venerdì 15 febbraio 2008

Cuba oggi

Sono cresciuto con un'idea di Cuba strettamente collegata alla guerra fredda. Di solito, chi afferma che "Cuba è una dittatura e quindi niente che accade in essa è positivo" ha la patente di democratico-liberale o di anti-comunista incallito. Chi, invece, afferma che "Cuba è uno stato che garantisce i diritti ai suoi abitanti ed è in difficoltà a causa dell'embargo statunitense" è o un intellettuale libero o un comunista.
Al di là del merito, spero che questa nuova ventata nella politica italiana possa far affrontare con diverso approccio la questione cubana, che, nonostante tutto, rappresenta un unicum istituzionale ed economico.
Obama, come mette in luce oggi Garimberti su il "Venerdì", ha avuto questo coraggio. Cuba rappresenta uno stato contraddittorio dove convivono livelli sanitari e di istruzione che, in confronto con qualsiasi altro paese caraibico o sudamericano, fanno impressione, e una libertà di espressione che definire ristretta è poco. C'è dunque un modo semplice per mettere alla prova la tenuta di quello stato (e dei suoi glorificatori incondizionati): togliere gli alibi. In effetti, Obama ha proposto una profonda revisione della politica verso Cuba, che comprende, tra le altre cose, l'alleggerimento delle restrizioni economiche e di transito (di persone e capitali). Sarebbe la cosa giusta. Anche perché sappiamo come le transizioni democratiche improvvise ed improvvisate rischiano, in casi come questi, di fare tabula rasa anche dei progressi economico-sociali.
E anche Fidel Castro, personaggio anch'esso quanto mai controverso (andate a vedere i due splendidi documentari di Oliver Stone), avrebbe meno paraventi davanti ad una triste evidenza: un Governo pressoché personale che dura da cinquant'anni.
E in fondo lo dice lo stesso Fidel Castro: "Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero".
P.S.: si astengano da commento i tanti italiani che vanno a fare turismo sessuale in quel di Cuba, sfruttando le ragazze indigene, e tornano criticando Fidel che sfrutta il suo popolo. Meglio vivere poveri, ma con dignità. E il turismo sessuale è il furto della dignità di ragazze che non conosci, ma che (anche anagraficamente) potrebbero essere tue figlie.

6 commenti:

Tramonto ha detto...

Mi trovo d'accordo con le tue parole Niccolò.

Convieni con me però che la questione cubana ha problematiche ben più profonde che l'hanno caratterizzata e che continuano a caratterizzarla.

Con questo voglio dire, ed anche per tagliare un po' le gambe a quanti potrebbero postare messaggi conteneti sproloqui fuori luogo o retorici, che per complessità e vastità d'argomento siamo costretti a parlarne limitatamente ad alcuni aspetti ed in spazi che per convenzione non concedono ampio respiro ad un'analisi attenta (come appunto un post di un blog).
Perchè è giusto capire quanto di idealistico ci sia stato nell'operato di Fidel Castro, ma anche quanto di ingiusto sia stato operato e quanto di altrettanto giusto sia stato conquistato.

Questo per dire che il pacchetto in conclusione è completo, si prende in considerazione quanto di meglio o peggio i fatti ci propongono, con freddo cinismo da storico.

Ovviamente il discorso continua.

Tramonto ha detto...

Scusate ma volevo concludere con le parole di Fidel e me ne sono scordato, ve le propongo quindi ora:

Le cause non sono sconfitte quando cadono gli uomini che le rappresentano.

Fidel Castro

Anonimo ha detto...

P.S.: si astengano da commento i tanti italiani che vanno a fare turismo sessuale in quel di Cuba, sfruttando le ragazze indigene, e tornano criticando Fidel che sfrutta il suo popolo. Meglio vivere poveri, ma con dignità. E il turismo sessuale è il furto della dignità di ragazze che non conosci, ma che (anche anagraficamente) potrebbero essere tue figlie.

sono andato a cuba di recente, non per comprare sesso, infatti ero con la donna (e i miei&tuoi amici comunisti italiani mi hanno dato puntualmente del cretino!) ma per vedere che aria tirava. Purtroppo devo dirti che si respira cattiva aria: a parte la sporcizia, tralascio di dire che si tratta di uno stato di polizia (c'è un poliziotto ad ogni angolo), che si guadagna 10 euro al mese, i casinò, le proprietà private sono bandite ecc. ecc. (tutte cose palesi!) ma, visto che possiedi un blog e quindi ti sarai appassionato ad internet in questi ultimi tempi.... bene ti dico solo che a Cuba questa tua passione te la dovresti scordare .... si, perchè INTERNET E' ILLEGALE! Bello, hai capito bene, se tu abitassi a Cuba, non potresti avere il tuo blog, perchè internet è illegale in quel paese, i cittadini cubani non possono avere una connessione ad internet in casa loro, se non abusivamente (e quindi illegalmente) rischiando ovviamente di andare in carcere nel caso venissero scoperti. Se tu questo lo chiaami vivere con dignità, ti invito a trasferirti a vivere in quel paese.... e forse adagio adagio cambieresti anche la tua opinione su Fidel. (P.S. mi sono divertito a chiedere in giro tra i Cubani opinioni su Fidel e posso asserire francamente di aver raccolto il 100% di pareri negativi.... aspettano tutti che se ne vada al creatore!!!)

Niccolò ha detto...

Non sono un fan di Fidel Castro. E nemmeno della sua ricetta di comunismo reale. E nemmeno del comunismo reale in generale. Credo che però nell'analisi di Cuba pesi molto lo schema ideologico da guerra fredda che spingeva a interpretazioni semplicistiche da ambo le parti. Tutto qui. Dice bene il nostro -Tramonto-: non è questa la sede di disquisizioni su Cuba e la sua complessità socio-economica e politica. P.S.: l'aggettivo "bello" per riferirsi al sottoscritto non so se derivi da una tua disanima dei miei tratti somatici o da un'interlocuzione da bar, comunque né mi sono appassionato ad internet di questi tempi, né ignoro la limitazione al diritto di opinione a Cuba. In ultimo: mi auguro che la decisione di Castro di queste ore porti ad una ventata di democrazia a Cuba. E mi auguro che Obama possa essere il prossimo Presidente dell'ingombrante vicino. Per dare un segnale. Anche solo perché Guantanamo sta a Cuba, ma non sotto la giurisdizione del Governo cubano.

Anonimo ha detto...

"l'aggettivo "bello" per riferirsi al sottoscritto non so se derivi da ......" questo:
"dico di non essere appassionato ad internet di questi tempi e poi ho un blog che aggiorno di continuo, connettendomi quotidianamente a internet"
risposta:
Esatto, deriva proprio da questo, quindi te lo ripeto:
Sei veramente bello!!!!!!!

P.S. Sarà mica perchè internet a Cuba è illegale allora la passione ti viene meno??? Che peccato... mi spiace davvero averti fatto notare questo piccolo particolare tipicamente cubano.

Anonimo ha detto...

Non capisco perchè questi discorsi siano validi per Cuba e non per Mussolini. Nel fascismo convivevano una legislazione sociale avanzatissima (chi sostiene il contrario non conosce la storia) e la mancanza di libertà tipica dei totalitarismi. Sarebbero auspicabile commenti equilibrati di questo tipo anche quando si analizza il ventennio e non solo quando si parla di Cuba ma evidentemente la coerenza non fa parte del repertorio della sinistra italiana