lunedì 15 dicembre 2008

Dichiarazione di intenti a Vivo d'Orcia per la Prima Assemblea Provinciale di Generazione Democratica Siena

Care Delegate, Cari Delegati, Gentili Ospiti,
ci troviamo oggi in questa assemblea, frutto del voto di 844 elettori. Un risultato importantissimo per la nostra provincia. E ci troviamo a svolgere questa assemblea a Vivo d'Orcia, nell'ambito di una Festa Invernale Provinciale, che segnala una volta di più la voglia di creare e costruire momenti e storie concrete, vive sul territorio. Ringrazio, innanzitutto, coloro che si sono spesi per l'organizzazione di questa tre-giorni, a partire dai ragazzi di Vivo d'Orcia, dal coordinatore Federico Rovetini, dal partito di Castiglion d'Orcia e da tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di queste giornate, assieme alla Rete Universitaria Nazionale.
Io ho deciso di mettermi a disposizione per guidare Generazione Democratica nella nostra provincia nei prossimi mesi prima di tutto perché ho visto, in questi mesi, una squadra di persone capaci, attive e che fanno politica per passione. Spero di essere all'altezza per portare avanti le tante sfide che ci attendono. Io vi garantisco il massimo impegno, la massima continuità e la volontà ferma di dedicarmi nei prossimi mesi alla nostra organizzazione con l'anima e col corpo. E' un impegno grande questo, perché la nostra provincia è ampia e viva. Ma le sfide più difficili sono quelle che stimolano di più.
Il nostro cammino fin qui...
Primarie del 21 Novembre
Venerdì 21 Novembre Generazione Democratica nella nostra Provincia ha ottenuto il sostegno di 844 ragazzi e ragazze. E' un dato eccezionale per la nostra realtà che testimonia quanto di buono abbiamo fatto negli ultimi mesi.
Più volte, in diversi appuntamenti, abbiamo affermato che primarie organizzate in questo modo non sono ciò che vogliamo e non esauriscono la nostra idea di giovanile. Le centinaia di ragazzi e ragazze che sono venuti a votare hanno dimostrato, però, che il faticoso lavoro quotidiano nei comuni, nelle frazioni, nelle scuole, nella Università, merita fiducia. E' un dato veramente importante che ci dovrà far sentire meno soli nei momenti di difficoltà e ci deve mettere fin da oggi addosso il senso di responsabilità verso quanti, un venerdì sera, hanno deciso di sostenere il nostro lavoro.
Abbiamo affrontato queste primarie tra mille difficoltà. Ci siamo ritrovati come una squadra di calcio che gioca una finale a piedi nudi con un pallone da cinque chili. Ci siamo trovati senza tempo e senza nessuna risorsa economica, salvo la festa organizzata a Colle di val d'Elsa. Non abbiamo potuto nemmeno fare un invio a tutti gli under trenta o spedire un sms a tutti i giovani in indirizzo. Anche dal punto di vista organizzativo, ci siamo trovati a fronteggiare una situazione ai limiti del possibile: quaranta seggi organizzati in pochi giorni e, lo ripeto, senza risorse. Non abbiamo neanche attaccato un manifesto, stampato un volantino a colori... Niente. Proprio per questo, lo dirò più avanti, c'è bisogno di chiarire lo status delle risorse di Generazione Democratica.
Nonostante tutto ciò, a sorpresa, è arrivato l'ottimo risultato che vi sto descrivendo. Analizzando come sia stato possibile, nella situazione detta, arrivare ad un risultato, credo vada messo in luce il motivo principale. Quello che deve essere la base e l'orizzonte della nostra azione. Una squadra eccezionale di persone che in quei giorni, praticamente in ogni comune della nostra provincia, ha voluto e saputo metterci la faccia. Una squadra eccezionale che, da Radicondoli a San Quirico d'Orcia, da Castellina in Chianti a Chiusi, ha un'idea comune di Politica. Quella dell'azione e della concretezza.
Dal 21 Novembre è venuto fuori chiaramente che il lavoro sul territorio e la capacità di essere una squadra unita e disinteressata paga. Per questo, da oggi rilanciamo quel lavoro faticoso, spesso poco appagante, che è fatto di serate, chilometri, impegno, illusioni e disillusioni, feste, corse contro il tempo, un minuto donato...
Il risultato del 21 Novembre, poi, ci porta delle preziosissime indicazioni per ciò che c'è da fare. Senza dilungarmi sull'analisi del voto, credo che ci sia ancora molto da lavorare in diversi comuni, in diverse zone, compresa la città di Siena. Sappiamo che, laddove riusciamo a costituire un gruppo anche piccolo di persone che decidono di innamorarsi della Politica, possiamo portare grandi innovazioni e attività. Per questo, uno dei primi compiti della nuova Segreteria dovrà essere quello di, analizzando il voto, impegnarsi a sostenere o stimolare le realtà dove ancora non esiste un nucleo di Generazione Democratica.
Le realtà presenti sul territorio
In un territorio come il nostro, con scarsa densità abitativa e grande espansione territoriale, è di fondamentale importanza riuscire a creare nuclei di Giovani Democratici nelle varie realtà. Le piccole realtà sono un punto di forza per tutta l'organizzazione.Dalla fine del giugno scorso, dopo l'Assemblea Programmatica di Ulignano, sono sorti numerosi circoli di Generazione Democratica. Sono sorti eleggendo il proprio referente comunale e una propria segreteria. Questo processo deve essere portato a compimento entro il mese prossimo, per permettere poi di portare avanti le campagne che imbastiremo e per dare un contributo fondamentale alle prossime amministrative.
Generazione Democratica è nata dal basso. Questo è il nostro punto di forza: non siamo partiti dall'elezione del livello provinciale, ma da quello comunale. Ciò permette di impostare un lavoro capillare e continuo di sensibilizzazione verso i ragazzi e le ragazze residenti nella nostra provincia.
I PROGETTI PORTATI AVANTI FIN QUI
In questi mesi, Generazione Democratica ha organizzato già momenti importanti nella nostra provincia. Ne cito due soltanto.
Il contest dei gruppi musicali è stato un grande successo, che dovremo riprendere il prossimo anno. Ben quarantacinque gruppi musicali si sono sfidati in quindici realtà della nostra provincia, fino alle quattro semifinali e alla finale di Siena. E' stato un momento importante perché ci ha permesso di entrare in contatto con una realtà artistica, quella dei gruppi musicali emergenti, che troppo spesso viene confinata ai margini. Valorizzare le band emergenti è un impegno importante, giacché sono mosse da impegno e passione, e, quando c'è la passione, c'è anche il sacrificio.
Le cene della legalità, per sostenere i progetti di LiberaTerra, e in particolare la ristrutturazione di un palazzo sequestrato alla mafia, hanno rappresentato un altro momento di cui andare orgogliosi. Dobbiamo essere in grado di dare continuità al nostro impegno nel sociale, anche attraverso la collaborazione con un'associazione seria come LiberaTerra.
CRISI ECONOMICA, SOCIALE E IL RUOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO
I prossimi mesi e i prossimi anni saranno caratterizzati da una forte crisi economica che ha ed avrà effetti anche sull'economia reale. Mentre l'Europa viene investita da una crisi che ha pochi precedenti nella storia recente, l'Italia si trova governata da un Governo incapace.
Non avrebbe senso, in questa relazione, parlare della crisi economica che prende le mosse dagli Stati Uniti, dalla ricerca dei soldi facili, dall'indebitamento progressivo e inesorabile di fasce sempre più larghe di popolazione. Ha senso, però, tener conto di questi fattori.Una crisi economica ha sempre ripercussioni più o meno dirette su tutta quanta la società: dagli stili di vita alle scelte politiche. La Provincia di Siena si sta attrezzando per attraversare questo periodo difficile: bisogna essere un laboratorio di eccellenza aperto e capace di rischiare e mettersi in gioco.
Questo è necessario anche perché, se ci guardiamo attorno, neppure troppo lontano, scopriamo come questa crisi determina un'insicurezza sociale portatrice di rischi notevoli. Senza dipingere un mondo in bianco e nero, possiamo notare come all'interno del corpo sociale, anche nelle nostre terre, si sia diffusa una percezione e una paura dell'estraneo, del diverso, dell'ignoto, che dà voce agli istinti più pericolosi.Ha notato un attento osservatore che gli individui hanno cercato conforto, protezione, distrazione nelle gioie della vita domestica e nell'acquisto di merci ogni sorta. Non c'è nulla di male in sé, in tutto questo. Tutt'altro. E' drammatico però che nella vita quotidiana sia assente, o molto poco presente, una corrispondente sfera pubblica.
Siamo la società dove tutto è possibile e allo stesso tempo molto è impossibile. Siamo la società discontinua che scoraggia l'impegno e il sacrificio, lo studio e l'applicazione... Tutto questo sembra far parte di un mondo che non c'è più: oggi conviene non studiare, non sacrificarsi, ma aspettare il proprio turno. A quel punto, se mai arriva il proprio turno, basta non avere qualità: basta avere fortuna per vincere un concorso o un grattaevinci, basta essere sufficientemente "normali" o "anormali" da poter essere accettati, magari per il tempo di un giro di valzer, dal mercato della televisione. E lì si compie il proprio essere nell'apparire. Apparire come essere. Senza fare retorica, oggi è davvero difficile far passare messaggi come i nostri. E' difficile raccontare di cambiare le cose da qualche parte con sacrificio e impegno, mentre altrove c'è un'isola incantata di trucchi e reality-show. "Questo orizzonte di affaristi e imbroglioni, fatto di nebbia, pieno di sembrare, ricolmo di nani, ballerine, canzoni, di lotterie, l'unica fede in cui sperare".
Eppure è proprio in un contesto del genere che conta ancora di più il nostro lavoro. Non raccontiamo di cambiare il mondo, ma sappiamo di fare dei passi avanti. Piccoli e fondamentali passi avanti. E ogni passo avanti significa avvicinarsi alla meta.Le ombre del villaggio globale sono numerose, scoraggianti... La crisi sta generando frammentazione sociale, guerra del povero contro il più povero, egoismo e incapacità di pensarsi come corpo sociale. E in tutto questo non esiste un capro espiatorio credibile e che riassuma in sé tutte le colpe. Sarebbe troppo semplice. Una cosa che sappiamo è che anche in una provincia come la nostra, spesso immune da difficoltà di tal genere, dovremo affrontare tante contraddizioni sociali, difficoltà legate all'accettazione del diverso o del nuovo.E allora tocca anche a noi guardarsi attorno e cercare di capire ed indagare le ragioni e le manifestazioni di tutte le ombre che si allungano nei nostri territori. Il Partito Democratico deve saper farsi attore protagonista in una situazione così. Troppo spesso, il nostro Partito va sui giornali nazionali per le proprie difficoltà interne, per irrisoluti contraddittori personali, per motivazioni che non interessano alla gente.
Il Partito, diciamolo chiaramente, non è un treno che si prende per arrivare da qualche parte. In un Partito non ci sono manovali e privilegiati. In un Partito ci sono tante e tante persone che, secondo la propria disponibilità e la propria attitudine, contribuiscono a creare qualcosa di grande. Mi sembra che ultimamente questo partito rischi di smarrire la sua funzione. Non si può pensare ad un Partito come ad un mezzo da utilizzare. Bisogna impegnarsi continuamente, anche dedicando un solo minuto o un solo ragionamento, perché il Partito Democratico sia di tutti e sia utile al paese e non ad una persona o a un gruppo di persone.
Dobbiamo dividerci e discutere, ma sui temi e sui contenuti, non su questioni che, rispetto alla situazione che abbiamo brevemente delineato, sembrano fuori dal mondo.E' certo vero che il Partito Democratico è riuscito a portare, una ventata di freschezza alla politica italiana. Bene. Facciamo si che nelle riunioni del nostro partito e della giovanile si parli di chi sta fuori, degli ultimi, di chi ti dice che "della politica non gliene frega niente", di come farsi capire e di cosa proporre agli elettori. Insomma, dobbiamo prenderci la responsabilità di costruire un'alternativa culturale e sociale a queste destre.Negli Stati Uniti, abbiamo assistito a qualcosa di eccezionale. Obama ha rappresentato un'innovazione inaspettata e inattesa. E' riuscito a riportare nell'agenda politica del suo Paese tematiche che, negli anni repubblicani, erano state di fatto dimenticate. E' riuscito a costruirsi la fiducia mettendo insieme il sogno e la concretezza.
UNA GIOVANILE: PERCHÉ E COME DARE UNA RISPOSTA ALLA VOGLIA DI PARTECIPARE E CONTARE
Il Partito Democratico è nato parlando molto di giovani generazioni e del ruolo fondamentale che queste hanno nel rilancio della società e del sistema paese. A queste parole, è seguito anche un investimento sui giovani nelle prime fasi di costituzione degli organismi del PD.
Le giovani generazioni non rappresentano né una classe, né un gruppo sociale omogeneo. Sono, anzi, una potenzialità variegata e spesso sotterranea. E' difficile oggi dare rappresentanza a quella fascia di età, dai quattordici ai ventinove anni, che si trova a vivere in una società in continua evoluzione e altamente frammentata. E qui sta la sfida di una nuova giovanile nel Partito Democratico.Da una parte, negli under venti in particolare, c'è il problema, come abbiamo già visto, di una vita discontinua, una vita spesso separata tra il reale, l'irreale, il multimediale... Una vita che viene vista come progetto nella ricerca dell'elemento di discontinuità. Una vita concepita quindi non come continuità, come crescita personale e culturale per cui è necessario percorrere diversi scalini, ma una crescita frammentata, che va avanti quasi per inerzia e aspetta il momento di svolta. Dall'altra parte, c'è il problema della frustrazione per i propri talenti non valorizzati, per l'impossibilità di dare realizzabilità nell'immediato futuro alle proprie aspirazioni. Troppe volte i più giovani si trovano davanti le barriere invalicabili, nei diversi ambiti di studio o lavorativi, della burocrazia o delle corporazioni post-moderne. E tutto questo sommato ad una sfiducia diffusa nella possibilità di cambiare concretamente le cose e nella mancanza di punti di riferimento saldi.
In un quadro di tal genere, forzatamente generalizzato, emerge però anche la voglia di Partecipare e Contare. La voglia di riuscire a dare un senso al proprio agire nella società e per la società. Il desiderio di riuscire a modificare il corso delle cose con gesti reali e che hanno effetti tangibili. Lo slancio a costruire un futuro per sé e per gli altri. Spesso, mancano solo gli strumenti.Non credo allo stereotipo del giovane come un disilluso che naviga a vista nella società del consumo e della frammentazione. E nemmeno voglio dare una definizione semplicistica di un mondo così difficilmente comprensibile e racchiudibile in una definizione come quello giovanile. Credo però che dobbiamo riuscire a coinvolgere e stanare quei talenti e quelle risorse che possono dare un contributo fondamentale al futuro dell'Italia e dei suoi territori. Anche del nostro.
GENERAZIONE DEMOCRATICA: COME SARÀ?
Quando ci si appresta a costruire qualcosa di nuovo, veramente nuovo, bisogna in primo luogo domandarsi il perché. Una giovanile è necessaria.In primo luogo, all’interno di una giovanile i ragazzi e le ragazze possono trovare spazi unici di crescita e di partecipazione. In secondo luogo, la giovanile deve formare giovani ragazzi e ragazze che possano dare un contributo forte alla Politica nazionale o locale e al Partito. La giovanile, insomma, rappresenta un anticorpo e un antidoto contro la cooptazione o la selezione casuale e valorizza giovani che non rappresentano solo se stessi, ma sono in sintonia con una Generazione.
Credo di poter dire a nome di molti di voi ciò che vogliamo, almeno nelle linee principali.Noi vogliamo una giovanile snella e forte, coesa e in cui si discute, realista e sognante. Noi vogliamo una giovanile presente sui territori, fin dal più piccolo comune del nostro Paese. Presente anche nei luoghi di lavoro e di studio. Noi vogliamo una giovanile che sappia fornire alternative per l'aggregazione e la socializzazione.
Noi vogliamo una giovanile all’avanguardia sui temi, che sia in grado di porre interrogativi forti al Partito sul modo e sul merito di trattare determinate questioni. Una giovanile come luogo coeso, ma fluido di ideali e passioni. Non vogliamo una giovanile leggera e aleatoria, che rappresenti la "faccia giovane" del Partito Democratico, ma una giovanile organizzata e radicata che sa porsi con intelligenza e forza sulle questioni più importanti. Dobbiamo essere in grado di sublimare e trascendere le esperienze passate e creare una giovanile veramente nuova non solo nei modi, ma anche nel merito.
La giovanile che vogliamo è anche un antidoto al giovanilismo, a quell’idea che giovane equivalga a migliore. Non è così. Dobbiamo saperci conquistare con lo studio, la fatica, la Politica i nostri spazi e il nostro Futuro.
I TEMI CENTRALI
In questa relazione non c'è il tempo per passare in rassegna tutti quei temi e quei contenuti su cui dovremo confrontarci e lavorare. Cerco di passarne solo in rassegna alcuni particolarmente pregnanti e che credo dovranno stare alla base della nostra riflessione e del nostro agire.
LA PACE
Il tema della pace e del pacifismo è uno di quelli che sembra seguire le mode, ma che, invece, deve rappresentare una base fondamentale dell'agire di una forza riformista. La Pace non è solo quella delle bandiere e non descrive solo l'assenza di guerra, la Pace è anche quella costruita giorno per giorno, praticata. Parte dalla storia di vita di ognuno. La pace è l'architrave che regge ogni possibilità di giustizia, garanzia di diritti, equità. "Prepara la pace, se vuoi la pace", ha affermato molti anni fa Enrico Berlinguer. Questa affermazione vale anche per i giorni nostri: dalla frustrazione delle prospettive di vita nasce spesso non solo l'odio nella vita quotidiana a tutti i livelli, ma sorgono anche il terrorismo, l'intolleranza, la guerra.
LAVORO
Un altro tema cruciale per Generazione Democratica deve essere il lavoro. Il mondo del lavoro è in difficoltà nel valorizzare le potenzialità dei nuovi lavoratori e nel dargli rappresentanza. Un lavoro precario determina nella gran parte dei casi una vita precaria in cui risulta difficile dare ampio respiro alle proprie aspirazioni. L'idea diffusa del giovane che resta in famiglia fino a trenta o trentacinque anni rappresenta bene uno dei problemi centrali della nostra società. Per aiutare le famiglie e per permettere ai più giovani di farsi delle famiglie, è necessario investire sulla facilità e l'efficienza di accesso alla casa, ad un lavoro sicuro, all'istruzione, ai vari servizi pubblici... La soluzione non è guardarsi indietro, ma guardare avanti e mettere sul tavolo le ingiustizie che si stanno creando. Un ragazzo che entra nel mondo del lavoro oggi ha molti meno diritti e molte meno garanzie di chi vi è entrato venti o quindici anni fa. L'idea di lavoro flessibile, che è espressione della new economy, non deve essere una scusa per avere manodopera a basso costo e con pochi diritti. Generazione Democratica deve riuscire ad entrare negli ambienti dove i ragazzi e le ragazze lavorano, spesso poco pagati e inconsapevoli dei propri diritti. Per fare questo, serve anche una collaborazione col sindacato. Dobbiamo essere in grado di parlare ai giovani lavoratori e di costruire insieme a loro una prospettiva diversa e nuova.Il lavoro non deve essere soltanto il mezzo per procurarsi il sostentamento, il lavoro deve essere il luogo dove si esprimono al meglio le proprie attitudini nell'interesse proprio e della società. Solo una società equa e che fornisce pari opportunità a tutti può crescere veramente, legandosi al progresso sociale, tecnico e scientifico. Non ci sono soluzioni predeterminate o preconfezionate: la situazione è nuova e dobbiamo essere capaci di inventarsi il modo di uscirne. Per fare questo, senz'altro, serve un serio patto intergenerazionale che ponga al centro esigenze e prospettive di tutti.
CULTURA
Un altro ambito importante, entro il quale Generazione Democratica deve svolgere un ruolo che sia di sostegno, formazione e produzione, è la Cultura. La Cultura rappresenta la cartina tornasole della civiltà di un Paese o di un territorio. E' la capacità di produrre e veicolare il tessuto storico e culturale che fa di un luogo geografico un territorio socialmente vissuto. La "Cultura" è un ambito entro il quale stanno molti aspetti della vita sociale, storica, aggregativa, educativa di una città. Non è soltanto il mero riprodursi di eventi o di avvenimenti, ma il significato che questi assumono all'interno del patrimonio comune di una comunità.Per le giovani generazioni, cultura significa molte cose. Bisogna partire da quella cultura diffusa che nasce in seno alle sensibilità e alle disponibilità dei ragazzi e delle ragazze, come l'esperienza delle band musicali. Altro aspetto importantissimo è la collaborazione con le associazioni culturali giovanili, che in Provincia di Siena sono molte e molto attive.
AMBIENTE
Parlare di grandi temi in relazione alla nostra realtà di Provincia è affascinante perché ci fa capire come anche sulle questioni più grandi e ampie possiamo incidere. Io sono tra coloro che è convinto che ciascun piccolo gesto o azione sono fondamentali. Anche una goccia in un oceano ha un'importanza incommensurabile, soprattutto in periodi di secca. Può sembrare banale o irreale, ma penso che anche la nostra azione può pesare sugli aspetti globali sia perché si possono generare azioni a catena, sia perché ciascun contributo è fondamentale.Tutto ciò è quantomai vero in una tematica come l'ambiente. L'ambiente si salva anche con i piccoli gesti. Per questo, è necessario che Generazione Democratica ponga attenzione al tema dell'ambiente e promuova campagne di sensibilizzazione e riflessione. In particolare, in una situazione come ho descritto all'inizio, diventa non più un'emergenza, ma una necessità quella di indurre le persone a responsabilizzarsi sul tema. La crisi e l'ambiente sono strettamente legati. Ha affermato Michele Serra qualche tempo fa che il problema è che, con il trascorrere delle generazioni, noi occidentali ci siamo convinti che il benessere e la tecnologia siano "naturali": ovvi come il sorgere del sole, gratuiti come lo scorrere dei fiumi. E su questa credenza, che è scientificamente assurda, irrazionale come la più arcaica delle superstizioni, si poggia tutto o quasi il nostro quotidiano, tutta o quasi la nostra politica. Siamo riusciti (scelleratamente) a rendere occulti i costi, i guasti, i rischi di un sviluppo che poggia, invece, su un prelievo sempre più massiccio e scriteriato di risorse limitate.
DIRITTI CIVILI E LAICITÀ
Dobbiamo riuscire a fare chiarezza. Dobbiamo riuscire, tramite il dialogo generazionale, a sgombrare il campo dalle nebbie dei media, delle consuetudini, delle superstizioni. La Politica è anche questo: fare chiarezza.Voglio quindi lanciare e lanciarci una sfida: che Generazione Democratica a Siena realizzi un gruppo di ragazzi e ragazze che ragiona sui temi etici. Sono convinto che il tema dei diritti civili, più in generale, è uno di quelli più viziati dal passato e dalle strumentalizzazioni. Credo anche che la nostra generazione, o meglio le nostre generazioni, siano in grado, confrontandosi, di elaborare sintesi interessanti. I diritti civili devono partire avendo ben presente la carta dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite. Molto spesso su questi temi la Politica nazionale vive su un piano separato e distinto dal sentire comune. Pensiamo un diritto come il divorzio. Credo che su cose così non si possa transigere; lo scriveva nel settecento Diderot: "il divorzio, permesso tra i Romani, non era per questo più diffuso". C'è differenza tra la scelta personale e il concedere un diritto. Non si può assolutamente non concedere un diritto in base alla propria personale convinzione arbitraria su una questione. La Costituzione è chiara in merito. Allora che questo gruppo di Generazione Democratica parli di aborto, divorzio, fecondazione assistita, testamento biologico, diritti dei conviventi... E discuta di ogni problematica "come se insorgesse ora per la prima volta", perché, come ha affermato Mill, un grande liberale, le "opinioni dell'umanità tendenzialmente hanno consacrato le realtà esistenti, dichiarando ciò che ancora non esiste o pericoloso o inattuabile".
Io sono convinto che un diritto si concede, o meglio si assicura, quando non lede la libertà di altri. Queste sono tematiche non adatte alla Politica, ma di cui la politica si deve per forza e con coraggio occupare. I progressi scientifici sono capaci oggi ti sottrarre alla sfera privata i momenti del nascere, del morire e del soffrire... E con questo bisogna fare i conti.Laicità significa distinzione, nella reciproca autonomia, tra momenti distinti dell'attività e del pensiero umano. La religione, ad esempio, rappresenta un momento intimo ed altissimo dell'animo umano, ma che non può essere in alcun modo vincolante nelle scelte politiche. La libertà, anche e forse soprattutto quella religiosa, è al sicuro quando vale senza condizioni il principio di laicità. Questa è un antidoto potentissimo contro le guerre di religione, i conflitti di civiltà e l'intolleranza.
SCUOLA
Cercherò di chiudere rapidamente sui temi. Il problema del sapere, però, rappresenta il punto focale, l'inclinazione fondamentale per un'organizzazione come la nostra.In questi mesi, Generazione Democratica è stata vicina agli studenti che hanno protestato nelle scuole della nostra provincia. Siamo andati nelle scuole a confrontarci e a discutere, abbiamo partecipato a manifestazioni, abbiamo collaborato con la Rete degli Studenti Medi, tanti ragazzi di Generazione Democratica hanno animato le loro scuole...E' una protesta seria, coerente e consapevole. La lotta delle scuole di questi ultimi mesi porta un contributo a tutti quanti. Non è solo la lotta contro i tagli alla scuola, o contro il Ministro Gelmini, è qualcosa di più: un tentativo scientifico di destrutturazione dell'istruzione pubblica. E di fatto un attacco al concetto stesso di cittadinanza. Noi dobbiamo essere quelli per la scuola pubblica senza se e senza ma. Dobbiamo essere quelli convinti che un'istruzione accessibile e garantita per tutti è la prima ipoteca sul futuro d'Italia. Non dobbiamo scendere a compromessi. I progressi più grandi delle nostre società sono stati raggiunti grazie all'espansione del diritto allo studio. Non è un fatto solo umanitario o egualitario, ma un fatto oggettivo. Garantire a tutti le stesse condizioni di partenza è il primo passo verso un futuro migliore.Difendiamo la scuola pubblica perché non è possibile che ci sia un ricercatore di trentacinque anni che ancora non ha diritto ad un posto di lavoro che gli garantisca continuità.Difendiamo la scuola pubblica perché una persona che ha concluso gli studi e fatto la scuola di specializzazione non può all'improvviso vedere gettata via la sua storia di vita.Difendiamo la scuola pubblica perché ciascuno studente la stia frequentando ha diritto di dire la propria.Difendiamo la scuola pubblica perché vogliamo essere vicini ad un professore qualsiasi che la mattina si alza, prende un autobus urbano, arriva alla propria scuola in periferia e si trova a fronteggiare situazioni molto difficili, pagato poco e demotivato da una campagna nazionale che fa del ruolo del docente, uno dei più preziosi e meravigliosi, una descrizione indegna.
Potrei fare altri mille esempi. Ma credo che il concetto sia chiaro.Non c'è bisogno di raccontare le nefandezze di questo Governo contro la nostra scuola.Il punto centrale è che, in cima all'agenda che da domani ci deve animare, c'è la scuola. Assieme all'università.
UNIVERSITÀ
Sull'università bisognerebbe impostare un discorso troppo lungo per essere contenuto in una relazione, breve per ragioni oggettive. Però possiamo tracciare qualche linea guida.A livello nazionale, il disegno del Governo è chiaro: destrutturare, impoverire, delegittimare, privatizzare. I tagli al FFO, la possibilità data e "suggerita" alle università di diventare private, i tagli al personale e ai docenti... Insomma, nonostante i piccoli passi indietro del Governo, il progetto di base è quello. E non non possiamo mancare all'appello di quelli che si battono contro questa situazione.
A Siena c'è stata una mobilitazione forte e decisa, e molti di Generazione Democratica sono stati protagonisti. Credo che serva assolutamente e immediatamente un luogo dove Generazione Democratica discute di Università. Dalla prossima settimana propongo di attivare un luogo di discussione. Abbiamo bisogno di capire e analizzare.Questo anche per la situazione peculiare e in evoluzione che il nostro Ateneo sta vivendo. E sarebbe sbagliato confinare questa questione come competenza esclusivamente del sapere. La crisi drammatica del nostro Ateneo riguarda anche tutto il nostro territorio, per l'indotto economico, storico e di prestigio che ha. Voglio affermare chiaramente che la situazione attuale mette a nudo incompetenza o incapacità di chi ci ha portato a questa situazione insostenibile. E' giusto, soprattutto per un ente importante come l'Università, che ciascuno si assuma le proprie colpe. Noi dobbiamo rimboccarci le maniche e porre le basi per la ripresa della nostra Università; non facendo un passo indietro, ma uno in avanti.
Purtroppo non è questa la sede per dilungarsi su un argomento così importante che merita il proprio spazio. E già domani, con l'occasione che la RUN ci ha offerto, venendo qui a Vivo d'Orcia, potremo parlare di Università.
RESISTENZA E COSTITUZIONE
Vado a concludere per punti per evitare di annoiarvi. Però non può mancare un punto fondamentale per tutti noi. Il richiamo alla Resistenza e alla Costituzione. In un momento in cui il revisionismo proviene da tutte le parti, è importante ancorarsi fortemente a questi due concetti così legati ed attuali. Questo anche con il sostegno e la collaborazione con l'ANPI.
Ha affermato Calamandrei che la Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare.
LEGALITÀ E COOPERAZIONE
E tra questi aspetti basilari ci sono due aspetti su cui dovremo concretamente impegnarci. La cooperazione e la legalità. La collaborazione con LiberaTerra, con Ucodep, con le Acli, con l'ARCI e tante altre associazioni di volontariato è basilare. E dobbiamo sviluppare noi stessi prospettive di cooperazione internazionale.Non è più possibile fare finta di niente, non è più possibile confinare la situazione di paesi così vicini al nostro nel terreno della banalità o dell'offerta per Natale... Non è più possibile nascondersi dietro un dito.Sulla legalità, una situazione immorale e inaccettabile, così vicina a noi, non possiamo accettare compromessi. Sappiamo qual è la situazione. Fin da oggi, ci impegneremo in un progetto di lettura integrale di Gomorra che possa coinvolgere contemporaneamente tutti i comuni della nostra Provincia, anche tramite i nuovi mezzi di comunicazione, come le web-radio.
L'EUROPA
Le nostre generazioni hanno una nuova concezione dello spazio e del villaggio globale. E questo va messo a frutto nel migliore dei modi. Questo vale anche per l'Europa. Anche qui: non un passo indietro, ma un passo avanti.Adesso il dibattito sull'Europa si è ridotto a PSE si o no. Non è solo questo. Dobbiamo volare alto. E, soprattutto, su questa questione c'è una sola soluzione: dare la parola agli iscritti. Perché non è indifferente sapere o no se il partito che un elettore vota sarà o meno nel gruppo più grande del centrosinistra europeo.Ci sono molti altri temi da trattare, come l'integrazione, la moralità della politica, l'impegno nell'arte, gli spazi di aggregazione dei giovani, la formazione politica... Ma penso sia meglio tralasciare per non rubare spazio al dibattito..
ORGANIZZAZIONE RADICAMENTO E ORGANIZZAZIONE
Per avviarmi a concludere, un cenno all'organizzazione, che penso sia il punto centrale, o meglio l'aspetto necessario a tutto quello che ho detto. E' necessario infatti dall'avere un'organizzazione puntuale e precisa, costante e vicina alle diverse realtà. Per questo motivo, alla prima direzione provinciale proporrò un'idea di organizzazione che riesca ad essere al tempo stesso flessibile e funzionale; per adesso solo alcuni spunti.
Il primo obiettivo, come ho accennato, sarà quello di costruire un circolo per ogni realtà. Questo è un impegno importante che dobbiamo assumerci. Accanto a questo, la costituzione di coordinamenti di zona che funzionino in tutte le realtà.
Il secondo obiettivo è quello di comporre una Segreteria in cui tutti i membri si assumano la responsabilità in prima persona dei diversi compiti e che lavori con costanza e attenzione.
Il terzo obiettivo è quello di convocare direzioni e assemblee provinciali utili e produttive nei modi e nei temi, e che siano luoghi dove veramente ci si confronta a viso aperto.
COMUNICAZIONE
Il quarto obiettivo riguarda la comunicazione. Dobbiamo darci una svolta nell'utilizzo dei diversi metodi di comunicazione. I nuovi mezzi di comunicazione hanno potenzialità enormi, che abbiamo il dovere di sfruttare al meglio. Quindi in primis la costruzione di un sito interattivo e visitato. Sulla comunicazione dovremo lavorare sodo. Negli ultimi mesi, Generazione Democratica è stata molto sulla stampa locale, ma possiamo fare di meglio. Inoltre, dobbiamo riuscire a razionalizzare i nostri canali di comunicazione e auto-promozione.
Il quinto obiettivo, sempre sulla comunicazione, è quello di sperimentare nel più breve tempo possibile occasioni di riunioni o partecipazione democratica on-line.
FORUM DEGLI ELETTI
Il sesto obiettivo per quanto riguarda l'organizzazione è la realizzazione, subito dopo le amministrative, di un forum permanente degli eletti. Un forum che raccolga tutti gli eletti di Generazione Democratica nelle amministrazioni e che sia luogo di confronto, di elaborazione di linee comuni e di formazione.
ECONOMIA INTERNA
Il settimo obiettivo è quello di reperire le risorse economiche necessarie alla nostra attività. Per questo motivo, sottoporrò alla direzione provinciale la proposta di un tesoriere. Per evitare di affrontare situazioni come le scorse primarie, è necessario chiarire tutte le situazioni e capire fin dove possiamo arrivare.
Rapporti con associazioni, partito e altri livelli dell'organizzazione giovanile
L'ottavo obiettivo è quello di tenere vivi i rapporti con associazioni, partito e altri livelli della giovanile. Con le varie associazioni, come già accennato, dobbiamo avviare un rapporto di reciproca crescita e, laddove esistano i presupposti, azione comune. Con il partito, ribadita l'autonomia dell'organizzazione giovanile, senza la quale cesserebbe di essere utile la giovanile stessa, esiste un legame fondamentale.Infine, dobbiamo tenere sempre vivi e attivi i contatti e il rapporto con gli altri livelli della giovanile; sia regionale che nazionale.
Termino qui questa breve nota organizzativa, che affronteremo al prossimo incontro.
LE AMMINISTRATIVE
Ci attendono molte sfide nei prossimi mesi. Una delle più affascinanti è quella delle amministrative. Generazione Democratica dovrà esprimere tanti ragazzi e tante ragazze che portino una ventata di freschezza nei rispettivi comuni. Ma questo non basta.Dobbiamo farci portatori di esperienze nuove, di cambiamenti concreti. Anche per questo deve nascere il forum dei giovani amministratori.Penso a proposte importanti e concrete, che discuteremo già da oggi o dal prossimo incontro. Penso a esperienze come il bilancio partecipato, come le esperienze di democrazia deliberativa del mondo anglosassone, penso a comitati che servano ad avvicinare i cittadini alle istituzioni... Abbiamo davanti una bellissima opportunità: pensare in modo anticonformista e innovativo questa nostra Provincia. Non perdiamo questa occasione. E le idee che elaboreremo dovremo riuscire a veicolarle alle nuove generazioni, magari attraverso una campagna di raccolta firme su due o tre grandi temi o grandi progetti. Queste sono sfide davvero difficili. Spero che ciascuno di voi abbia voglia di affrontarle.
CONCLUSIONI
Concludo veramente con una riflessione che ci riguarda. Constant, quasi due secoli fa, fece un'affermazione molto interessante. "Il rischio della moderna libertà è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al nostro diritto di partecipazione al potere politico"."Politica", nel senso più alto del termine, significa determinare insieme le scelte che coinvolgono il bene comune. Nell'Italia dei cento partiti e dei conflitti di interesse, questa accezione del termine è andata via via in crisi. Fino ad arrivare a quei grandi "sintomi" del malessere della cittadinanza che vengono catalogati come "antipolitica". La cosiddetta antipolitica, per quanto possa essere a tratti demagogica, rappresenta una grande domanda della gente. La domanda di una politica morale ed etica, trasparente e che sa prendere le decisioni, una politica che sa anteporre il bene comune a quello personale o corporativista, una politica, infine, che sa coinvolgere e far partecipare.Registriamo una crisi della partecipazione "classica", ossia quella che prevede il tesseramento di un ragazzo e una partecipazione continua durante tutto l’anno. Questa crisi non significa che si debba gettare le importanti esperienze territoriali dove è viva e praticabile una partecipazione a tutto tondo, ma significa domandarsi quali possono essere le nuove strade per coinvolgere e valorizzare la voglia di Partecipare e Cambiare degli under trenta italiani.La miriade di possibilità che possono dare le nuove forme di partecipazione è stata troppo sottovalutata. Internet rappresenta una rete di potenziale coinvolgimento generalizzato di tanti ragazzi e tante ragazze. La nostra sfida è quella di riuscire ad usare al meglio questi mezzi, che, se mal utilizzati, come già detto, a ben poco servono.La giovanile del Partito Democratico deve dare risposta sia ai ragazzi che hanno voglia di impegnarsi "anima e corpo" in un’idea politica complessiva del mondo, sia ai ragazzi che vogliono contribuire su un singolo tema. Chi non ha possibilità o volontà di impegnarsi in un’attività fisicamente assidua deve avere la possibilità di contare, decidere e realizzare i propri sogni e i propri bisogni. Abbiamo bisogno di tutti e di tutte.
La nuova giovanile deve comunicare la Necessità stringente della partecipazione perché la Politica decide comunque sulle nostre vite ed il disimpegno è una scappatoia solo apparentemente utile. Anzi, disimpegnandosi o rinunciando a contare nei processi di decisione politica si avvantaggia proprio coloro a causa dei quali nasce il distacco.
Io sono profondamente convinto che la Politica e l'agire politico abbiano bisogno di Passione. Quella passione vera e profonda che ci spinge, ad esempio, ad essere qui oggi, di sabato pomeriggio, a Vivo d'Orcia, a ragionare di noi e degli altri. Quella passione che fa arrabbiare, fa correre, fa sorridere, fa spendere le proprie energie. Quella passione che nasce magari per caso e poi, combinazione dopo combinazione, diventa sempre più forte. Quella passione che ci ha fatto portare, senza mezzi, 844 persone a votare in cinque giorni. Quella passione che ha portato qui a Vivo d'Orcia i ragazzi della RUN. Quella passione che è raccontare ad un amico una storia. Quella passione che è avere voglia di cambiare le cose e credere di poterlo fare. Quella passione che quando uno ti dice "ma che lo fai a fare?", te non hai nemmeno bisogno di rispondere. Quella passione che ti fa stare a discutere una sera intera su una questione. La Passione è alla base del fare politica con sincerità, trasparenza, serietà ed onestà. Però non basta.
La Politica ha un bisogno tremendo di ricorrere alla Ragione. E, guardate bene, Ragione e Passione in Politica non cozzano per forza. La Ragione nel guardare le questioni, le difficoltà... La Ragione nello spazzare via le tenebre del conformismo o dell'ignoranza. La Ragione per dirimere i problemi, spiegare, raccontare. La Ragione perché è meglio approfondire le questioni e non fermarsi in superficie. La Ragione per essere più autorevoli e determinati.
Ecco, con la Ragione e la Passione faremo grandi cose insieme nei prossimi mesi.

giovedì 27 novembre 2008

Moriva oggi Orazio...

« Mentre parliamo sarà già fuggito l'invidioso tempo:cogli l'attimo,credi al domani quanto meno ti è possibile. »

mercoledì 26 novembre 2008

Addio Coppa Campioni... E meno male c'era il nostro Immenso et Eccellentissimo Campione Riccardo Montolivo...

FREY 6-; una bella parata nel secondo tempo; sul primo goal viene infilato sul suo palo, anche se il tiro è potente, ravvicinato e in controtempo; sul secondo goal viene beffato dalla ripartenza lionese;
ZAURI 5; niente di eccezionale; alla fin fine non sfigura, ma manca di qualità;
GAMBERINI 6+; in difesa fa il diavolo a quattro; Benzema è pericoloso, ma lui lo controlla; miracoloso su una ripartenza dello stesso Benzema, che salta agilmente Zauri e Montolivo e solo in Gamberini trova un avversario degno di tale nome; bravo;
DAINELLI 6-; corre e ricorre; non male nelle chiusure e attento quando sale in attacco; qualche sbavatura, però sui fuorigioco, assieme al compagno di reparto, è eccezionale;
VARGAS 5,5; una prova decente, anche se in difesa è sempre un brivido; normale... Prova normale... Niente di più;
KUZMANOVIC 5+; trova un bel tiro in apertura di gara, per il resto non è quello delle ultime partite; un po' inconsistente.
FELIPE 7-; è l'anima di questa squadra; chiude con grinta, sbaglia un pallone in tutta la partita... Bravo. Ed ha carattere (l'unico nel centrocampo di ieri);
MONTOLIVO 2; il Campione più forte d'Italia, l'Antognoni dei tempi moderni, il "io sono forte e basta", quello che domenica scorsa ha migliorato la sua percentuale realizzativa (un goal ogni 1005 minuti, adesso: wow), riesce a lasciare il segno indelebile su questa Champions: dopo aver ciccato grossolanamente il pallone per regalare il pareggio al Bayern, oggi si fa recuperare in modo assurdo (ASSURDO) un pallone per far così segnare il Lione; dopodiché sparisce, salvo un tiro sporco in porta; ma bravo. Grazie. Se ne parlava ieri con Cosimo: se sei arrogante devi dimostrare di essere il migliore, altrimenti sei il peggiore in assoluto. Meglio Gobbi.
SANTANA 5,5; si danna l'anima, ma perde troppi palloni; 7 per la proposizione, ma 5 per la precisione e per l'incisività;
GILARDINO 7; ogni palla che tocca diventa oro; è il Re Mida di questa Fiorentina altalenante; segna ancora, naturalmente; regala assist ancora, naturalmente; corre fino all'ultimo secondo ancora, naturalmente; e quando segna nemmeno esulta: segno di carattere; Qualcun altro sarebbe andato con le mani agli orecchi sotto la curva. Lui invece segna e tace. Anche perché non è possibile fare goal solo per riparare agli errori di compagni arroganti.
MUTU 6; a tratti è irriconoscibile, a tratti tira fuori il carattere; l'errore sulla meravigliosa sponda di Gilardino è però difficilmente perdonabile: avrebbe cambiato la partita;
KROLDRUP 6; fa il suo ed è preciso e pulito nei recuperi e nei fuorigioco;
JOVETIC 2; se lo merita proprio tutto; entra senza umiltà e senza servizio per la squadra in una partita in cui ci voleva anche solo questi due elementi; sbaglia tutte (a parte una) le palle giocate; io credo profondamente a questo ragazzo; forse non era la sua partita e forse la panchina è troppo corta;
OSVALDO 4; dimostra di essere immaturo e impreciso.
PRANDELLI 6,5: la Fiorentina esce dalla Champions con pochissimi punti ma con prove di altissimo livello, inficiate tutte da errori personali (consideriamo che tre punti sono tutti nelle gambe di Montolivo). Col Lione all'andata meritavamo di vincere. Stecchiamo con lo Steaua, ma a Monaco facciamo una prova dignitosa e coraggiosa (nonostante il 3-0, merito in buona parte di Vargas). Al ritorno col Monaco avremmo vinto con Montolivo in tribuna (la palla del goal gli è passata a venti centimetri). Col Lione meritavamo almeno il pareggio, anche se sono convinto che avremmo vinto se la partita non si fosse messa in quel modo. Prandelli merita di più.

domenica 23 novembre 2008

Finite le primarie... Una lettera a tutti quelli che hanno sostenuto questo appuntamento

San Gimignano, 23 Novembre 2008


Venerdì 21 Novembre Generazione Democratica nella nostra Provincia ha ottenuto il sostegno di 844 ragazzi e ragazze. E' un dato eccezionale per la nostra realtà che testimonia quanto di buono abbiamo fatto negli ultimi mesi. Ti premetto subito che mi sono imposto di far stare questa lettera in due pagine, quindi per forza di cose tralascerò tante sfumature e tante analisi, che faremo con calma. I risultati sono consultabili su http://www.giovanidemocraticisiena.blogspot.com/ .
Abbiamo detto più volte che primarie organizzate in questo modo non sono ciò che vogliamo per la giovanile del PD. Abbiamo affermato con forza che una giovanile ha alti compiti, ben più importanti e concreti, di un'elezione di delegati.
I ragazzi e le ragazze che sono venuti a votare hanno dimostrato, però, che il faticoso lavoro quotidiano nei comuni, nelle frazioni, nelle scuole, nelle università, merita fiducia. Questo è un dato importantissimo che ci dovrà far sentire meno soli nei momenti di difficoltà e ci dovrà mettere addosso il senso di responsabilità verso quanti, di venerdì sera, hanno deciso di sostenere il nostro lavoro.
Il risultato del 21 Novembre, che ci colloca come seconda provincia in Toscana per votanti (mentre per abitanti siamo settimi), sarà un punto di partenza per un lavoro eccezionale nei prossimi mesi. Un lavoro eccezionale che ci deve portare a far capire cosa una giovanile può dare ad un territorio e alla gente.
Dobbiamo impegnarci a coinvolgere ragazzi e ragazze, a portare avanti i temi più cari a noi, a lavorare con le scuole e l'università, a portare avanti quel gruppo stupendo che già abbiamo dimostrato di essere. Un squadra eccezionale che, da Radicondoli a Castiglion d'Orcia, da Castellina in Chianti a Chiusi, ha un'idea comune di Politica.
Tutto questo verso l'avventura delle Amministrative del 2009 dove dovremo saper essere protagonisti non solo nel coinvolgere i ragazzi e le ragazze nel voto, ma anche nel dare una ventata di freschezza e novità. Dobbiamo saper rinnovare i nostri Comuni, avvicinare le istituzioni alle persone, portare avanti novità concrete nelle varie realtà.
Di tutto questo parleremo e su tutto questo ci confronteremo. Per adesso, in attesa dell'Assemblea del 6 Dicembre a Vivo d'Orcia, godiamoci il risultato, analizziamolo e organizziamoci per non disperdere questo potenziale enorme.

Dal 21 Novembre è venuto fuori chiaramente che il lavoro sul territorio e la capacità di essere una squadra unita e disinteressata paga. Il risultato è inequivocabile. Consideriamo, tra l'altro, che abbiamo organizzato tutto quanto senza finanziamenti per la campagna elettorale, ma solo con il libero contributo di ciascuno. Io spero di aver rappresentato al meglio le nostre idee e la nostra voglia di far Politica e il risultato che gli elettori hanno portato è merito di tutti quanti noi. E' il segnale che bisogna continuare nel lavoro faticoso, spesso poco appagante, che è fatto di serate, chilometri, impegno, illusioni e disillusioni, feste, corse contro il tempo, un minuto donato alla collettività...
Colgo l'occasione anche per ringraziarti di cuore perché per me è un onore aver rappresentato in queste primarie tutti noi. E so che i voti ottenuti sono per la squadra eccezionale che mi sono trovato a rappresentare.

Allora grazie a tutti...

...a chi non ha sostenuto un esame per fare le Primarie,
a chi si è ritrovato alle 20.00 di sera da solo in Federazione a raccogliere i dati,
a chi il giorno dopo aveva un'interrogazione ma è stato lì,
a chi è venuto a Siena per prendere le schede,
a chi ha tenuti aperti i seggi,
a chi è convinto che le cose si possono cambiare,
a chi ama la Politica,
a chi la mattina dopo andava a lavorare e stava in Federazione fino all'1.00,
a chi stava male eppure è andato al seggio,
a chi ha fatto un sorriso nel momento giusto,
a chi ha creduto al valore di questa giornata per noi,
a chi ha tenuto aperto un seggio 13 ore,
a chi ha telefonato,
a chi mi ha detto che aveva sognato,
a chi non ci credeva ai risultati,
a chi ha detto una parola e a chi non l'ha detta,
a chi ha organizzato una festa in cinque giorni,
a chi è andato a votare di venerdì sera,
a chi ha tenuto aperto un seggio in un comune piccolissimo,
a chi si è candidato,
a chi queste primarie le odiava, eppure ha fatto il massimo,
a chi ha girato un quartiere per raccontare che queste primarie c'erano,
a chi ha mandato un sms,
a chi pensa che vale la pena impegnarsi anche quando tutto va storto,
a chi è stato fino alle 3.00 di notte in Federazione,
a chi ha preso all'ultimo momento le schede,
a chi ha ricordato che l'etica è al primo posto,
a chi è convinto che la Politica sia una cosa seria,
a chi ha avuto un pensiero,
a chi aspetta il regalo più grande della vita eppure ha lavorato per le primarie,
a chi è tornato dall'Università per lavorare,
a chi mi ha sfortunatamente sopportato direttamente,
a chi ha telefonato,
a chi ha convinto,
a chi ci ha messo la faccia,
a chi ci ha rimesso in salute,
a chi ha aperto un seggio per tre votanti,
a chi ha saputo che c'erano le primarie due giorni prima eppure ha dato il massimo,
a chi ora vuole lavorare,
a chi pensa in grande,
a chi ha compreso i momenti,
a chi sta dietro con passione alla vicenda della nostra Università, eppure il 21 era lì,
a chi ci ha dato fiducia,
a chi ha fatto un seggio itinerante,
a chi la sera delle primarie è stato alla fiaccolata per la scuola,
a chi ha raccontato cosa significa impegnarsi,
a chi crede in Generazione Democratica,
a chi ha fatto una riunione alle 12.30 di domenica,
a chi fino all'ultimo ha girato,
a chi ha donato un minuto del suo tempo,
a chi ha organizzato i seggi,
a chi sa che anche un attimo del proprio tempo donato è prezioso,
a chi ha scritto un regolamento in 24 ore,
a chi ha contribuito gratuitamente,
a chi sa il valore di fare le cose insieme,
a chi ha passato una giornata in una sede del PD,
a tutti quanti e a ciascuno.
Ora diamoci da fare.
Nei prossimi otto mesi dobbiamo rendere la nostra provincia un laboratorio di eccellenza.
Un saluto con affetto,
Niccolò

domenica 16 novembre 2008

Stanchezza...

In questi giorni sono molto stanco...

domenica 9 novembre 2008

Montolivo: modesto...

Non ho mai nascosto il mio giudizio su Montolivo. Lo considero un buon giocatore, con ampi margini di miglioramento. Però non lo considero un campione, o almeno credo fortemente che non lo abbia dimostrato. E' un giocatore discontinuo e irritante nella velocità di gioco, capace di buone giocate in media una/due volte a partita.
Quest'anno, finora, è stato determinante in una sola occasione (un assist a Gilardino in verticale). Per il resto, un giocatore nella norma con qualche partita disastrosa.
Spero che un giorno verrò smentito e che Montolivo sarà l'Antognoni di oggi. Però certo, a livello umano, ha dimostrato di essere ben lontano da tanti altri campioni...
"Mi sento bene, nelle ultime due partite ho giocato a buon livello"
A parte che non spetta a lui dirlo, comunque bisognerebbe fargli notare che nelle ultime due partite la squadra ha fatto una sconfitta e una vittoria. E che erano due partite da vincere ad ogni costo. Inoltre, guardate il goal del Bayern: chi è che è incapace di intercettare un pallone facile facile e lasciare così il giocatore solo davanti alla porta? Mah... Meno male che ha giocato "a buon livello" e che almeno dice "ho dormito poco perché la palla mi è passata a venti centimetri"...
"Cosa mi manca ancora? Forse la giocata perché tecnicamente vado bene così"
Modesto davvero. E' come dire: "sono il giocatore più forte del mondo tecnicamente, però sfortunatamente a volte mi manca la giocata". Mah... A volte provoca delle ripartenze degli avversari da brividi.
"Il gol? Voglio farlo, se non me lo chiedete più forse ci riesco…"
Questo è davvero troppo. Intanto, che c'entra il chiederglielo? Comunque meglio i dati: in 95 partite a inizio stagione in maglia viola ha segnato 5 goal. CINQUE!!! Bene... Bene... E' un campione... si si...
"La Nazionale? Non penso che il mio periodo un po’ così determini la mia convocazione"
Come? Io credo che nemmeno Antognoni dava per scontata così la propria convocazione in Nazionale... La convocazione ci si merita giornata dopo giornata... Invece di parlare, dovrebbe andare in campo e giocare meglio (un assist e zero goal non mi sembrano un bel ruolino). Soprattutto uno che in nazionale ha fatto due sole apparizioni...
"Non do molta importanza ai giudizi che arrivano nei miei confronti, perché spesso non sono equilibrati".
Poi c'è quel discorso del "datemi 4 tutte le domeniche tanto...". Io credo che una frase del genere pronunciata da lui sia il massimo dell'arroganza. Tutti avranno potuto notare l'ampia compiacenza della stampa verso di lui. Non fosse altro perché nel suo ruolo è tra i pochi che può avere un futuro... Anche se io potrei elencarne 100 migliori. Ma poi ci vorrebbe un po' di umiltà: i giornalisti fanno il loro lavoro. E la risposta va data in campo, non con una conferenza stampa arrogante e pretenziosa. Vi faccio un esempio della compiacenza della stampa: se fate un sondaggio su quanti goal all'incirca ha fatto Montolivo da quando è alla Fiorentina, credo nessuno dirà meno di 10. E considerate che ne ha fatti 5. Questo testimonia quanto la stampa lo valorizzi ad ogni pié sospinto.
"Un giudizio equilibrato? Sono forte”
Ha bisogno di commenti questa frase? Mah. Mi sembra Bojinov quando disse: "Sono forte, farò 20 goal"...
“Mi chiamano Dormolivo? Non commento, è meglio”
"Dormolivo" è un soprannome dato dai tifosi fiorentini a Montolovo... Dire che si preferisce non commentare, con tale astio e supponenza, un simpatico nomignolo coniato dalla propria tifoseria mi sembra davvero il massimo. Poteva farci una battuta su, come fanno tanti...

mercoledì 5 novembre 2008

Fantastico!!!


martedì 4 novembre 2008

Vota Obama...

Con Obama

lunedì 3 novembre 2008

Pink Floyd Dark Side Of The Moon

...

Processo di Bologna

Sono stato a Palermo ad un seminario organizzato dal "Processo di Bologna". Interessante e ben organizzato. Quindi mi sembrava doveroso diffondere tutto ciò. Potete trovare info al sito del Processo di Bologna. Qui sotto vi propongo l'introduzione.
Il Processo di Bologna
Vi partecipano al momento 45 paesi europei [1], con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali. Si tratta di un grande sforzo di convergenza dei sistemi universitari dei paesi partecipanti che sta coinvolgendo direttamente tutte le istituzioni europee e le loro componenti. L'obiettivo perseguito è che nel 2010 i sistemi di istruzione superiore dei paesi europei e le singole istituzioni siano organizzati in maniera tale da garantire:
la trasparenza e leggibilità dei percorsi formativi e dei titoli di studio
la possibilità concreta per studenti e laureati di proseguire agevolmente gli studi o trovare un'occupazione in un altro paese europeo
una maggiore capacità di attrazione dell'istruzione superiore europea nei confronti di cittadini di paesi extra europei
l'offerta di un'ampia base di conoscenze di alta qualità per assicurare lo sviluppo economico e sociale dell'Europa
Si tratta indubbiamente di un obiettivo ambizioso e non esclusivamente riconducibile al Processo di Bologna. Il Processo si propone tuttavia di predisporre e rendere operativi gli strumenti necessari al suo raggiungimento.
Occorre chiarire subito due aspetti fondamentali del Processo di Bologna. In primo luogo, esso non si basa su un trattato internazionale a carattere vincolante per i governi dei vari paesi: anche se i ministri responsabili hanno sottoscritto documenti di vario tipo, ciascun paese - e la sua comunità accademica - aderisce liberamente e volontariamente ai principi concordati, sollecitato soltanto dal desiderio di realizzare un obiettivo comune. In secondo luogo, il processo non si propone l'armonizzazione dei sistemi di istruzione europei, ma persegue il mantenimento della loro diversità, sia pur all'interno di una cornice comune; e si impegna a costruire ponti tra paesi e sistemi di istruzione diversi, mantenendone al contempo la specificità.
Il processo si realizza a vari livelli: internazionale, nazionale ed istituzionale.
A livello internazionale vi sono varie modalità di collaborazione e varie strutture che contribuiscono all'avanzamento del processo. Innanzitutto, i Ministri dell'Istruzione dei paesi partecipanti si incontrano ogni due anni per valutare i risultati raggiunti, formulare ulteriori indicazioni e stabilire le priorità per il biennio successivo. Dopo il primo incontro a Bologna nel 1999, i Ministri si sono riuniti a Praga nel 2001, a Berlino nel 2003 e a Bergen nel 2005. Il prossimo incontro si terrà a Londra nel 2007. Nei periodi intercorrenti tra le conferenze ministeriali un ruolo fondamentale è svolto dal cosiddetto " Bologna Follow-up Group" (Gruppo dei Séguiti di Bologna), che si riunisce due volte all'anno ed è composto dai rappresentanti di tutti i paesi firmatari e dalla Commissione Europea. Il Consiglio d'Europa, l'EI (Education International Pan-European Structure), l'ENQA (l'associazione delle Agenzie per l'accertamento della qualità), l'ESIB (organismo di rappresentanza degli studenti), l'EUA (Associazione delle università europee), l'EURASHE (che rappresenta il settore non-universitario), l'UNESCO-CEPES e l'UNICE (la confederazione degli industriali europei) svolgono il ruolo di membri consultivi. Infine, numerosi seminari, detti "di Bologna", vengono organizzati ogni anno in varie sedi europee per discutere i temi connessi al processo, esaminare gli ostacoli ancora esistenti e proporre nuove forme di collaborazione.
Il livello nazionale vede in ciascun paese il coinvolgimento del governo e, in particolare, del Ministro titolare dell'Istruzione superiore, della Conferenza dei Rettori o altre Associazioni di istituzioni di istruzione superiore, delle Organizzazioni studentesche e, in alcuni casi, anche delle Agenzie per l'accertamento della qualità, delle Associazioni imprenditoriali o di altre organizzazioni di rilievo. Molti paesi europei hanno già attuato riforme strutturali dei loro sistemi di istruzione superiore per adeguarsi agli obiettivi di Bologna, mentre altri si preparano a farlo: in alcuni casi questo significa modificare la struttura dei titoli e l'organizzazione dei corsi di studio, in altri introdurre il sistema di crediti europeo o agevolare la mobilità di studenti e laureati.
A livello istituzionale sono stati coinvolti nel processo di riforma Facoltà, Dipartimenti, Corsi di studio e molti altri attori istituzionali, con priorità diverse da paese a paese, da istituzione a istituzione. Occorre sottolineare il ruolo fondamentale delle istituzioni nel Processo di Bologna e affermare con chiarezza che, senza il coinvolgimento diretto e la partecipazione convinta degli accademici, cui spetta la corretta applicazione dei principi europei a livello istituzionale, sarà molto difficile raggiungere alcuni degli obiettivi indicati dai Ministri sin dall'inizio del processo.
La Dichiarazione iniziale firmata a Bologna (1999) enunciava sei obiettivi specifici:
Adozione di un sistema di titoli facilmente comprensibili e comparabili, anche tramite l'uso del Diploma Supplement
Adozione di un sistema essenzialmente fondato su due cicli principali, rispettivamente di primo e secondo livello
Adozione di un sistema di crediti didattici - sul modello dell'ECTS
Promozione della mobilità attraverso la rimozione degli ostacoli al pieno esercizio della circolazione di studenti, ricercatori e personale amministrativo
Promozione della cooperazione europea nell'accertamento della qualità
Promozione della necessaria dimensione europea dell'istruzione superiore
Su tali principi si sono espresse nel Messaggio di Salamanca anche le istituzioni europee, rappresentate dalla EUA, le quali, riaffermando la loro autonomia, hanno dichiarato la loro piena disponibilità a perseguirli. A loro volta gli studenti dell'ESIB hanno presentato la Dichiarazione di Goteborg quale loro contributo al successivo incontro dei Ministri.Dato il carattere dinamico del processo, la Conferenza ministeriale di Praga (2001) lo arricchiva di nuovi obiettivi. In particolare
alle istituzioni ed agli studenti veniva riconosciuto il ruolo di partner a pieno titolo nel perseguimento degli obiettivi comuni
veniva riaffermata la dimensione sociale del processo di Bologna
veniva riaffermato il principio che l'istruzione superiore è un bene pubblico ed una responsabilità pubblica
L'incontro di 40 Ministri a Berlino ha aggiunto un altro importante obiettivo al Processo di Bologna:La ricerca ha un ruolo fondamentale nell'istruzione superiore in Europa: lo spazio Europeo dell'Istruzione superiore e lo Spazio Europeo della Ricerca costituiscono i due pilastri di una società basata sulla conoscenza. Occorre quindi andare al di là dei due cicli ed includere un terzo ciclo - il dottorato di ricerca - nel processo di convergenza europea.
Sempre a Berlino i Ministri hanno deciso di valutare nel successivo incontro di Bergen (2005) i progressi fatti sui tre obiettivi del processo di Bologna identificati come prioritari:
il sistema a due cicli
l'accertamento della qualità
il riconoscimento dei titoli e dei periodi di studio
A tal fine hanno incaricato il Gruppo dei Séguiti di Bologna di realizzare un'analisi comparativa dei risultati ottenuti nei tre settori dai singoli paesi partecipanti e di far effettuare un approfondimento su due temi particolari:
criteri e linee guida comuni per l'accertamento della qualità, con mandato all' ENQA (European Network of Quality Assurance Agencies)
uno schema europeo di riferimento per i titoli accademici - basato su carico di lavoro, livello, risultati di apprendimento, competenze e profilo professionale - con mandato ad un apposito gruppo di lavoro
Nel recente incontro di Bergen (19-20 maggio) i Ministri hanno recepito il rapporto del Gruppo dei Séguiti sullo stato di avanzamento dei processi di riforma nazionali nelle tre aree identificate come prioritarie, rilevando il progresso fatto ed i problemi ancora da risolvere. Hanno inoltre recepito il documento del gruppo di lavoro sullo Schema europeo di riferimento per i titoli accademici, che comprende tra l'altro i "Descrittori di Dublino", impegnandosi all'elaborazione entro il 2010 di schemi nazionali compatibili con tale schema europeo. Hanno infine adottato i criteri e le linee guida proposte dall'ENQA per l'accertamento della qualità e accolto il principio di un registro europeo delle Agenzie di valutazione sottoposto a verifica nazionale.
Le nuove priorità delineate dai Ministri per il periodo 2005-2007 riguardano:
la sinergia tra formazione e ricerca e l'organizzazione del dottorato
la dimensione sociale del Processo di Bologna
la mobilità di studenti e docenti nell'ambito dei paesi partecipanti
e le relazioni fra lo Spazio europeo dell'Istruzione Superiore ed il resto del mondo
Per la riunione di Londra del 2007 sarà dato mandato all'EUA di preparare un rapporto sui principi fondamentali relativi agli studi di dottorato, mentre il Gruppo dei Séguiti presenterà i dati relativi alla mobilità e alla dimensione sociale degli studi nei paesi partecipanti.
Al Gruppo dei Séguiti si richiede, inoltre, di continuare l'analisi dei progressi fatti nei vari paesi in relazione a cicli di studio, qualità e riconoscimento, con particolare attenzione a:
l'applicazione dei criteri e delle linee guida proposte dall'ENQA
la realizzazione degli schemi nazionali di riferimento per i titoli
il rilascio ed il riconoscimento dei titoli congiunti, anche a livello di dottorato
la creazione di percorsi di istruzione superiore flessibili, con procedure per il riconoscimento dell'apprendimento effettuato in altri contesti
[1] I 45 Paesi del Processo di Bologna Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bosnia e Herzegovina, Bulgaria, Città del Vaticano, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica ex-Yugoslava di Macedonia,Repubblica Slovacca, Romania, Russia, Serbia e Montenegro, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.

domenica 2 novembre 2008

Fiorentina sconfitta vergognosa e meritata col Siena

Una sconfitta senza possibilità di commento. Meritata. Piena. Totale. Nessun carattere, nessuna qualità, nessun marchio. Niente. Una squadra incerta e incapace di incidere lascia sul campo altri punti importanti, e soprattutto contro una squadra modestissima come il Siena.
FREY 6,5:
COMOTTO s.v.:
Dal 15' ZAURI 3,5:
GAMBERINI 5,5:
KROLDRUP 5:
PASQUAL 5,5:
DONADEL 5:
MELO 6:
ALMIRON 5,5:
Dal 29' KUZMANOVIC 5,5:
SANTANA 5:
PAZZINI 3,5:
MUTU 5
Dal 22' st JOVETIC 5.5:
PRANDELLI 5,5:

mercoledì 29 ottobre 2008

Domani partenza: a Roma per manifestare, poi a Palermo ad un seminario...

Domani mattina vado a Roma alla manifestazione contro i decreti del Ministro Gelmini. Stamani ero al Galilei occupato a Siena: dibattito interessante.
Domattina, ancora buio, la partenza. Spero tantissima gente. Persone vere. Che hanno a cuore il nostro Paese. Persone vere. Che non sopportano l'idea di un'istruzione diseguale. Persone vere. Che amano il nostro futuro.
Poi all'aereoporto: Palermo. Una città cui mi sento legatissimo... Sarà di sicuro un'emozione tornarci dopo tanto... E rimettere insieme tutti i ricordi legati ad ogni singolo luogo: il mercato, il ristorante, il lungomare, il teatro... Mesi trascorsi da bambino o ragazzino in quella città bellissima e magica.
Ci rivediamo sabato...

lunedì 27 ottobre 2008

Manifestazione a Colle di val d'Elsa: emozionante.

Davvero emozionante camminare da Viale dei Mille al piazzale della Calp insieme a tantissimi ragazzi e ragazze. Non saprei dire un numero... Vi basti: tantissimi! Il corteo è stato partecipato e vivo. I complimenti agli organizzatori che hanno saputo, in pochissimo tempo, realizzare un corteo come da tempo non si vedeva a Colle val d'Elsa. Fantastici tutti gli studenti intervenuti dalla val d'Elsa e i cittadini che si sono aggregati. Bel dibattito. Insomma tutti gli ingredienti per una protesta seria e coerente. Avanti così.

venerdì 24 ottobre 2008

Una canzone proprio in linea con queste giornate strapiene e meravigliose...

Una canzone che proprio si intona con queste giornate piene... Con gli interventi nelle assemblee di superiori occupate o in assemblea... E soprattutto nel Liceo dove ho passato cinque anni unici... (grazie davvero a Viola per la segnalazione appropriatissima)

martedì 21 ottobre 2008

Stamattina al Piccolmini e al Liceo A. Volta di Colle di val d'Elsa (che bei ricordi...)

Stamattina sono andato al Liceo Piccolomini (occupato) in un gruppo sulla Riforma Gelmini. Interesse e disapprovazione generale per una ControRiforma vergognosa che intacca tutto il sistema di istruzione pubblica in Italia. Bella esperienza. Bravi i ragazzi che si sono organizzati in tempo zero.
Alle 11.30, invece, Assemblea al Liceo Volta. Biennio. Spero di essere stato utile e chiaro. Devo dire che mi è presa molta emozione non nel parlare (anzi: a parlare in quelle palestre dove ho passato cinque anni della mia vita mi viene meglio che in qualunque altro posto...), ma nel pensare a quei meravigliosi cinque anni. Non voglio fare retorica o fare il nostalgico: però era un'altra storia. La Politica vera: quella che non avevo nemmeno una tessera, eppure spero di aver portato un contributo. Quella fatta di assemblee il pomeriggio, di autobus presi in orari assurdi, di studio notturno, di assemblee di istituto bellissime, di discussioni con i professori, di manfestazioni eccezionali, di conclusioni al Teatro del Popolo, di sit-in, di voglia di esserci e contare, di ragazzi e ragazze senza vincoli o pesi... Peraltro anni in cui ho conosciuto alcune tra le persone più importanti, vere e sincere. Meraviglioso.

sabato 18 ottobre 2008

Destra e Allen...

In generale un'affermazione della destra è sempre una cattiva notizia, è sempre una faccenda pericolosa. Perché la destra dà risposte molto semplici, dirette a problemi enormi. Ci sono i senzatetto? Che se ne vadano. C'è un aumento di criminali? Ripristiniamo la pena di morte. Soluzioni che naturalmente non tentano di capire il perché dei fenomeni a cui vengono applicate. Al momento possono sembrare efficaci, ma fra venti anni sarà peggio e ne faranno le spese le generazioni del futuro che di nuovo si troveranno di fronte problemi gravissimi.

Woody Allen
(dall'intervista all'Unità del 1° febbraio 1995)

martedì 14 ottobre 2008

Se potessi avere ... mille ore al giorno

Sogno un mondo con mille ore al giorno
e i giorni infiniti.

lunedì 13 ottobre 2008

... pensando... in questi giorni...

“Noli fora sire in te ipsum redii,
in interiore homines habitat veritas”

mercoledì 8 ottobre 2008

domenica 5 ottobre 2008

La Domenica del Sole: l'assillo dell'immediatezza

Uno dei piaceri della vita è, la domenica mattina, comprarsi il Sole 24 Ore
e leggere l'inserto culturale...
Stamattina...

"Siamo diventati incapaci di rimandare. Il nostro tempo è saturo, affogato dalla simultaneità. Non c'è passato, non c'è futuro, solo uno schiacciante presente. Così rischiamo di ammazzarci in auto per spedire sms, la chiamata persa ci assilla, la segreteria telefonica ci richiama se non la ascoltiamo, cè lo Smartphone che vibra, l'Outlook che lampeggia, Facebook che chiede cosa stiamo facendo in questo momento e chi non risponde è perduto" (...)
"Ma abbiamo davvero bisogno di questo assillo dell'immediatezza?
E' proprio diventato impossibile rimandare?"

E andatevi a vedere un luogo meraviglioso: qui.

Chievo-Fiorentina=0-2 Si riparte!

FREY: 6,5. Sicuro e deciso. Miracolo sul finale sul tiro del bravo Pellissier. Un'uscita non da lui. Per il resto da applausi.
COMOTTO: 6+. Prova diligente, soprattutto nella seconda frazione dimostra sprazzi di miglioramento.
GAMBERINI: 7. Come al solito il migliore della difesa. Regge la posizione e aiuta i compagni. E intanto la Fiorentina è un po' che non prende goal..
DAINELLI: 6,5. Deve smetterla di lanciare sempre lungo: sono palle quasi sempre perse. Per il resto chiude con diligenza e attenzione.
VARGAS: 7-. Finalmente un'ottima partita. Mezzo punto in meno per l'insistenza nel voler tirare da fuori: purtroppo ad ora non ha la condizione per dimostrarsi pericoloso. Per il resto gioca veramente bene.
FELIPE: 6,5. Bravo e presente. Sempre qualche erroraccio sul possesso palla, su cui deve lavorare. Però dimostra continuità...
KUZMANOVIC: 7,5. Un palo, un goal, tanto movimento. Ecco il vero Kuz.
Dal 41'st Gobbi: sv
MONTOLIVO: 5,5.
Un punto in più per la furbizia sulla punizione. Per il resto è il solito. Male in fase offensiva (goal mangiato a pochi metri dalla porta), male in fase propositiva (lanci fuori misura), male in fase difensiva (perde troppi palloni). E in settimana a Repubblica ha dichiarato, alla domanda "cosa pensa di lei?", "sono un grande giocatore". Modesto il ragazzino.
SEMIOLI: 6. Buona prova, anche se non maiuscola. Meglio di Santana
GILARDINO: 8. Gioca alla perfezione. Segna. Confeziona assist. Tiene palla. Suggerisce. Attacca gli spazi. Pressa. Un Fenomeno.
30'st Pazzini: sv
JOVETIC: 6.
Gioca abbastanza bene, con qualche bel lampo. Però bisogna volere di più da questo ragazzo che ha in serbo, credo e spero, tante belle sorprese per noi.
Dal 22'st Santana: 6. Entra abbastanza bene in partita e confeziona una bella palla per Pazzini.
PRANDELLI: 7. Finalmente la Sua Fiorentina. Scelte coraggiose e azzeccate. La squadra in campo per tre volte si ferma causa un uomo a terra: fair play meraviglioso (vi ricordate Lione?). Sulla punizione c'è furbizia. Bravo Prandelli. "Inizia un nuovo campionato".

martedì 30 settembre 2008

Fiorentina vergognosa, partita oscena... No comment. 0-0 con lo Steaua

Frey: 7. Salva tutto. Di piede, di pugno... Grazie Sebastian.
Jorgensen: 3. Mi dispiace dare un voto così ad un serio professionista. Ma è la vita: a volte si sbaglia totalmente partita.
Dal 46'st Zauri: 6. Gioca veramente bene in fase difensiva, ma in fase offensiva è assente. E bisognava vincere.
Gamberini: 6-. Verso la fine salva il risultato, per il resto ordinato. Insopportabili i rilanci inutili, tragedia che condivide con tutta la difesa.
Dainelli: 4,5. Ogni tanto ha amnesie. E senza Frey le amnesie si chiamerebbero goal subiti. Per il resto bene. Ma non basta.
Vargas: 4,5. Sbaglia troppe cose. Compresa una punizione. Meglio dell'altra volta. Grandi potenzialità, poca concretezza.
Felipe: 5,5. Lotta col cuore. Di buone prospettive. Ma in partite così meglio Liverani. Ah, l'abbiamo lasciato al Palermo a parametro zero... Scusate, dimenticavo.
Almiron: 5,5. Rispetto a Montolivo non c'è paragone: in confronto sembra Maradona; però non basta. Sbaglia cose elementari. Male.
Dal 72' Kuzmanovic: 5. Velocizza un pochino l'azione, ma non incide. Un tiraccio che poteva trasformarsi in pericoloso.
Montolivo: 3,5. Sbaglia tutto ciò che può sbagliare, compreso il controllo dopo pochissimi minuti dall'inizio che gli avrebbe spalancato la porta avversaria. Imbarazzante.
Dall'80' Pazzini: sv
Santana: 5. Salta due avversari. Per il resto partita mediocre e vergognosa.
Gilardino: 6. L'unico assieme a Frey convincente. Lotta su tutti i palloni, si sacrifica, non si snerva per il fatto che non gli arriva un pallone giocabile. Prezioso.
Mutu: 5,5. Solo un qualche problema fisico o mentale può giustificare il calo di rendimento. Alla fine si rende pericoloso su punizione e su un buon colpo di testa, ma ci aspettiamo altro da Mutu. Speriamo ritrovi gli stimoli.
Prandelli: 5,5. Provare ci prova. Schiera una formazione abbastanza scontata e forse non rischia qualcosa. Manca un cambio in attacco prima del tardivo ingresso di Pazzini. Azzecca il cambio di Jorgensen. Il dato generale però è allarmante: la Fiorentina non fa gioco, sparacchia i palloni, si affida ai singoli... Forse è anche colpa tua, ma lo sappiamo che sei un grandissimo allenatore. Quindi. Prandelli: salvaci tu!

lunedì 29 settembre 2008

Primo giorno di terza elementare: scrivi i motivi che iniziano con la c e finiscono per à per cui gli italiani votano il Grande Silvio I

Nella riforma Gelmini è previsto, dopo il canto del "Lode a Te Oh Silvio" e del "Presidente Siamo Con Te", esercizi linguistici sui giusti motivi per i quali gli italiani lo votano con gioia e felicità da quindici anni. Ci ho provato anche io... Mi meriterei un bel 5 in italiano e in condotta...
Continuità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché rappresenta un continuum nella società italiana l'interpretazione neocapitalista e basata sulle paure dei cambiamenti degli italiani stessi.
Casualità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché o si sbaglia a votare (vedendo la bandiera italiana).
Cecità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché non vede come il Cavaliere fa politica solo per i propri interessi e per quelli dei suoi amici.
Cinecittà: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché guarda troppa televisione.
Celebrità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché attratto dall'uomo celebre che si è fatto da solo ed è diventato tanto sempre-giovane e potente.
Carità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché è convinto che, essendo Berlusconi ricchissimo, non farà politica per i propri interessi, anzi la fa per carità verso il popolo.
Comunistità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché ha paura dei comunisti, che come si sa hanno sempre governato in Italia.
Castità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché crede nei valori della famiglia, della Chiesa e della castità prima del Matrimonio.
Cornità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché è l'unico politico simpatico e vicino alla gente, tanto da poter fare le corna ad un incontro internazionale.
Cavità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché, chiuso nella cavità della sua auto e della sua villetta sotto assedio, vede in lui la sicurezza.
Cenciosità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché al dibattito del 1994 Occhetto era vestito di cenci marroni.
Cavalierità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché è un Cavaliere e in quanto tale rappresenta autorità e continuità di ruoli.
Capacità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché è l'unico che abbia la capacità di mandare avanti questo Paese.
Contabilità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché, essendo un grande imprenditore, sa portare avanti l'economia come nessuno mai...
Criticità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché vuole risolvere le crisi del Paese velocemente (rifiuti, Alitalia, etc.; poco importa se poi son risolte solo sui giornali...).
Celerità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché approva una manovra di miliardi di euro in nove minuti.
Cesarità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché, dopo Cesare e Mussolini, gli mancava un capo deciso.
Cristianità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché è l'unico che può garantire veramente i valori cristiani.
Cocuzzità: l'italiano medio vota Berlusconi da circa quindici anni perché gliel'hanno detto Cucuzza, Mike Buongiorno e Raimondo Vianello.
Questo per la c...
E intanto ce lo teniamo.
Bene così.
Se state pensando "ma non fa ridere" è giusto così. Non deve far ridere. Deve far piangere.

domenica 28 settembre 2008

Fiorentina batte Genoa... Gilardino super...

Frey: 7,5. Salva su Milito con una prodezza la palla che avrebbe cambiato la partita. Eccezionale. Alla fine esce con coraggio estremo su una bella verticalizzazione del Genoa anticipando Olivera. Due parate che valgono la partita.
Jorgensen: 6+. Preciso come al suo solito; copre bene, però in fase propositiva sbaglia alcune palle che avrebbero potuto rappresentare percoli grossi per Rubinho.
Dainelli: 6. Non è eccezionale per tutta la partita, però nel finale recupera bene alcuni palloni. Si vede che è nervoso: alcune entrate sono sconsiderate. Malino e benino.
Kroldrup: 6,5. Gioca a testa alta e con decisione. A parte un'incertezza nel primo tempo (che poi l'arbitro gli dà fallo... meno male), per il resto prende bene il tempo e gioca con intelligenza tattica.
Gobbi: 6-. Rispetto a Vargas non c'è un paragone, però ne ha giocate di meglio. In difesa si comporta benissimo, mentre in attacco sbaglia soprattutto nella seconda metà della partita, molto probabilmente perché stanco.
Felipe: 6,5. Sbaglia sempre dei palloni mediocri e risulta, se pensiamo a Liverani, poco intelligente tatticamente, però sta crescendo tantissimo. Verso il novantesimo recupera una palla decisiva ed esulta con le braccia quasi avesse segnato: segno di cuore. Bravo.
Donadel: 6. Quasi segna, è sempre presente, però gli manca sempre qualcosa. Impreciso.
Montolivo: 4,5. Sbaglia una quantità di palloni industriale. Tira una volta in porta e una fuori. Esserci c'è, perlomeno. Però innervosisce spettatori e compagni. Il futuro del calcio italiano singhiozza.
Semioli: 6+. Non gioca bene, però in copertura è preziosissimo. Prima partita a sorpresa. Una risorsa importante per la squadra.
20'st Santana: 5. Tocca pochissimi palloni e quelli che tocca gli sbaglia. Mah...
Gilardino: 8,5. A parte che regala i tre punti alla Fiorentina segnando un goal da campione, però è anche decisivo dal punto di vista tattico. Ci mette il cuore in ogni pallone, guadagna falli... Ogni palla che tocca la trasforma in utile. Bravo davvero.
20'st Pazzini: 5,5. Non punge, però si muove bene e confeziona un assist a Mutu.
Mutu: 5. "Me la fai finire una?" domanda a Prandelli quando lo sostituisce. Si, la puoi finire, però cerca di stare tranquillo e di giocare come sai.
36'st Osvaldo: 6,5 Entra e sprizza energia e voglia. Quasi segna. Bravo Osvaldino...
Prandelli: 7. Schiera la Fiorentina dell'anno scorso (a parte due elementi) e vince. Se riesce a superare queste settimane, allora davvero viene da un altro Pianeta. Ave Cesare.

venerdì 26 settembre 2008

I comandamenti di Libero

Libero oggi è deciso: la Crociata deve andare avanti. A colpi di scure.
Ecco le "Verità" che Libero consegna ai suoi lettori.
1) Alitalia. "Epifani firma in ginocchio" e ancora "E' andata bene: Epifani ha perso la faccia". Bella analisi di un passaggio cruciale per il nostro paese: l'importante è che il Segretario della Cgil abbia perso la faccia. (E INTANTO ASSISTIAMO ALLA SVENDITA DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA ITALIANA PER LA QUALE IL GOVERNO BERLUSCONI SARA' AD IMPERITURA MEMORIA RESPONSABILE.)
2) Governo. "Silvio fa festa in beauty farm"... interessante...
3) Economia. "C'è la crisi ma si brinda a champagne". (Questa era l'analisi economica...);
4) Giustizia. Si registra che "oggi parlare male dei giudici è come il mitico sparacchiare sulla Croce Rossa" e che "(la Corte di Cassazione ndr) dovremo chiamarla Corte di Scassazione, intendendo per oggetti dello sfascio e dello scasso a mano togata la ragionevolezza e il buon senso"... "a mano togata", grande Santambrogio (senza apostrofo: è un giornalista...);
5) Diritto. In prima pagina: "Diritti, quanti delitti si compino in tuo nome". Si mette in relazione il fatto che la Corte di Cassazione abbia ritenuto "minaccia grave" l'intimazione da parte di un professore ad uno studente riguardo la sua bocciatura con il fatto che a Palermo cinque studenti delle medie hanno preso in giro la propria insegnante di educazione fisica e "mentre cercava di sedersi, uno di essi ha spostato la sedia dalla cattedra facendo cadere la docente pesantemente sul pavimento". Il titolo è "Non si può dire 'ti boccio' ma si può menare la maestra". Una delle firme di punta di Libero (Oscar Giannino) afferma tra se e se "si dirà che non c'entra nulla". Si, caro Oscar, si dirà e si dice che non c'entra nulla. La necessità di semplificazione di Libero è snervante: si liquida un problema serio (il bullismo nelle scuole e la mancanza di disciplina e rispetto verso i professori) con una sentenza della Corte di Cassazione. Wow.
6) Sicurezza. Intervista a tutta pagina ad Alemanno. Roma è sicura!!! Tra i motivi il fatto che saranno vigilati "24 ore al giorno" i campi Rom e che Alemanno ha trovato la ricetta per "censire" i Rom. La domanda del giornalista è "come?". La risposta di Alemanno è "spiegando che l'integrazione è nel loro interesse". L'avesse detto Veltroni sarebbe stato scomunicato direttamente dalla Santa Sede. Ah, dimenticavo l'ultimo motivo di sollievo a Roma: "Non sarà l'Arci a dare i numeri sugli immigrati". Meno male.
7) Camorra. "La camorra non ha colore, la Gomorra è rossa". Il ragionamento di base è: in larga parte della Campania governa la sinistra, in Campania c'è la Camorra, dunque la sinistra è camorrista. Lo stesso ragionamento vale per la Sicilia? No. Sulla Sicilia si parla dell'organismo per gli anti-sprechi che non funziona tanto bene... Invece l'articolo sulla camorra è fantastico. Il sillogismo l'avete già capito (evito gli esempi...); ma si arriva a di più... "E sarà anche un caso che i Casalesi hanno trovato uno dei loro terreni più fertili nell'Emilia rossa"... Brividi...
8)Scuola. Con tutti i problemi che ci sono, si afferma per bocca del Papa che "ci vuole la parità scolastica". Mah... Qui basta la Costituzione a rispondere ("...SENZA ONERI PER LO STATO...").
9)Voto ai sedicenni. Vade retro Satana. Questa l'idea di Mattias Mainiero, che parte dal voto ai sedicenni in Austria (idea peraltro di Walter "il nicaraguense nonché cubano"). Sbagliato. Ma, al di là del merito (anche io non ho un'idea chiara: credo però che di sicuro dovrebbero votare alle amministrative), vediamo la motivazione. Mainiero prende la celebre battuta di Flaiano ("Se non si è di sinistra a vent'anni e di destra a cinquanta, non si è capito niente della vita") per giustificare la sua contrarietà. Infatti, cito testualmente, "pare che la sinistra sia una specie di malattia infantile, colpisce soprattutto i più giovani". Di qui un serio e argomentato paragone con gli orecchioni che (come la Sinistra), presi da grandi, possono essere molto pericolosi, altrimenti ci si immunizza. Vorrei stringere la mano a Mainiero per la sua seria e profonda analisi politica della distribuzione del voto.
10) Calcio e Religione. Libero scova la connessione. "La dieta di Allah fa male al calcio". Innanzi tutto si divide calciatori islamici da non-islamici o islamici non-praticanti. Poi, dopo aver ironizzato sul Ramadan, si racconta di Neqrouz: musulmano praticante finché giocava, poi si ubriaca molte volte e finisce dentro per rissa.