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giovedì 5 gennaio 2012

II: "Siate sentinelle di voi stessi!"

“Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare, e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi! L’avvenire è nelle vostre mani. Ricordatelo sempre!”

Antonino Caponnetto

Il 23 Dicembre a San Gimignano si è svolto il congresso dei giovani democratici nel quale oltre quaranta giovani sono venuti presso la sede del Partito Democratico per partecipare e per scegliere il nuovo segretario. E' una testimonianza bellissima in questi tempi bui. E' una fortuna che San Gimignano possa contare su tanti ragazzi e ragazze che hanno a cuore la propria comunità e che vedono nel nostro partito uno strumento da poter utilizzare per cambiare e per far valere le proprie idee.

Le giovani generazioni sono quelle che per prime e più di tutte hanno sopportato l'urto della crisi. Il mondo della formazione è sempre più tartassato e la scuola fa sempre più fatica ad offrire una formazione che valorizzi i talenti di ciascuno. Il mondo universitario è spesso incrostato all'inverosimile e scoraggia spesso il merito a vantaggio della clientela. Il mondo del lavoro è quasi inaccessibile per tantissimi giovani nel nostro Paese e rappresenta una selva di contratti a tempo determinato, con una vergognosa discriminazione verso le donne e il loro diritto alla maternità. Il welfare ormai lo fanno i nonni con le loro pensioni o, a volte, i genitori con i loro redditi perché mancano ammortizzatori sociali moderni. Il futuro è appiattito su un eterno presente nel quale si fanno largo i messaggi di disimpegno, antipolitica, svilimento del merito e dei sacrifici.

La soluzione in primo luogo è in un solido patto intergenerazionale e in profonde riforme che solo un Governo fortemente riformista può fare.

Però c'è un altro aspetto fondamentale: quello di sfuggire alle sirene che portano lontano dall'impegno 'perché tanto non cambia niente' e 'perché tanto sono tutti uguali'. Sono sirene pericolosissime che si sentono da più parti. Sono sirene che, alla fine, come dimostrano i fatti, fanno sì che tutto rimanga così come è. Invece, in politica e nel volontariato, si può cambiare davvero le cose e il mondo. Come, ad esempio, partecipando in una sera di dicembre ad un congresso dei giovani democratici parlando di lavoro, scuola, ambiente, prospettive per la propria città.

E le parole di Antonio Caponnetto sono quanto mai vere di questi tempi. Essere partigiani di una nuova resistenza, la resistenza dei valori e degli ideali senza avere paura di pensare, denunciare, agire. Essere ciascuno sentinella di noi stessi. Una bella sfida.

venerdì 11 febbraio 2011

Last minute: pacchetto week.end 'cittadini attivi' in Provincia di Siena

Quante volte ci lamentiamo che le cose non vanno? Quante volte auspichiamo, magari tra parentesi, che le cose dovrebbero andare diversamente?

Domani e dopodomani allora carichiamoci addosso ciascuno il suo pezzetto di responsabilità, sacrifichiamo un po' del nostro tempo libero.
Mobilitiamoci.

Dalle 10 alle 12 vi aspetto sulla Siena-Firenze: a Poggibonsi sud, a Colle val d'Elsa sud, a Monteriggioni o a Siena Nord. E' un presidio contro il pedaggio che il Governo sta imponendo sulla superstrada Siena-Firenze. Un pedaggio ingiusto che, se le cose non cambiano, dal Primo Maggio pagheremo tutti. Svantaggi per tutti: cittadini, aziende, pendolari... Al presidio potremo anche firmare la petizione che chiede queste cose. Più informazioni qui.

Dalle 16.00 alle 20.00, dopo aver detto no ad una cosa ingiusta, diciamo si ad una cosa giusta. Si raccolgono le firme a Siena per una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dai cittadini aquilani. Più informazioni qui. (Portate la carta di identità per poter firmare).

Infine, già che ci siamo, per proporvi un bel pacchetto week-end da cittadini attivi, vi ricordo la manifestazione 'SE NON ORA QUANDO?' a Siena, in Piazza Salimbeni, alle 15.30. Più informazioni qui.

Abbiamo bisogno di farsi sentire. Passare dalla fase della rabbia e della critica a quella in cui si pretende di prendere in mano il nostro destino per una società diversa.

Ci vediamo in giro, allora!

venerdì 4 febbraio 2011

Un saluto ad Alessia Ballini, leggete queste sue bellissime parole...

Da quando, circa un anno fa, mi hanno diagnosticato un tumore all' intestino, ho molto rivalutato l' uso metaforico di termini che hanno iniziato a far parte della mia quotidianità. Ascolto il Presidente del Consiglio usare il termine "metastasi" per descrivere meglio che può ciò che pensa della magistratura e non riesco ad astrarmi da quello che significa per me, i linfonodi gonfi sparsi nel mio corpo, la sofferenza delle cure che tentano di ridimensionarli. Centinaia di migliaia di persone hanno questa condizione in comune con me. Non c' è nessuno che lo consiglia sulla scelta terminologica? NON c' è un barlume di consapevolezza nella sua straordinaria capacità comunicativa? Da quando convivo con la mia malattia, ribellandomi, accettandola, lottandoci con tutte le energie che ho, la mia dimensione corporea ha assunto tutta la sua materialità, il suo predominio, la sua insopprimibile verità. Che io sono il mio corpo. Che il mio corpo non è separato dal mio spirito. Che sono entrambi miei e sono le uniche cose che possiedo. Guardo il dibattito parlamentare sul testamento biologico, annoto il suo triste esito e rammento che lo Stato sta mettendo le mani sulla mia dignità, presente e futura. Da quando la mia vita ha svoltato e mi hanno consegnato una nuova carta d' identità, quella che ognuno di noi ha in tasca e che chi è fortunato non dovrà mai tirare fuori, ho capito il significato impagabile, incomparabile di una sanità pubblica efficiente ed universale. L' istituzione che si fa carico di te, quando tu non puoi. Lo Stato che ti affianca, che ti sorregge, quando ne hai bisogno. Che tu sia ricco o povero. Comunitario o extra. Uomo o donna. Religioso o ateo. Questo è lo Stato che voglio. Che non mi invade, non mi prevarica. Che ha cura di me. Che mi rispetta. Che mi lascia libera. Che lascia libera la mia coscienza di decidere per me, per la mia vita. Dal mio punto di osservazione, parziale e, si fa per dire, privilegiato, l' attività del parlamento in merito alla vita e alla morte, al corpo e allo spirito, alla libertà e alla coscienza, appare di una povertà sconcertante. Tutti occupati a tutelare la libertà di coscienza dei parlamentari quando quella dei cittadini è definitivamente calpestata.

di ALESSIA BALLINI


Fonte La Repubblica

martedì 5 ottobre 2010

Scuola

Wordle: provascuola

mercoledì 1 settembre 2010

Festa Pd 2010: tutti i numeri di una edizione da record

100 mila visitatori e 500 volontari da tutta la provincia. Sono questi i principali numeri che hanno caratterizzato l'edizione 2010 della Festa provinciale del Partito democratico che, come ogni anno, si è svolta nella Fortezza Medicea di Siena con un programma ricco di dibattiti, concerti gratuiti e tante iniziative culturali. "Quella di quest'anno - afferma Fabio Panci, responsabile Festa del Pd - sarà ricordata come una delle edizioni più vivaci e partecipate della nostra manifestazione. Nei diciannove giorni sono state tantissime le persone che ci sono venute a trovare, dimostrando ancora una volta che la nostra Festa è uno dei momenti più imperdibili dell'estate senese"..


Gli stand gastronomici e i grandi spettacoli. Enogastronomia e spettacoli sono stati, ancora una volta, le carte vincenti della kermesse democratica. I 500 volontari, che ieri si sono ritrovati per la cena di sottoscrizione, hanno servito circa 20mila pasti nei ristoranti, pub e bar allestiti in Fortezza. Sul fronte dell’intrattenimento, la palma d’oro del pubblico va alla show di Paolo Ruffini che, con il suo Nido del cuculo, ha portato alla Festa del Pd oltre 4mila persone. Boom di partecipazione, anche per gli Afterhours e per Simone Cristicchi che hanno toccato picchi di presenze molto alti, come del resto è avvenuto anche nel corso delle serate con gruppi locali e artisti emergenti. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, lo spazio letterario di Aperilibri ha vinto la sua scommessa, con iniziative molto partecipate che hanno consentito di presentare autori e libri legando attualità e letteratura, grazie all'organizzazione dei ragazzi di Generazione Democratica.


Il successo della politica. L'edizione 2010 però sarà ricordata anche per la massiccia partecipazione ai dibattiti e alle iniziative politiche. Da sottolineare il grande successo di pubblico riscontrato dagli incontri con Walter Veltroni, Rosy Bindi e Ivan Scalfarotto ma anche da quelli dedicati alla finanza con il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari e alla Regione Toscana con il presidente, Enrico Rossi. Boom di presenze anche in occasione delle iniziative dedicate alla sanità e alla cultura e all’“intervista doppia” ad Elisa Meloni e Alessandro Mugnaioli, rispettivamente segretario provinciale e comunale del Pd di Siena. Nel corso della Festa, nell'ambito della campagna d'ascolto "Diccene Quattro", sono stati molto apprezzati i "Capannelli delle idee" gli incontri organizzati dall'Unione comunale di Siena con la partecipazione degli amministratori locali per parlare dei temi più “caldi” che riguardano la città: dalla viabilità alle Aru, dalla Cassia al quartiere di San Miniato fino alla sosta e alla mobilità. Una massiccia partecipazione è stata riscontrata anche in occasione della manifestazione contro i tagli alla scuola che, grazie anche alla presenza della Sciacchettrà Orchestra, ha raccolto insieme centinaia di persone in un clima di festa e di divertimento.


“Grazie ai volontari – continua Fabio Panci – anche quest’anno siamo risusciti a organizzare una grande Festa democratica che è stata un successo al di sopra di ogni più rosea aspettativa. In tempi di antipolitica il segnale forte e positivo che arriva dalla Fortezza è quello di una voglia di partecipazione, di un interesse verso la discussione e il confronto, di una passione verso la politica che ancora scorre nel sangue dei senesi. Il valore sociale e politico della Festa, dunque, continua a rinnovarsi ed a mantenere una vitalità, che è quella, prima di tutto, dei giovani che si avvicinano alla politica nel modo più bello, discutendo, stando insieme e condividendo esperienze con chi è meno giovane e ha posto le basi, ormai più di sessant’anni fa, perché tutto questo fosse possibile. Il successo della Festa è un ulteriore stimolo per affrontare le sfide dei prossimi mesi con entusiasmo e con la convinzione che ci troveremo a discutere dei problemi concreti dei cittadini in una delle fasi più delicate per il nostro territorio e per il Paese”.


martedì 20 luglio 2010

Intervento in merito alla proposta di deliberazione di Consiglio sul: “Programma di valorizzazione dei percorsi della Francigena (...)”

Consiglio Provinciale -20 Luglio 2010-

Buongiorno a tutti,
io credo non si possa che essere soddisfatti nell'andare ad approvare questa proposta di deliberazione. E mi preme davvero ringraziare tutto il gruppo di lavoro “Via Francigena”, a partire dagli Assessori Alessandro Pinciani e Marco Saletti fino ad arrivare a tutti gli uffici e i tecnici coinvolti, assieme agli altri soggetti, per il prezioso impegno messo a sostegno di un progetto così importante come quello della valorizzazione dei centoventi chilometri di Via Francigena nei nostri territori.
In particolare, non si può non essere soddisfatti che questo Consiglio vada ad approvare un percorso, che tanta strada potrà fare nel futuro, che rappresenta un investimento non di corto ma di ampio respiro. Un investimento sulla cultura e, insieme, sul sistema economico che guarda avanti. Tante volte ci siamo detti che servono misure coraggiose e non appiattite sul presente per dare risposte concrete: l'investimento che stiamo approvando va in questa direzione.
E poi permettetemi di notare la serietà del lavoro fatto, che abbiamo potuto apprezzare anche nella Commissione Cultura congiunta con quelle con competenze sul turismo e sui lavori pubblici. Un lavoro faticoso e certosino che ci consegna, come abbiamo sentito dagli Assessori Pinciani e Saletti e dal Presidente del Consiglio, non solo proposte concrete di intervento, ma anche la capacità di inquadrare storicamente e paesaggisticamente la Francigena nei nostri territori, di dare un'ampia prospettiva di interventi e di considerare sempre di più la Francigena come una delle bellezze dei nostri territori. In Commissione abbiamo visto i documenti e le carte e condiviso in linea generale questa strada, ed è positivo sia così visto che stiamo parlando di un pezzo del nostro territorio e della nostra storia da valorizzare tutti insieme, e peraltro, se non sbaglio, fu proprio l'opposizione a portare, in uno dei primi Consigli Provinciali, la questione della Francigena in questa stanza, legata in quel caso al suo inserimento nella lista dell'UNESCO.
E questo è un altro punto: sarebbe davvero un onore per la nostra Provincia coordinare il lavoro in un comitato promotore per l'UNESCO, come viene prospettato nella delibera.
E' un progetto questo, poi, che attiva una sinergia tra tutti i livelli istituzionali. Sono coinvolti infatti, oltre alla Provincia, il Governo, la Regione, i soggetti preposti e i Comuni, in particolare ventidue comuni. E questo rende ancora più significativo il passaggio perché si è saputo mettere d'accordo diversi livelli istituzionali e diverse realtà locali, molte delle quali da anni hanno dimostrato un'attenzione significativa alla Francigena e alle sue implicazioni. Anche il comitato scientifico della consulta degli itinerari storici, culturali e religiosi del Ministero della Cultura ha approvato il paziente lavoro fatto non solo nel ricostruire il percorso storico della via Francigena, ma anche nel costruire le varianti e le ipotesi per dare le gambe al progetto in tempi ragionevoli e compatibilmente con le risorse.
E' appunto un progetto che ha le gambe. Come avete visto, è stata messa a punto una stima sommaria di spesa che spiega bene come, attraverso le varianti, si riesca a risparmiare molto nella messa in sicurezza del tracciato.
Una Francigena che abbia la sua visibilità internazionale, e che veda nella Provincia di Siena uno dei tratti più celebri e ben curati, non può che essere un volano importante dal punto di vista anche turistico. I nostri territori hanno tante bellezze, custodiscono tanti tesori, ma il compito più difficile e strategico è quello di riuscire ad attivare percorsi di valorizzazione, oltre che di conservazione. E questo è un caso di valorizzazione di un territorio e di quello che può offrire. E' questo un esempio quindi di investimento in campo culturale che ha una ricaduta sensibile. I soldi investiti nella cultura, spesso, vengono visti come sprechi, mentre invece rappresentano un investimento anche economico.
Ma di certo, accanto a questo, viene tutto l'aspetto, già ben messo in luce, storico, artistico e culturale. La Via Francigena ha rappresentato, fin dal VI secolo Dopo Cristo, l'arteria lungo la quale si sono mosse migliaia e migliaia di pellegrini, generando un indotto fatto di strutture assistenziali, chiese, borghi, commerci... Insomma, ha contribuito a rendere il nostro territorio così come lo conosciamo oggi. Ha portato a passare qui da noi persone provenienti dalle più diverse parti d'Europa, generando mescolanza e crescita. Oggi può tornare a svolgere, sia pure in tutt'altro contesto, un ruolo simile, rappresentando un altro punto di attrazione per Siena.
Può la Francigena portare nei nostri territori visitatori che si approccino profondamente all'aspetto naturalistico, spirituale e culturale della visita. Può sviluppare una rete di sinergie che nemmeno ci immaginiamo. Può mettere in luce luoghi meravigliosi, ma magari fuori dal circuito consueto del turismo.
Come ha giustamente detto il dott. De Martinis, oggi è un punto di partenza e tanto lavoro ci sarà da fare. Però è una grande soddisfazione partecipare a questo passaggio perché l'investimento sulla Francigena significa anche dare un messaggio come istituzione.
In primo luogo, la centralità della cultura come fondamento della nostra società civile e, allo stesso tempo, come volano economico. Poi l'idea di investire su una strada, una via, che ha rappresentato la spiritualità, ma anche l'incontro, la solidarietà, la mescolanza tra culture ed esperienze e che possa essere ancora oggi un luogo in cui, oltre a conoscere le nostre terre, si possa incontrare gli altri e se stessi. In terzo luogo diamo il messaggio di una Provincia utile e dinamica, che si impegna a fronteggiare le priorità dell'oggi ma è in grado, anche nei momenti difficili, di fare progettualità, sinergia e prospettiva. Il quarto punto è che offriamo un sistema di esperienza non solo ai visitatori, ma anche ai nostri concittadini i cui ritmi di vita rendono sempre meno agevole praticare i propri territori. Un percorso del genere, se vissuto fin dalle scuole, è senz'altro un invito a scoprire la nostra Provincia. Infine, senza volermi ripetere, anche qui -in questa progettazione- si vede un lavoro serio, approfondito, attento alla sicurezza e alle risorse, che quindi rifugge dagli slogan e guarda alla concretezza.
In conclusione, mi fa davvero piacere che tutti i gruppi intervenuti abbiano espresso parere favorevole ad un progetto che, peraltro, è stato portato avanti nell'interesse comune e in accordo anche con il Governo, e, visto che in un intervento precedente al mio forse è stato mal inteso, a tal proposito si è parlato della nota positiva del sistema Siena, ossia di un approccio alla Francigena che nei colloqui a Roma è stato preso a modello.
La Commissione Cultura resterà a disposizione per tutto quello si riterrà opportuno in merito alla Francigena e si impegnerà a sostenere e contribuire al percorso.

giovedì 15 luglio 2010

Un Governo che non cade, ma scivola inesorabilmente...

Dopo Scajola e Brancher, si dimette Cosentino... Il governo perde pezzi e in modo sempre più preoccupante...

Giusto il commento di Messina:

"se è vero che Cosentino è stato investito da un 'polverone giustizialista', non si capisce perché si sia dovuto dimettere; se al contrario è un personaggio di cui il governo deve sbarazzarsi al più presto, non si capisce perché sia degno di continuare a guidare il Pdl napoletano. Insomma, o è un brav'uomo o è un mascalzone. A meno che l'essere mascalzoni non sia ritenuto, nel Pdl, un titolo di merito"

fonte: La Repubblica di oggi

C'e' un urgente bisogno di riacquistare il diritto all'indignazione, perché la mole di cose vergognose fatte e praticate da questo governo, accompagnata da un sistema dell'informazione che minimizza o trascura (immaginate cosa sarebbe accaduto ad un governo di centrosinistra in cui si dimettono due ministri e un sottosegretario e per queste varie motivazioni gravissime!), ci toglie anche il diritto di indignarsi ogni giorno, di riaffermare un'Italia diversa: quella in cui l'onestà, il senso civico e lo spirito di servizio per la comunità primeggiano sull'egoismo, la furbizia e il malaffare.

giovedì 3 giugno 2010

lunedì 3 maggio 2010

sabato 6 marzo 2010

Ora basta. Questo è troppo.

VERGOGNA!

Soprattutto per tutti i cittadini, le imprese, i lavoratori che durante tutto l'anno si impegnano a rispettare le leggi, anche quando sono complicate e stratificate!

Soprattutto perché chi è al Governo dovrebbe avere un minimo di senso di responsabilità!

Soprattutto se tra ventidue giorni qualcuno avrà ancora il coraggio di votarli, invece di decidere di dare un segnale chiaro!

Resistiamo!

venerdì 12 febbraio 2010

In ricordo di Stefano Giusti

Ecco le parole di Luca Massi relativamente alla dedica del Circolo Pd di San Benedetto a Stefano:



giovedì 4 febbraio 2010

Intervento di presentazione della Mozione “ La situazione della Casa di Reclusione di Ranza nel Comune di San Gimignano e della Casa C. di Siena


Buongiorno a tutti,

cominciamo col dare un po' di numeri. In Italia abbiamo 65.067 detenuti, di cui meno della metà imputati e il resto (33.247) condannati. Di questi 24.152 sono immigrati ed è da notare come il numero degli imputati detenuti tra gli immigrati superi di quasi quattromila unità i condannati detenuti, mentre tra i cittadini italiani il numero dei condannati detenuti superi di quasi seimila unità gli imputati detenuti.
In definitiva, l'Italia ha una consistente popolazione detenuta, che determina molto spesso condizioni di sovraffollamento e difficoltà di gestione. Per questo motivo, qualche giorno fa, il 13 gennaio, il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza nazionale. Conseguentemente, nel comma 219 della Legge Finanziaria 2010, sono stati stanziati cinquecento milioni per le infrastrutture carcerarie, prevedendo o la realizzazione di nuove strutture o l'aumento della capienza di quelle esistenti. In particolare, è prevista la realizzazione di quarantasette nuovi padiglioni affiancati a strutture già presenti nei territori. In tutto questo, si prevede anche di assumere alcune unità come Polizia Penitenziaria. Tutto ciò significa che a qualcosa sono servite le proteste, l'impegno e la determinazione di tanti cittadini, delle istituzioni locali, degli agenti penitenziari... Tutto questo però non basta. La creazione di nuovi padiglioni è davvero pericolosa, se non ragionata: credo di poter dire fin da ora che una soluzione del genere non andrebbe affatto bene per la Casa di Reclusione di San Gimignano. Chiedo in prima istanza di aggiungere le seguenti due correzioni alla Mozione. Inserire in conclusione del settimo capoverso la frase “come evidenziato in una lettera del Sindaco Giacomo Bassi al Ministro Angelino Alfano” e inserire alla chiusura della mozione “nonostante i piccoli segnali dati nell'approvazione della Finanziaria 2010, che speriamo possano essere solo una base di partenza di un nuovo e più incisivo intervento del Governo sulle tematiche in oggetto”.
Tutto questo non basta, dicevo. La situazione presentata nella Mozione rimane. Noi non possiamo considerare le carceri come dei luoghi di stoccaggio di rifiuti tossici che la nostra società produce, non possiamo considerare le carceri come luoghi in cui rinchiudere i reietti per renderli inoffensivi, come fosse uguale spedirli in una lontana isola deserta. Non possiamo considerare le carceri un costo da ottimizzare per stipare uomini e donne in celle strette, ledendo i loro diritti di esseri umani. Non possiamo accettare che (e le condizioni di sovraffollamento incidono) ci sia un tasso di suicidi così alto in carcere. Cito Sofri che racconta come nelle carceri ci sia “una disperazione sulla quale non scende più nessun anestetico e che i traduce in un alto tasso di suicidi, che sono tanto più significativi perché commessi da persone giovani, che hanno pene brevi, oltre alle diffuse forme di autolesionismo fisico”. Il 2009 è stato l'anno con più suicidi in carcere della nostra storia: 72.
Infine, non possiamo legare il concetto di detenzione meramente a quello di 'punizione'. Viceversa, il sistema penitenziario è parte della società ed in essa svolge un ruolo cruciale attraverso la riabilitazione e le fasi trattamentali. Senza entrare nei dettagli, anche se consiglio vivamente una lettura come Cesare Beccaria ai nostri rappresentanti attualmente al Governo, il messaggio che dobbiamo dare deve essere chiaro e forte: investire sul sistema carcerario significa investire su una società migliore.
E alcune interpretazioni semplicistiche delle condizioni dei detenuti, peraltro preoccupanti a maggior ragione dopo gli eventi di cronaca degli ultimi mesi, lasciano il tempo che trovano. Ha avuto ad dire sempre Sofri come “il dolore nelle carceri sia una specie di fondo perenne e in questo senso sordo: un dolore, cioè, che nessuna risata, nessun gioco allegro, nessuno spintone tra ragazzi -che sono la maggioranza della popolazione carceraria oggi-, nessuna partita di calcio o di calcetto o di biliardino può far dimenticare nemmeno per un momento”. Credo che queste parole esprimano bene di cosa stiamo parlando.
In Toscana abbiamo 4321 detenuti, praticamente quanto un Comune della nostra Provincia. A Siena sono detenuti 386 detenuti circa. C'è una situazione che è divenuta intollerabile da tempo e cui la nostra istituzione può dare il proprio impegno e la propria solidarietà a partire dall'approvazione di questa mozione, su cui spero troveremo convergenze anche dalle minoranze perché è un problema del nostro territorio.
Andrò per sommi capi. Primo punto: il sovraffollamento di Ranza. Il carcere di Ranza vive in un significativo sovraffollamento. Ad ora abbiamo un sovraffollamento stimato di circa 103 detenuti. Questo significa un'oggettiva difficoltà a garantire standard decenti di vivibilità, nonostante il lavoro quotidiano e l'impegno di tanti operatori ed agenti. A Ranza sono presenti 306 detenuti, con una complessità ed una composizione molto eterogenea. Più di un terzo, infatti (120 ad ora), sono stranieri, cinquanta nordafricani e quaranta dell'Europa dell'Est. Questa situazione eterogenea rende ancora più impegnativo il lavoro degli agenti nel carcere.
Secondo punto: a fronte di questa situazione, a Ranza si registra una carenza di organico pari a circa il 42% rispetto alla Pianta Organica prevista per un carcere di quelle dimensioni. Sono attive ad oggi 131 unità nel carcere con un deficit di 102 unità. Il decreto ministeriale del 2001 in materia, infatti, prevede duecentotrentatré unità attive nella Casa di Reclusione di Ranza. In particolare mancano dodici ispettori, undici sovrintendenti e trentasei agenti ed assistenti. Ciò determina un ricorso obbligatorio alle ore di lavoro straordinario, che mediamente significano sei giorni di lavoro in più al mese per ciascuna unità.
Inoltre, il sovraccarico di lavoro e la responsabilità sono diventati intollerabili per la Polizia Penitenziaria di Ranza, che mette a rischio la propria incolumità fisica. E' di non molti mesi fa l'episodio di una grave aggressione da parte di un detenuto che ha mandato a lungo in ospedale un agente penitenziario. Questi sono fatti gravi, che generano insicurezza, difficoltà a svolgere il proprio lavoro, difficoltà ad attivare molte attività... Su tutto questo si è attivato da tempo il Sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, molti altri enti locali, oltre che gli Onorevoli Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni.
Terzo punto: a Ranza manca una dirigenza stabile. L'attuale Dirigente è impegnato nella conduzione di un altro istituto in una regione lontana dalla nostra e questo genera per forza problemi. Inoltre, manca proprio l'assegnazione di un Dirigente alla guida dell'istituto in pianta stabile.
Il quarto punto sta nei fattori di insicurezza percepita dalla popolazione sangimignanese e in particolare da chi abita vicino al carcere. Anche questo è un aspetto da tenere in considerazione.
Il quinto punto riguarda, invece, la Casa Circondariale di Siena. Anche qui si registra una carenza di organico, pari a diciotto unità, di cui dieci agenti o assistenti. Il sovraffollamento a Siena è calcolato in circa trenta detenuti. Quello che però più preoccupa è di ordine igienico-sanitario. La struttura penitenziaria è infatti fatiscente, invivibile sotto l'aspetto igienico-sanitario. Inoltre, la collocazione nel centro storico non aiuta né la possibilità di intervenire in modo determinante sulla struttura, né nel contemperare la sicurezza con un contesto esterno improntato principalmente al turismo. Su questo bisogna fare qualcosa.
Il sesto punto che voglio portare alla vostra attenzione riguarda l'impossibilità, in queste condizioni, di procedere spesso alle attività, in particolare di mantenere viva e implementare quella rete di relazioni con associazioni importanti nel tessuto del nostro territorio. Ci sono tante associazioni ed enti che si impegnano nel creare un ponte solido tra il carcere e la società, che riescono ad incidere in modo determinante sul reinserimento. Sostenerle e rendere il carcere un luogo sicuro per chi va ad operarci è un obiettivo primario.
Un altro aspetto, il settimo a questo punto, è che il Governo non ha dato risposte circostanziate e precise a precise e circostanziate domande degli enti locali e dei nostri Parlamentari. Spero che anche da parte delle opposizioni di questo Consiglio ci sia la volontà di portare questa questione all'attenzione. Spero che su questo tema riusciremo a fare un lavoro insieme, visto che stiamo parlando di questioni così vive ed importanti per i nostri territori.
Dobbiamo considerare il carcere come un luogo strategico e complementare della società. Per fare questo, serve la volontà di investire e di prestare attenzione a tutto quello che accade.
Vi ringrazio per l'attenzione.

lunedì 25 gennaio 2010

lunedì 2 novembre 2009




"Non c’è bisogno di inventarsi una nuova generazione. Bisogna aprirle la strada"
(Pier Luigi Bersani)

giovedì 22 ottobre 2009

lunedì 19 ottobre 2009

martedì 13 ottobre 2009

Noi.