sabato 23 febbraio 2008

Prima assemblea provinciale del PD a Siena

Ed ecco, all'incirca, quello che dirò:
Care Democratiche, Cari Democratici,
A colpo d’occhio possiamo dire che qui a Siena abbiamo fatto grossi passi avanti nella costruzione di un partito nuovo. Un partito vero, che sa rappresentare, noi lo sappiamo bene, si misura soprattutto nella tenuta sul territorio. E le assemblee che hanno eletto tutti noi che oggi siamo qui hanno testimoniato una grande voglia di cambiamento e partecipazione.
Forse proprio in assemblee come queste si incarna il vero spirito del Partito Democratico: uomini e donne che hanno voglia di prestare il proprio tempo a una causa comune, a un sogno comune. E le improvvise elezioni politiche hanno reso questo sogno quantomai concreto: un’Italia nuova e diversa. In cui si può fare. In cui si può rompere i corporativismi. In cui si può guardare a chi è rimasto indietro. In cui si può rendere umani gli inumani ritmi di vita. In cui si può globalizzare senza cancellare. In cui si può partecipare, discutere e soprattutto decidere. Veramente.
Il rischio della libertà moderna, lo disse un grande liberale, Constant, è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al diritto di partecipazione alla politica. Anche i movimenti cosiddetti di antipolitica di questi mesi testimoniano il rischio di un allontanamento di tanti e tanti dalla partecipazione. Questi sono sintomi importanti di un malessere diffuso, ma serve una risposta. Sappiamo bene che la politica decide comunque e, più ci si allontana da essa, meno si può incidere. Il Partito Democratico deve rappresentare una risposta a questo senso di antipolitica, deve dare un senso reale e concreto di rappresentanza ai cittadini. Un senso di cambiamento, perché troppo spesso si consacrano le realtà esistenti, dichiarando ciò che ancora non esiste pericoloso o inattuabile. Il Partito Democratico deve rovesciare questa prospettiva.
Tra poche settimane si svolgeranno le elezioni politiche. Approfittiamo di questa corsa contro il tempo per radicarci, stare tra la gente, contaminarci, crescere… Approfittiamo di questa campagna elettorale per rendere vivo in ogni paese, frazione, quartiere il Partito Democratico… Approfittiamo di questi giorni così intensi per raccontare di un’Italia diversa, possibile e realizzabile.
Approfittiamo di questo momento anche, consentitemi questa parentesi, per dotare il PD senese di un embrione di organizzazione giovanile. Sappiamo quanto sia difficile coinvolgere gli under trenta e soprattutto i giovanissimi in politica, in particolare nelle strutture di un partito. Una giovanile funziona da cerniera: avvicina i più giovani, li responabilizza, permette loro di fare esperienza. Abbiamo bisogno di una giovanile avanzata e coraggiosa.
Il Partito Democratico, a livello nazionale, sta dando segnali di rottura e novità incredibili. Anche noi dobbiamo assumerci la nostra parte di responsabilità. Un democratico si deve riconoscere da lontano per la sua integrità ed onestà. Un democratico si deve riconoscere perché crede nella laicità e nei pari diritti per tutti. Un democratico si deve riconoscere perché considera qualsiasi posizione di potere come una necessità eccezionale, e in ogni caso temporanea. Un democratico si deve riconoscere dai comportamenti quotidiani, da ogni più piccola azione. Un democratico si deve riconoscere perché non pensa a se stesso e basta, perché non ragiona per fazioni, perché non accetta gli accordicchi o i compromessi al ribasso, perché, insomma, intende la politica in modo nuovo e dunque profondamente diverso da quello che è stata prima. Il cambiamento parte anche da noi.
Se non siamo disposti ad accettare questa sfida a noi stessi, allora non avremo fatto niente. Se non siamo disposti a metterci in gioco col dialogo e la ragione, allora non avremo fatto niente. Un partito del XXI secolo deve saper ascoltare e interpretare l’intreccio di storie e progetti di vita di milioni di cittadini, e il Partito Democratico può farlo. Noi non siamo nati dalla telefonata di due leader preoccupati per le imminenti elezioni, siamo nati da un evento di popolo come le primarie, dalla fatica per le oltre cento assemblee di circolo nella nostra provincia, da momenti come quello di domani in cui, pur nei tempi stretti, consulteremo gli aderenti al partito.
Proprio per questo, infine, il Partito Democratico sia un partito dove si discute di contenuti, di valori, di ideali. Certo, le elezioni di aprile necessariamente ci porteranno a correre ancora, ma non perdiamo mai di vista la domanda profonda della società. Una domanda che è fatta delle grandi questioni, di fronte alle quali dobbiamo prendere posizione: il lavoro precario, l’ambiente, la legalità, le questioni etiche… Tutti temi sui quali dobbiamo riuscire ad essere chiari.
Oggi inizia questa nuova sfida. Ringrazio Riccardo, Simone e tutto l’ufficio di Presidenza per il lavoro fatto in questi mesi, e a Simone faccio un grande in bocca al lupo per quest’avventura che oggi inizia e di cui, sono sicuro, saprà essere all’altezza
.

3 commenti:

Niccolò ha detto...

P.S.: poi in realtà non ho detto questo... Ho fatto polemica... Chi c'era lo sa! ;-)

Anonimo ha detto...

come hai fatto polemica... che cosa è successo???

Niccolò ha detto...

Sui tempi... L'intervento è disponibile anche in forma audio!