erano gettati dal Monte Taigeto, mentre altri dicono che fossero abbandonati sul monte in modo che se un membro della casta inferiore avesse voluto adottare il bambino avrebbe potuto farlo (tuttavia si ritiene che questo accadesse di rado).
Il personaggio che viene chiamato Dilios nel film, che teoricamente si salvò, in realtà si chiamava
Aristodemo, e tornato a Sparta fu odiato e deriso da tutta la città, poiché sospetto di diserzione e condannato all'esilio dal quale scampò, riabilitandosi nella battaglia successiva (la battaglia di Platea) nella quale morì. Egli però non fu il solo superstite dei 300: un altro, Pantite, si suicidò per vergogna e per questioni di onore: la civiltà spartana non accettava la ritirata, né tanto meno la diserzione, tanto che i familiari abbandonavano i guerrieri che riportavano ferite sulla schiena dato che quelle erano un chiaro segnale di un tentativo di fuga davanti al nemico.
Secondo Erodoto, Serse non inviò nessun messo a Sparta né ad Atene, memore dei precedenti messaggeri inviati da Dario malamente uccisi.
- L'eroismo, come accade in molti film del genere, è a senso unico: tutti eroi gli spartani, tutti cretini i persiani;

Citazione necessaria:
"E così il mio re è morto, e i miei fratelli sono morti, appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero, si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! [Urlo dei soldati] Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani. E ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10,000 Spartani alla testa di 30,000 liberi Greci! [Urlo dei soldati] Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Un segno per tutti i Greci. Quest'oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, al re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria!" (Dilios)
(In questa pagina è rappresentato uno screenshot relativo a un film protetto da copyright. Si ritiene che esso possa essere riprodotto su questo blog -come le altre immagini citate nei vari post- limitatamente al post che riguarda direttamente l'opera o l'argomento - in osservanza della l. 22 aprile 1941 n. 633 (art.70), innovata dalla legge 22 maggio 2004, n. 128 - poiché trattasi di «riassunto [...] citazione [...] riproduzione di brani o di parti di opera [...]» utilizzati con mere «finalità illustrative e per fini non commerciali» e in quanto la presenza in guicciardinin.blogspot.com non costituisce «concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera»). Fonte del post per le citazioni è www.wikipedia.it; le citazioni da www.wikipedia.it si ritiene non costituiscano violazione del copyright, anzi pubblicizzazione del progetto wikipedia; in quanto non sono citazioni integrali di voci ed invogliano il lettore a visitare www.wikipedia.it)

domenica 11 novembre 2007

"Si pensi da subito a fare una giovanile forte"

"Prima di tutto no alle correnti. 'Come ha detto Manciulli, nell'assemblea costituente siamo tutti insieme e alla pari'. Poi, non dimenticarsi dei giovani; anzi investirci. Per Niccolò Guicciardini, segretario provinciale della Sinistra Giovanile di Siena, delegato per i Democratici con Veltroni, 'il nuovo partito deve dotarsid i una giovanile in grado di proporre idee nuove ed avvicinare i giovani alla politica'. Importante in tal senso sarebbe anche 'trovare spazi per la formazione culturale e politica delle future classi dirigenti'. Una sorta di Frattocchie del Pd? ' Più che una scuola, puntare sulle nuove tecnologie e modi d'aggregazione'. Il tutto comunque basato su 'un partito organizzato e strutturato, di militanti e aderenti, che nond eve rinunciare a radicarsi sul territorio, anche tramite le feste'. Senza mai dimenticare che i tre milioni e mezzo di votanti del 14 ottobre 'non ci hanno conferito un premio, ma un investimento di fiducia'. Che va legittimato 'imponendo come prassi quella delle primarie, dando la possibilità alla gente di partecipare'. Niccolò ne paral a volte anche col professor Paul Ginsborg, con cui si laureerà a Firenze in Storia: 'Come lui, credo sia importante la quotidianità nel fare politica e mantenere l'attenzione su ciò che si muove nella società civile'."
Tommaso Galgani
da "L'Unità", domenica 11 novembre 2007

venerdì 9 novembre 2007

Dolce e splendida Fiorentina...

No, non sto parlando della bistecca. Per quanto essa sia pure dolce e splendida.
Parlo della squadra di calcio, che ha ammaliato i suoi tifosi in una splendida serata di calcio e divertimento. Sul filo di un sogno, si gioca in Europa. Sul filo di un sospiro, si ricorda quella champions batistutiana. Sul filo di un momento, il sospiro si trasforma in ansimo esagitato di goduria distillata in una purezza angelica. E i passaggi si fanno trame come nuvole sfilacciate all'orizzonte eppure definite. E i giocatori sembrano danzatori coreograficamente posti a dare spettacolo. E il pallone sembra il riflesso del sole tramontato, soprattutto quando lieve o duro gonfia la rete avversaria. E gli avversari vorresti stringergli la mano per la correttezza, la dignità e l'impegno. E tutto sembra facile nella magica notte fiorentina, notti magiche legate al giglio viola che, ricoperto di nuova rugiada, luccica al sole della nuova primavera. E vorresti certe partite non finissero mai...
E mentre la vedo al maxi-schermo del Viola club di Poggibonsi, d'un tratto l'immagine si blocca. Nessuno protesta. Scherzi dell'era decoderiana-digitale. Dal fondo parte pronto l'inno viola. A coprire il silenzio dello schermo. E sembra di navigare nel mare più piacevole del mondo, che ti culla mentre i novanta minuti sfilano via, tra fusilli al ragù, i primi goal sentiti alla radio con Giovanni, un panino al prosciutto, le facce felici, l'aria invernale che per noi è primavera, il palpito per il 2-1 avversario, l'incredulità davanti a Donadel che segna in quel modo, la gioia per Di Carmine, il dover ancora dare ragione a Corvino per Vieri... E in una serata come questa non potevamo non fare la tessera del club.
Frey: 6,5. Sicuro quando lo si chiama in causa; nulla può sul goal avversario; adesso in nazionale francese: Domenech, fallo giocare!
Vanden Borre: 7. Per la personalità; va sulla fascia, salta un difensore e crossa: complimenti al ragazzone belga;
Dal 67’ Pasqual: sv. Partecipa alla festa
Ujfalusi: 6,5. Preciso e attento; pilastro ceco della Fiorentina da centrale e da laterale;
Kroldrup: 6,5. Preciso e attento; segna pure; bravo; concorso di colpa al 20% sul goal avversario;
Balzaretti: 6. Sulla rete dell’Elfsborg colpa sua, però spinge; forse uno dei pochi non pienamente nei meccanismi;
Donadel: 7,5. Per il goal eccezionale, perché ci ha saputo stupire dopo il disastro di Villareal;
Jorgensen: 8. Ottima gara. Segna due goal. Corre. Ha carattere... Meritati i due centri per un giocatore unico come lui;
Pazienza: 6,5. Svolge il suo compito. Come sempre. Affidabile.
Semioli: 7,5. Uno dei migliori in campo. Corre, spariglia la difesa avversaria. Che torni in nazionale prima o poi?
Osvaldo: 6,5. Si vede diventerà un bel giocatore; ora anche l'under; bravo; non deve strafare, ma va bene così;
Dal 63’ Kuzmanovic: 6,5. Entra e si vede subito; è troppo sfortunato: l'unica parata del portiere avversario è sul suo bel tiro;
Vieri: 7,5. Segna, ma soprattutto gioca una grande gara sfiorando il secondo goal e facendo ottime giocate.
al 80' Di Carmine: 6,5. Perfetto. Entra e segna. Bene.
Prandelli: 9. Non si può più commentare. Eccezionale. Resta per sempre a Firenze.

giovedì 8 novembre 2007

Ristoranti: Sakura - Firenze

Nome: Sakura
Tipologia: Ristorante giapponese con Teppan Yaki (cucina alla piastra con cuoco a vista)

Commento: Nel complesso, il miglior ristorante di cucina asiatica di Firenze; di fatto, si mescolano sapori non solo giapponesi, ma il risultato è ottimo; meno "in" degli altri quotati ristoranti giapponesi del centro, il Sakura ti offre la sostanza; come dire, poco fumo e molto arrosto; se dovete provare cibi asiatici, andate al Sakura prima di inoltrarvi negli altri giapponesi fiorentini;
Cibi consigliati: di sicuro la zuppa di soia, con buonissime alghe che dal fondo risalgono il vostro cucchiaio accompagnate da un cubetto bianco... Deliziosa zuppa...; poi, non fatevi sfuggire il sashimi; naturalmente, provare il sushi (forse l'unica cosa meno intensa e gustosa degli altri giapponesi fiorentini, ma è una differenza talmente minima che può semplicemente essere stata una mia impressione); da notare, una varietà ampissima di pesce fresco, comprese le uova di salmone; non lasciatevi sfuggire nemmeno le cose alla griglia; insomma guardate il menù perfetto qui sotto!; ah, dimenticavo: tutti i ristoranti giapponesi hanno un gelato composto da due palline: l'una alla rosa, l'altra il thé verde... Che poi è sempre lo stesso gelato in ristoranti diversi... Ecco, potete anche evitare... Invece, da prendere la grappa tipica che vi offriranno prima di varcare la soglia di uscita;
Servizio: rapidissimo, gentilissimo, normali e relative difficoltà di comprensione col personale cinese (si, pare siano cinesi);
Ambiente: lo stile Teppan Yaki prevede una serie di sgabelli posti a contorno del cuoco che cucina, ma evitatelo; confortevole, silenziosa e carina la prima sala all'ingresso; stile "nipponeggiante" non eccezionale, ma molto accogliente;
il menù perfetto: non esitate! Memento audere semper, quindi andate sul "menù Sakura"; i trentotto euro spesi meglio degli ultimi giri gastronomici per quantità e, alla fine, anche per qualità (attenzione: se andate alla carta, probabilmente spenderete una cifra simile, mangiando meno! inoltre vi sono menù da tutti i prezzi); e così sarete allietati con: zuppa di soia fumante, insalatina con granchio, salmone tenerissimo alla griglia con due salsine sublimi, manzo arrotolato su germogli di soia, la barca del sushi e sashimi con pesce fresco e riso (abbondante e gustosa), riso o spaghetti saltati con gamberi e un sapore meraviglioso (niente a che vedere col riso del cinese), frittura tipica cinese di verdure e pesce (leggera e insuppabile in delicata salsina nera), gelato, frutta... E credo di non aver dimenticato niente... Solo a descriverlo, mi verrebbe voglia di fare il bis adesso...
Qualità/prezzo: palma d'oro tra tutti i ristoranti giapponesi che ho frequentato; e anche nella classifica assoluta è alto...
Info: SAKURAvia di Novoli 10/r (davanti alla caserma del Genio trasmissioni); Tel: 055410831
Valutazione: 83%
Se vi capita di provarlo lasciate un commento!

mercoledì 7 novembre 2007

Anniversario della nascita di Albert Camus

Non essere amati è una semplice sfortuna;
la vera disgrazia è non amare.
In fondo non c'è idea cui non si finisca per fare l'abitudine.
L'arte contesta il reale, ma non vi si sottrae.
Albert Camus
Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall'ospizio: "Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti." Questo non dice nulla: è stato forse ieri.L'ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l'autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera. Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l'aria contenta. Gli ho persino detto: "Non è colpa mia." Lui non mi ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo.
[Albert Camus, Lo straniero, Incipit dell'opera, traduzione di Alberto Zevi, Bompiani; fonte: www.wikipedia.it]
vi consiglio moltissimo "Lo Straniero": lettura breve, ma che sa segnare profondamente

martedì 6 novembre 2007

IV: Tornando da Milano, dopo aver assistito al parto...

Partito Democratico: Capitolo IV - premessa interrogativa interrogante e eretica
Dopo aver assistito al parto...
Assemblea Costituente Nazionale del Partito Democratico a Milano. Presente. Avvenimento storico: nasce un Partito votato da tre milioni e mezzo di cittadini. Luogo: il cuore economico del Paese. In particolare una punta avanzata. Luogo deputato ad ospitare l'Expo. Tanti volti, vecchi e nuovi. Tra la carica dei tremila, noto Bersani, Chiamparino, Renzo Ulivieri... Poi molti compagni della Sinistra Giovanile. Arrivo in auto. Proprio quando inizia Prodi. Discorso molto buono, al di sopra degli standard del Presidente del Consiglio. Attendo Veltroni con curiosità. Mi delude: eccesso di aspettative? Probabile. Anzi, probabilissimo. Altri interventi, molti interessanti. Inquietante Adinolfi: "un partito senza tessere non deve sembrare un'eresia, ma una liberazione". Va bene... L'importante è essere convinti. Manca un'atmosfera da giornata storica. Ma c'è un'atmosfera laboriosa. Bene così. Delusioni e soddisfazioni. Vediamo...

Aspetti positivi:
1) Su laicità e diritti civili sembra si marci bene e spediti; non era scontato, per quanto necessario; ottimo;
2) Bindi e Letta fanno due begli interventi: distensivi e di coesione;
3) I giovani sono tanti, ed hanno voglia;
4) Il colore è verde per richiamare l'ambiente o...la speranza; in ogni caso, carino; non è verde-Lega;
5) Mi siedo su una sedia vuota, accanto ad un signore, chiedendo se è occupato; mi dice di sì, ma mi concede l'uso della sedia fintanto non torni il legittimo proprietario; piccoli gesti; buoni;
6) Veltroni parla di odio, sa il fatto suo;

Aspetti negativi:
1) L'elezione dei costituenti sembrava un'elezione del Parlamento; arrivano a Milano e sono poco "sfruttati"; malissimo; vanno coinvolti molto di più; non possono esplicare solo funzioni da delegati congressuali; che sennò si faceva prima ad eleggerli ad una cena alla casa del popolo (luogo di suprema democrazia, non sbagliatevi...);
2) L'organizzazione del partito che sarà? E' necessario conservare alcuni meccanismi (tesseramento, partecipazione diretta, organismi territoriali), pur innovandoli; altrimenti ci si poteva chiamare "Democratici" e basta; o anche "Dem" per essere più comitato elettorale e fare più in; o anche "D", ma c'è già il settimanale;
3) Le quote rosa non diventino un esempio di discriminazione compensativa e addirittura inversa; l'esistenza delle quote testimonia un problema; un partito sano è un partito dove non ci sono quote rosa e ci sono tante donne iscritte e negli organismi dirigenti;
4) Va bene il richiamo alla piccola e media impresa, ma Marchionne come esempio... Non esageriamo! Marchionne è residente in Svizzera, nel cantone dove si paga meno tasse; ci sono invece tanti piccoli imprenditori che le tasse le pagano in Italia;
5) Per me, l'Expo a Milano si può fare; però un episodio increscioso: compro un panino con cotoletta di pollo e pomodoro (carissimo peraltro); chiedo alla signorina del bar se può aggiungere la maionese; la risposta è: "non ne ho"; le faccio notare che la maionese è in bella mostra appena dietro di lei; si volta, mi dice "non so se posso fare la giunta"; un'altra signorina, sopraggiunta, mi dice che non può mettere la maionese perché "non è contemplato nella ricetta"; se alla base di quel panino c'è una "ricetta", allora possiamo davvero dire che la gastronomia italiana è in ginocchio; un'antipatia del genere meriterebbe ritorsioni ampissime: per conto mio, difficilmente rimetterò piede in un bar del bel complesso fieristico milanese. Anzi, vi invito, nel caso vi rechiate in quel bel posto, di evitare i bar; costosi, antipatici, di scarsa qualità.
6) Ultimo tasto dolente: ai costituenti non è stata fornita né una cartellina, né una borsina con materiali, né gadget; certo, contano di più i contenuti, ma pure ad un congresso comunale si prepara una cartellina; la gattina frettolosa fece i gattini dell'Udc...

Scusate la confusione. Era per raccontare qualcosa di quella giornata.

lunedì 5 novembre 2007

L'autostoppista fantasma...

Ho sempre provato interesse per quel fenomeno moderno chiamato "leggenda metropolitana". Affonda le radici nelle storie e nei racconti, finanche le superstizioni, e da queste prende molti elementi. In particolare, gli effetti che ha sulle azioni quotidiane della gente. Queste possono essere tese al controllo sociale, alla educazione in diversi campi ("porta male versare il sale" evidentemente affonda le radici nel valore del sale nel passato), e infine ci sono le "leggende" che portano a comportamenti senza senso, ma che si diffondono in maniera incredibile. Ad esempio, sapete che in ampie parti degli Stati Uniti andando a fari alti nessuno vi lampeggerà? Questo non per cortesia, ma per una leggenda metropolitana molto diffusa che racconta di bande che, scommettendo tra di loro, attraversano le strade a fari alti e scommettono di rincorrere ed uccidere il primo che oserà "ribellarsi" sfarettando. Inoltre, le leggende metropolitane hanno caratteristiche sempre similari, una delle quali fondamentale è che chi la racconta per vera è sempre testimone di seconda mano della storia. "Me l'ha raccontata un'amica che lo ha saputo da..." o simili. Ecco quindi una leggenda metropolitana molto diffusa negli Stati Uniti che è comparsa talvolta anche da noi, con le relative varianti. Ah, l'ultima frontiera delle leggende metropolitane è la mail. Ogni volta ricevete una mail che denuncia qualcosa (come quella sulle ragazze stuprate e sterilizzate in discoteca, o quella sulle mucche alimentate artificialmente e fatte solo di cartilagini, o ancora quella dei gatti allevati in boccetta), provate a fare una breve ricerca su internet.


Ecco una storiellina inquietante...


"A notte inoltrata un tale stava guidando su una strada secondaria, quando vide al margine della carreggiata una bella ragazza che faceva l'autostop verso la sua stessa direzione. Un po’ titubante, alla fine decide di darle un passaggio. La ragazza sale in macchina silenziosamente e gli da indicazioni per riportarla a casa. Lui la riporta quindi a casa; si salutano e prosegue tranquillamente per la sua strada. La mattina dopo, rientrando in macchina per recarsi a lavoro, trova con sorpresa la giacca della ragazza, che aveva dimenticato sul sedile. Sorride, e pensa che per andare in ufficio dovrà recarsi comunque nella zona dove abita la ragazza; decide quindi di riportargliela. Giunto a destinazione, suona alla porta; gli apre un'anziana signora. "Mi scusi signora - dice il tale - ho riportato a sua figlia la giacca che aveva lasciato nella mia macchina ieri sera". "Ma…mia figlia è morta dieci anni fa!", risponde singhiozzando la signora."L'autostoppista fantasma è di certo, almeno in Usa, la leggenda metropolitana più celebre, tant'è vero che da il titolo al primo libro di Brunvand del 1981. Esistono una infinità di varianti, anche se gli elementi-chiave rimangono sempre gli stessi. Vediamo quindi di analizzare questi ultimi. Primo di tutto notiamo che si tratta quasi sempre di fantasmi di ragazze, in genere giovani, morte a causa di un incidente stradale proprio sulla strada dove si trovano a fare l'autostop. In effetti, essendo la storia ambientata a notte fonda e, spesso, su una strada isolata, sembra difficile che una ragazza si trovi a guidare, per lo più da sola, in una situazione del genere; e ammesso che succeda, molto difficilmente acconsentirebbe a dare un passaggio ad un misterioso sconosciuto. Ecco quindi che il meccanismo funziona se al posto di guida c'è un uomo, e al posto dell'autostoppista troviamo una bella ragazza. Che paura potrebbe avere a darle un passaggio, che male potrebbe fargli?Analizzando ancora la storia, notiamo che le autostoppiste danno sempre un indirizzo grazie al quale l'automobilista apprende in seguito che si trattava di fantasmi, e viene lasciato un segno che sembra confermare ulteriormente la veridicità di quella strana esperienza: una giacca, un orecchino… Nella maggior parte delle versioni americane è la stessa autostoppista a lasciarsi dietro una giacca o una maglia che aveva chiesto in prestito all'automobilista e che viene ritrovata posata sulla sua tomba al cimitero. Altri elementi caratteristici della tradizione come la si ritrova altrove possono essere: certe affermazioni profetiche fatte talvolta dall'autostoppista, un'ulteriore identificazione della ragazza morta grazie a un ritratto o ad una foto, e il collegamento fra l'apparizione del fantasma e un determinato incidente automobilistico che in base a quanto si dice avvenne in quello stesso giorno non lontano di lì parecchi anni prima. Mito originario degli Stati Uniti o nato invece parallelamente in diversi paesi è certo comunque che lo stesso tipo di fantasma continua ad apparire un po' in tutto il mondo. Esistono un'infinità di versioni relative a questa storia, anche perché, è bene sottolinearlo, si è passati dalla tradizione del folklore alla cultura popolare, diventando spesso un vero e proprio topos letterario. Esistono tuttavia altre versioni che differiscono in modo significativo dai racconti della tradizione popolare: in questi casi non ci sono riferimenti a profezie, ritratti, pegni, ma il tutto si limita ad un semplice racconto sull'aver dato un passaggi ad un autostoppista che poi è scomparso misteriosamente. Sarebbe forse superfluo, a questo punto, mettere in luce ciò che si muove dietro una leggenda del genere. È l'innata paura dell'uomo verso la morte, verso il possibile ritorno della persona morta. Non è forse per questo che sin dalla sua origine l'uomo seppellisce i suoi morti? Per la paura che essi possano tornare. È qui quindi che si basa lo sgomento che questa leggenda ci lascia, come d'altronde tutto ciò che riguarda i fantasmi in genere. Qui però non si tratta di un fantasma in genere. È il fantasma di una ragazza giovane, morta per incidente stradale, e, molto probabilmente, non per colpa sua. Ecco quindi che l'immagine della ragazza si eleva ad una accusa verso la società , una società irresponsabile che ha condotto alla morte una giovane prematuramente, negandole tutto ciò di cui avrebbe potuto godere nella sua vita. Nasce quindi nell'ascoltatore un inconscio senso di colpa da parte di tutta la società, e, indirettamente, del singolo; è qui che si fonda il coinvolgimento che suscita questa leggenda, e che non accenna a diminuire".fonte: www.leggendemetropolitane.net
Inquietante, vero?

Terrorismo... due riflessioni

"Dobbiamo considerare il terrorismo come una forma di azione non solo politica ma anche simbolica. Il terrorismo è un tipo particolare di performance politica. Esso sparge sangue – letteralmente e figurativamente – facendo uso dei fluidi vitali sue vittime per gettare un impressionante ed atroce schizzo sulle tele della vita sociale. Non mira solo ad uccidere ma nell'uccisione, e attraverso essa, mira a esprimersi in modo drammatico. Nei termini di Austin [1962], il terrorismo è una forza illocutiva che mira ad ottenere un effetto perlocutivo. (cap. IV, p. 198)
Con l'avvio dell'«età del terrore» [Talbot e Chanda 2002], il potere di iniziare la fase più nuova del ciclo contrappuntistico si è spostato da Occidente a Oriente. Ma la messa in scena non è mutata. Il terrorismo islamico è un'espressione drammatica, la reazione occidentale ad esso un drammatico fraintendimento. Queste sceneggiature, islamica e occidentale, alimentano sequenze iterative di performance scorrette. A meno che il ciclo non venga interrotto, esso metterà a repentaglio le prospettive di stabilità sociale e comprensione internazionale e, per molte sfortunate persone, lo stesso diritto alla vita. (cap. IV, p. 219) "
Jeffrey Alexander, La costruzione del male. Dall'Olocausto all'11 settembre, traduzione di Marco Solaroli, il Mulino, 2006

domenica 4 novembre 2007

La Fiorentina sempre più in alto...

Vittoria sofferta e probabilmente non meritatissima, nonostante la superiorità nel gioco. Fosse stato uno 0-0, non si sarebbe lamentato nessuno. Ma credo che, se una delle due squadre avesse dovuto vincere, questa sarebbe stata la Fiorentina. I viola fanno possesso palla, fanno gioco, palla a terra, con la testa e con cuore conducono novanta minuti a buoni livelli. Bene così. Continuiamo.
Pagelle...
Frey: 7; pronto nel momento del bisogno;
Pasqual: 6,5; rapido e fresco sulla fascia;
Kroldrup: 6+; attento, anche se a volte grezzo;
Gamberini: s.v. con in bocca al lupo per l'infortunio: proprio non ci voleva!
Dainelli: 6,5; entra e gioca benissimo; dimostrando ancora una volta la validità della difesa della Fiorentina;
Potenza: 6,5; gioca ancora ad alti livelli; riserva di lusso;
Liverani: 6,5; piedi d'oro.
Montolivo: 5; non pervenuto; lezioso. Pericoloso in molte occasioni. Pericoloso per la Fiorentina;
Pazienza: 6; entra e fa il suo; affidabile.
Kuzmanovic: 6,5; buona partita, davvero un bel giocatore; da 7 col Siena, e bene anche oggi;
Donadel: 6+; tranquillo; dopo la catastrofe di Villareal (entrò, causò il fallo e sulla relativa punizione non marcò il suo), si è ripreso; salutare la tribuna della scorsa partita;
Pazzini: 6+; il fantasma di Canterville si materializza in una sola occasione, e segna; questo basta; per ora;
Osvaldo: 6+; buon movimento, buon possesso palla; deve maturare; ma promette molto bene;
Mutu: 6,5; prima di entrare chiede: "quando entro?"; ha voglia, è un campione; il pubblico lo fischia perché romeno... le nazioni non fanno i delinquenti, ma quei fischi di sicuro identificano degli idioti. Bravo anche per questo. Entra, tiene palla, e ai fischi risponde con tre punti.
Prandelli: 7,5; inesauribile imperatore di Firenze...

sabato 3 novembre 2007

Complimenti Donato!

Donato è stato eletto coordinatore nazionale della "Rete Universitaria"
Complimenti!

E a noi piace ricordarlo così...

Perché noi vogliamo praticare la Politica
e ci tocca fare anche la politica
è un compito ambizioso e molto più difficile e rischioso: almeno ci proviamo!
A piccoli passi...
E questo è stato un grande passo!


venerdì 2 novembre 2007

Stati Uniti: verso una nuova stagione?

Due sfidanti, di fatto. Obama e Clinton. Due elezioni fa, Al Gore, meritevole presidente, neo-nobel, perse le elezioni nonostante la maggioranza dei voti popolari. Ci furono brogli? Non si sa. Si sa che lui chiamò Bush Jr. per congratularsi, Berlusconi ancora sta telefonando la notte alle centraliniste hot per dimostrare che ha vinto lui. Lasciamo perdere. Dopo qualche anno, visto il calo di popolarità di Bush, i Democrats pensarono bene di candidare alla presidenza una salsa tipica del riso cinese nei ristoranti più scadenti. Perdente. Gli si leggeva in faccia. E infatti, da come parlò nei ringraziamenti nonostante la sconfitta, sembrava se li fosse preparati bene. Avesse vinto, non avrebbe proprio saputo che dire. Inoltre, sia Bush che Kerry fanno parte della memorabile "Skull and Bones", associazione segreta, che vanta un (non comprovato, ma denunciato dai pellerosse) trafugamento di resti umani. Quali? Quelli di Geronimo, ultimo capo Apache. Perché agli indiani d'America non venga in mente di riprendere in mano arco e frecce. I due candidati, dunque, facevano parte della medesima setta... Chi aveva trafugato questi resti? Pare, Prescott Sheldon Bush! Nonno dell'attuale Presidente... Che bella famiglia.
Adesso siamo a una svolta. Se non altro perché non risultano figli maggiorenni presentabili ad una competizione presidenziale. Questo per quanto riguarda i repubblicani. Aspettiamo con docile preoccupazione. Il buon Giuliani (che non è il macellaio sotto casa vostra, ma l'ex sindaco di New York), tanto osannato in questo periodo di emergenza sicurezza nel bel paese, potrà avere partita relativamente (forse mooolto relativamente) facile.
E dall'altra parte? I signori buonpensanti d'America sono avvisati: vincerà un nero o una donna. Ahi, ahi... Che ne dirà quella setta che qualche giorno fa è stata condannata a 11 milioni di risarcimenti per aver ballato ed esultato ai funerali dei marines, considerando la loro morte ritorsione divina per un'America che difende omosessuali e dove imperversano i liberal? Si, una donna o un nero. A una donna nera ancora non ci hanno pensato. Immagino che la sinistra radicale statunitense farà notare questo, mentre Mc Mastell in nome dei sani principi è già andato a sostenere Rudolph. Si dice però che quest'utlimo non abbia gradito l'autoinvestitura a sceriffo di New Ceppaloni in Maryland.
Insomma, i Democrats in ogni caso (salvo sorprese quasi impossibili) romperanno una tradizione secolare: il presidente uomo e bianco. Sarà donna o nero. Se verrà eletto... Naturalmente...
La donna è moglie di un ex Presidente, tal Bill Clinton. Santa donna che ha sopportato con forza sovrumana i tradimenti impropri del saxista che ha saputo dare dignità al proprio paese.
Una chiosa: ma è normale che in un paese di più di 250 milioni di persone siano stati presidenti, alternativamente, padre e figlio e poi (se tutto andrà bene) marito e moglie? Vediamo... Un cittadino statunitense ha, in teoria, 1/250.000.000 di possibilità di diventare Presidente. Quindi che un suo parente di primo grado lo diventi è ancora più improbabile.

www.barackobama.com

www.hillaryclinton.com

giovedì 1 novembre 2007

Ristoranti: La Taverna di Ciccino - San Donato

Nome: La Taverna di Ciccino
Tipologia: Una delle migliori pizzerie della zona (no ristorante);
Cibi consigliati: Sicuramente la pizza; gli antipasti non sono male: molto caserecci;
Ambiente: piccolissimo, ma accogliente; poi siamo nel carinissimo centro storico di San Donato, spesso considerato solo come uscita dalla superstrada; se vi recate da Ciccino, dopo cena sorpassate il ristorante e, alla fine del paese, andate a sinistra: vi troverete poco distante una bella chiesa illuminata di notte;
Servizio: è molto particolare: è probabile che Ciccino vi intrattenga in qualche questione locale o globale; comunque, il servizio è anche veloce e preciso;
Qualità/prezzo: Ottimo: si spende come e forse meno di tante altre pizzerie anonime, che servono un cerchio di pasta con schifezze sopra giusto per riempire gli stomaci; invece, da Ciccino si parla di poesia...
Info:
LA TAVERNA DI CICCINO Via del Giglio,19 - San Donato (FI); tel. 055.8072507
ATTENZIONE: prenotazione praticamente obbligatoria;
per raggiungerlo: è molto semplice, basta uscire dalla Siena-Firenze all'uscita San Donato, quindi proseguire per "San Donato" (ben indicato); giunti al paesino, troverete le indicazioni per un parcheggio proprio a ridosso del centro storico, che si trova sulla sinistra;
Valutazione: 75%
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