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giovedì 22 ottobre 2009
lunedì 8 settembre 2008
sabato 30 agosto 2008
E il Panda emiliano inzucchera il sogno americano
Qual è il sogno che può tenere buona buona una persona per tutta la vita, senza che pretenda di migliorarsi o di ribellarsi? Il sogno è quello di poter cambiare da un momento all'altro, con facilità e casualità, la propria condizione, senza bisogno di preparazione o sacrificio, ma così: d'un tratto. Un po' come funziona con i giochi televisivi (Grande Fratello, Chi vuol essere milionario, etc.) dove in un attimo cambia la vita e arrivano soldi e fama. E' quell'idea di discontinuità, di cui parlo spesso, seppure in altri contesti, che caratterizza l'esistenza di moltissime persone: non c'è un'idea di continuità nella crescita personale (e men che meno collettiva), dove vi sono diversi gradini che si superano col sacrificio (ad esempio lo studio, o l'applicazione sul lavoro), anzi il sacrificio è visto come un disvalore. Perché? Perché basta un attimo e qualcuno o qualcosa può farti cambiare la vita totalmente e perché, alla fin fine, non è detto che il sacrificio produca per forza la realizzazione del proprio obiettivo. Quindi: meglio vivere in tranquillità, senza offendere o deludere il sistema sopra la propria testa, e aspettare la chiamata. Perché, infine, ciascuno può, senza alcun ingrediente segreto, diventare il cult del momento.
Questo, in sintesi, il messaggio degenere di "Kung Fu Panda" che, inzuccherando bene bene la storia di episodi visti e rivisti nella storia dei cartoni animati, racconta una storia scontatissima (qualsiasi persona può immaginarsi tutta la trama dopo cinque minuti di film) e banale. Il Panda lavora in una spaghetteria e proprio non gli va: vorrebbe fare Kung Fu e diventare il "Guerriero Dragone", il più forte di tutti, insomma... Ma per raggiungere questo obiettivo non deve provare a studiare Kung Fu: gli basterà piombare nel bel mezzo della cerimonia per caso. Ed ecco fatto. Guerriero Dragone per arginare il cattivissimo (che si era ribellato al sistema retto da una tartaruga rincoglionita e una specie di topo con i sensi di colpa) di turno. Che significa che vi siano cinque guerrieri che si allenano tutto il giorno da anni ed anni??? Niente. E' destino che sia il Panda a salvare il mondo... Evitandovi le scontatissime vicissitudini (la tartaruga muore, il padre sarà la svolta della storia, etc.), sappiate solo quanto segue. Il cattivissimo guerriero evade, grazie soltanto ad una piuma, da un carcere scavato in una montagna, in cui è l'unico prigioniero. Le misure di sicurezza sono incredibili: 1000 rinoceronti agguerriti, cariche di dinamite, frecce e freccione, grate, massi... Lui riesce (in una bella scena) ad evadere. Però poi non riesce contro il nostro Panda-ciccione che respinge i colpi dell'avversario con la pancia... Come è possibile? Ah, dimenticavo, il Panda si allena grazie alla sua passione per il cibo. Ultima: il Panda ha uno smaccato accento emiliano... Spero sia voluto...
Insomma: se avete una figlia che fa danza, ditele di smettere subito. A che serve andare tutti i pomeriggi a fare danza, spendendo l'ira di Dio, quando poi, magari, tra qualche anno o qualche mese, vince il provino ad Amici? Più semplice.
Uniche note positive la grafica di alcune scene, il sogno in apertura e parzialmente il finale simpatico... timidamente simpatico...
lunedì 7 luglio 2008
Rocky Horror Picture Show: mi è piaciuto molto
Non sognatelo, siatelo.
(Dr. Frank N Furter da Don't dream it)
Oggi si parla molto di problemi legati alla "moralità pubblica" e all'esibizionismo o all'essenza del mondo omosessuale o transessuale. Questo film, ormai di molti anni fa, scardina molti pregiudizi con l'ironia e la forza della musica.
Premettendo che sono un amante dei musical (Cats, Jeus Christ Superstar...), questo musical lancia forte un messaggio antiborghese che, anche letto al di fuori del contesto storico (che ne giustifica le forti provocazioni), ci può essere utile per leggere alla luce dei nostri giorni concetti come libertà, possibilità, individuo, società...
Il proprietario del castello, nella sua fantastica esuberanza e nel nome della propria libertà, diviene un individuo. Ed è questo uno dei problemi (e forse degli abbagli) di quegli anni anticonformisti: l'individuo si erge partendo dalla comunità.
La coppia che giunge al castello scoprirà, invece, un mondo parallelo, con una maieutica esilarante nelle due scene parallele (nei rispettivi letti). E alla fine la fantastica Sarandon porterà all'ennesima potenza la provocazione antiborghese col pezzo che qui vi propongo assieme al pezzo iniziale, proprio per farvi vivere il contrasto fortissimo del film e della nostra società di allora.
Credo che la visione di questo film sia educativa anche per capire come su certi aspetti siamo tornati indietro. Su come troppo spesso si confonda ciò che non si condivide con ciò che non deve essere espresso. Un po' come la storia delle unioni di fatto tra omosessuali: il fatto che io non lo farei mai o che a me non piaccia, non significa affatto che io abbia il diritto di vietarlo ad altri.
Musicalmente si toccano picchi altissimi, anche se il film può risultare a tratti piu' lento della nostra cultura mordi-fuggi-youtube. Superlativi gli interpreti, in particolare la Sarandon, Curry e O'Brien.
Raccontare per smascherare...
Scusate questo breve commento un po' criptico e non esauriente, ma credo di aver comunicato qualcosa che mi ha colpito del musical senza svelarvi troppo la trama e, soprattutto, senza offrirvi inutili chiavi di lettura totalizzanti. I simboli e i rimandi sono molti... Ciascuno scopra o trovi i suoi.
[Votando per Jhon Kerry contro George Bush]
Noi abbiamo la possibilità di toglierci dai piedi il presidente che forse ha ucciso più persone di tutti gli altri presidenti degli Stati Uniti messi insieme.
Susan Sarandon
martedì 29 aprile 2008
Il Bollo...
E secondo voi il "bollo" quanti altri voti ha spostato?
Si parla di:
Humor,
Partito Democratico,
Video
giovedì 17 aprile 2008
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