domenica 10 febbraio 2008

Di ritorno da Auschwitz...

Ritornato da Auschwitz.
Bella esperienza, anche se alla fine tutto troppo rapido, rapidissimo.
I campi sono qualcosa che finché non li vedi in fondo in fondo non te li immagini.
La scienza dello sterminio ha qualcosa di matematicamente diabolico, eppure è totalmente umana.
Qualcosa che colpisce, eppure magari non si immagina:
- I bagni sono una serie di buchi in una lastra di pietra, l'uno accanto all'altro;
- La "caserma" SS presso Auschwitz è un luogo dell'orrore; una tortura prevede la segregazione in pochi centimetri quadrati di quattro persone per tutta la notte; in piedi, costretti lì dentro al buio senza possibilità di uscire fino alla mattina dopo, quando aspettano dodici ore di lavoro; e naturalmente in tutta la notte non si può andare al bagno...
- La celebre immagine del binario che entra dentro il campo rappresenta solo un preambolo alla selezione "medica" per l'eliminazione: l'80% finiva direttamente nelle camere a gas;
- La dignità e l'identità sono le prime cose che vengono eliminate, e contano quasi quanto la vita...
Per ora questo,
perché in fondo le parole non servono.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

«Il sangue si è rappreso,
le bocche si sono ammutolite,
nessun occhio si posa sui blocchi
tranne una cinepresa, s
ulla terra battuta dai prigionieri
è cresciuta una strana erba,
la corrente non corre più nei fili elettrici,
non c'è più nessuno tranne il nostro passo».
di Cayrol, ( il ritorno di Lazaro) un sopravissuto
la cui parola continua a inserirsi implacabile
nella dimenticanza

Tramonto ha detto...

Riflettiamo su ciò che è stato...