venerdì 23 maggio 2008

Iniziativa a Sant'Andrea

Ceccuzzi, Guicciardini e Meloni alla Festa de L’Unità di Sant’Andrea per parlare del Pd
Analizzare il voto ottenuto a Siena dal Partito democratico e capire quali sono le prospettive future per il Pd. Saranno questio gli obiettivi dell’iniziativa che si terrà venerdì 23 maggio alle ore 21.30 nello spazio dibattiti della Festa de L’Unità, in svolgimento presso il circolo territoriale di Sant’Andrea in strada Grossetana, 25 a Siena. Al dibattito interverranno Franco Ceccuzzi, deputato del Partito democratico; Niccolò Guicciardini ed Elisa Meloni del coordinamento provinciale del Pd. Vedi
A grandi linee il mio intervento:
Per quanto riguarda il voto giovanile, bisogna fare i conti con un voto disgiunto abbastanza incisivo che non permette di avere dati certi e verificabili effettuando la sottrazione tra Senato e Camera. In ogni caso, incrociando tali dati con alcuni sondaggi, possiamo trarne indicazioni utili.
Il voto.
Le indicazioni principali per quanto riguarda il voto giovanile nel nostro territorio sono le seguenti:
- Il Partito Democratico regge bene, o meglio, essendo un nuovo partito con un nuovo simbolo, riesce a conquistare una buona fetta di elettori under 25 (quasi uno su due); questo in controtendenza con dati di altre regioni;
- Il consenso alla Sinistra Arcobaleno non è quantificabile, giacché prende spesso più al Senato che alla Camera; in ogni caso, tale dato (sono nove su trentasei i comuni dove ciò non si verifica) indica che non c'è stato uno sfondamento né un grandissimo consenso tra i più giovani rispetto agli over 25;
- La Lega e le forse di destra oltre il PDL crescono in termini percentuali e numerici; a Siena si registrano circa 300 voti per La Destra e FN;
- Tra le giovani generazioni si registra, in generale, al di là del dato provinciale, una minore tendenza alla polarizzazione;
- Il voto appare più mobile da elezione ad elezione;
- La Partecipazione dei ragazzi e delle ragazze alla campagna elettorale è stata importante e forte (iniziative praticamente ovunque con ottima partecipazione);
Necessità di un'alternativa culturale.
I Problemi. Legare le scelte politiche alle storie di vita reali.
- L'antipolitica ha svolto un ruolo molto meno incisivo di quello che ci si sarebbe aspettati; spesso, anzi, la cosiddetta "antipolitica" rappresenta una tappa formativa dell'opinione di voto (in particolare quella di tendenza ambientalista e sulla legalità);
- Il lavoro atomizzato e precario rende difficile parlare ai giovani precari e ai giovani lavoratori in generale;
- La comunicazione e la cultura diffuse richiedono immediatezza (internet, youtube, wikipedia: hic et nunc); la politica, viceversa, da una parte tende ad essere indefinita e a non legare azione-conseguenza (voto-cambiamento; sacrificio-premio; tempo-denaro), dall'altra necessità in sé per sé stessa di tempi democratici che, tra mille discussione, sono lunghi;
- Disaggregazione dei ritrovi e degli stili di vita che rendono sfuggente gran parte delle giovani generazioni;
- Difficoltà ad interagire con parte delle scuole medie superiori; soprattutto a fronte del cosiddetto "fascismo di moda" o ai simbolismi neofascisti o neonazisti che vanno diffondendosi, seppure in misura ridotta (per ora?);
- Il giovanilismo sterile che pensa che per risolvere i problemi dei giovani basti mettere i giovani qui o là;
Soluzioni? Il ruolo del PD
- Un PD che parli dei problemi dei giovani (anche attraverso senza dubbio il loro coinvolgimento diretto);
- Un PD radicale e chiaro sulle questioni più irrisolte e importanti (scuola, università), che sappia dotarsi di parole d'ordine chiare cui fa fronte qualcosa di fattibile e in tempi rapidi;
- Una giovanile organizzata che eviti le cooptazioni ad exludendum, ma anzi coinvolga gruppi ampi di ragazzi nella selezione e nella partecipazione; e che in tal modo sappia meglio avvicinare i ragazzi e le ragazze;
- Un PD calato nelle nuove forme di comunicazione;
- Un PD che premia e valorizza i meriti;
- Un PD che parli di equità, giustizia, diritti... E su questi temi non faccia sconti.
- Un PD contro la burocrazia inutile anche nelle scuole e soprattutto nelle università (code, attese...) attraverso più massiccio ricorso ad internet;
- Un PD che utilizzi anche i linguaggi di chi vuol coinvolgere.
Ci sarebbero altre mille proposte, ma per ragioni di tempo finisco qui.
E' chiaro che per costruire la base del domani, coloro che cambieranno l'Italia, bisogna osare, anche e soprattutto se osare significa correre e mettersi in discussione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

io quando sento parlare di "merito" da part del pd mi viene l'orticaria. In Toscana sappiamo tutti quali sono i criteri per trovare lavoro, e di certo tra questi non c'è il merito...è di pochi giorni fà la notizia esilarante (oddio ci sarebbe da piangere), apparsa sulla Nazione, di un tizio che per essere preso in Regione ha allegato la tessera (o certificato di fondazione o come cacchio viene chiamato) , insieme al resto della documentazione richiesta dal bando, del PD perchè tutti gli avevano detto che era fondamentale. Ulteriori commenti sono superflui...

Niccolò ha detto...

Di tutti i punti, solo il merito? Mah. Ulteriori commenti non sono superflui: credi davvero che la maggioranza dei posti di lavoro in Toscana siano assegnati secondo il partito di afferenza? Statisticamente, siccome circa un toscano su due vota PD, è probabilissimo che molti di coloro che votano PD abbiano un posto di lavoro (o forse ti riferisci solo al pubblico?). Il tuo mi sembra qualunquismo allo stato puro, quintessenza di antipolitica spicciola di basso borgo, esaltazione del luogo comune per nascondersi meglio, semplificazione forzosa (o conseguente a difficoltà di analisi politica?)... I problemi ci sono: il clientelismo imperversa in Italia. Ma semplificare le cose così, perfavore!!!