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sabato 2 febbraio 2008

Curzio Maltese sulla caduta del Governo e la Chiesa

Curzio Maltese sta svolgendo un'interessante inchiesta su Repubblica (www.repubblica.it) riguardo la Chiesa e il suo patrimonio e la sua attività temporale. Vi riporto qui sotto un suo editoriale (al di fuori dell'inchiesta) apparso sul Venerdì. E faccio una considerazione rapida... Parlare della Chiesa e del Vaticano in quanto fatto temporale, analizzandone attività, affari, iniziative nel bene o nel male, rappresenta esercizio positivo e intellettualmente naturale. Mi spiego meglio. Molto spesso c'è una sorta di difficoltà o di diffidenza a parlare di questi argomenti, perché sembra che, qualunque cosa si dica, ci sia sotto sotto l'anticlericalismo. Invece non è affatto così. Anche un credente cattolico (anzi forse a maggior ragione un credente cattolico) può essere interessato all'attività temporale della chiesa della quale è fedele, così come un non-credente può interessarsi di questi aspetti senza mettere in dubbio il rispetto per la fede cattolica. E' un po' come si trovasse difficoltà a parlare della vergogna della caccia alle streghe o delle Crociate; sono aspetti che vengono analizzati nella loro concrezione storico-sociale e politica, al di là dell'approccio fideistico alla Verità o, viceversa, dell'ateismo che esclude l'esistenza di qualsivoglia entità divina. Poi ognuno può trarre le conclusioni. Però bisogna parlarne. Vi riporto, insomma, questo articolo di Curzio Maltese, che è interessante come chiave di lettura, per quanto a mio parere non vi sia solo questo dietro la debacle del Governo Prodi.
"La vera spallata a Prodi alla fine l'ha data il Vaticano. Era chiaro da tempo che le gerarchie ecclesiastiche erano scese in campo direttamente contro il centrosinistra e per favorire il ritorno di Berlusconi, elargitore di mille favori alla Chiesa durante il suo quinquennio a Palazzo Chigi. La Chiesa ha agito alla vigilia della crisi come una qualsiasi lobby politica, sia pure extraparlamentare, addirittura extraterritoriale, e con un'intelligenza politica superiore a quella dei partiti in circolazione. La spallata della Chiesa al centrosinistra era partita da lontano. Non c'è stata settimana, dalla primavera del 2006, in cui il papa o i vescovi non siano entrati in polemica, più o meno diretta, con l'azione del governo.
Ma nell'ultima settimana si è consumato uno spettacolare attacco su più fronti. Ha cominciato Benedetto XVI, in qualità di vescovo della capitale, con l'attacco al Veltroni sindaco sul "degrado di Roma". Ora, è chiaro che l'uno è "anche" papa e l'altro è, guarda caso, leader del Pd. Quanto alla predica del papa sui mali di Roma, dagli "affitti troppo alti" allo scarso attivismo dell'amministrazione locale, bisognerebbe aprire un lungo capitolo. L'Apsa, che gestisce le proprietà ecclesiastiche, è il primo immobiliarista della capitale, con il 22 per cento del patrimonio totale della città: non può fare nulla per calmierare gli affittti? La Chiesa è il primo evasore (legalizzato) delle tasse romane, con l'esenzione dall'Ici, così come è il primo beneficiario delle onerose convenzioni private su sanità e scuola. L'elenco dei favori che la città di Roma paga alla Chiesa è infinito, dalle forniture d'acqua ai pass delle automobili per il centro.
Era ben studiato il pretesto della mancata visita alla Sapienza, dove si capiva benissimo che alla Chiesa non interessava la questione in sé ma lo sfruttamento del caso. La polemica sulla sicurezza non garantita era strumentale. I predecessori di Benedetto XVI sono andati in visita pastorale in Paesi del Terzo mpndo ed hanno incontrato folle di milioni di persone, e questo papa ha paura di entrare nell'Universita di Roma? Bisognava trovare il modo di organizzare una manifestazione contro il governo a san Pietro, senza dire che si trattava di politica. Così è andata, e nella folla di san Pietro c'era in prima fila Clemente Mastella, il quale proprio in quell'occasione, per sua ammissione, decide l'uscita dalla maggioranza e la comunica subito non a Prodi ma al cardinal Bertone, segretario di Stato vaticano.
Nello sfascio della politica, la Chiesa ha deciso di scendere in campo, alla riconquista di un ruolo centrale perso dal tramonto della Dc. I leader del centrosinistra dovrebbero almeno prenderne atto e studiare qualche contromossa, che non sia il solito inginocchiarsi nella vana speranza di ammansire i vescovi".
Curzio Maltese
Il Venerdì-1/2/08

martedì 15 gennaio 2008

Zie Line di tutto il mondo unitevi!

"Libero", quotidiano della destra italiana, titola a tutta pagina: "Maledetto XVI". L'argomento della visita di Benedetto XVI all'università romana è pasto sopraffino per gli intellettuali di destra del bel paese. Tanto da sfoderare i due più sommi pensatori: Marcello Veneziani ed Antonio Socci, mentre il nostro Vittorio Feltri riflette con strana lucidità sulla questione del fair play e del saluto a fine partita. Ah, il titolo di fondo sragiona su Scalfari che rivela come accanto al bambin Gesù ci sia stata una mucca e non un bue... Alcune riflessioni a margine:

1) BarbaraMente; Marcello Veneziani apre la sua filippica con un vocativo forte: "Voi non sapete, barbari studenti e più barbari docenti, chi state cacciando dall'Università... insieme al Papa... Voi state cacciando i tre quarti e forse più della cultura occidentale, filosofia e anche scienza, letteratura e arte, assistenza e medicina, carità e opere pie". Sublime, senza considerare poi i varii Manzoni, Pascal, Alberto Magno, Sant'Agostino... E fors'anche Marcello Veneziani...

2) Zia Lina; così ho voluto aprire il post; si, perché credo che le Zie Line d'Italia possano unirsi e querelare l'impostazione intellettualistico-divininatoria del Veneziani... Per me, detto per inciso, ma penso sia semplice intuirlo, il Papa, se invitato, può parlare, esprimersi, far ciò che vuole come qualsiasi essere umano... Certo, poi bisogna analizzare con attenzione i rapporti tra stato e chiesa, vedere quanto il Papa sia in veste di intellettuale, professore, capo di un'istituzione religiosa globale, monarca assoluto e perpetuum di uno stato, etc. Però, in definitiva, mi fa piacere che vi sia il confronto e mi interesserà domani leggere i giornali e capire cosa abbia detto... Però questa mia impostazione è "degna di Zia Lina". Perché, scrive Veneziani, "Non si tratta semplicmeente di garantire a tutti il diritto di parole ..., rispolverando l'ovvietà di difendere Ratzinger con Voltaire; certo, sarebbe già tanto se almeno questa considerazione degna di Zia Lina fosse accolta, ma in questo caso c'è molto di più... si tratta di un vero professore e di un testimone di una cultura che puoi contestare fino alle radici, ma che costituisce il terreno su cui noi stesso pensiamo e viviamo, anticlericali inclusi" (perché, in fondo in fondo, analizzare o riflettere al di fuori dei canoni su ciò che si dice al Vaticano è un po' anticlericale per certa -questa- destra). E Asor Rosa, che pure al sottoscritto non entusiasmò, "in quale cesso dovrebbe esere chiuso ... con i suoi libri?". Veneziani me lo immagino col sorrisino compiaciuto mentre scrive una frase del genere, degna della propagandi d'altri tempi andati... E invece al nostro "piace leggere Marx e perfino Asor Rosa"... Veneziani legge Marx? Sospiro.

3) Barbari, coatti di curva e burini del degrado urbano!; Così Veneziani definisce chi contesterà la visita del Papa; certo, io non sono lì a contestarlo, ma insomma... Per me uno che scrive queste cose s'abbassa di certo al livello, e forse sotto; ecco lo stralcio: "Ma non vi rendete conto, professorini che un tempo ivettaste pure con il partito armato, di quanto diventa ridicola la presunzione di giudicare dalla vostra nanocultura, cattedrali di pensieri...? I legititmi allieivi di questi professorini faziosi ...; siete pari ai coatti della curva sud e ai burini del degrado urbano. Siete barbari come loro, rozzi e arroganti nella vostra ignoranza... Disertate l'università, fatevi le canne e sparatevi di alcol". E, prima di queste frasi, Veneziani aveva scritto anche cinque righe degne di logica consequenziale...! Ce lo vedo proprio, in preda a profonda frustrazione per aver scritto qualcosa di sensato e condivisibile, pronto a vendicarsi sulle masse di studenti nulla-facenti (o presunti tali);

4) Veneziani si consola così... E cosa può consolare il nostro povero Veneziani, unico paladino della millenaria cultura cristiana in questa insolente Italia? Lo consola che "Mussi e Veltroni" vedano oscurata la loro occasione di show politico (che profondità agostiniana) e che anche lui è stato oggetto di censura! Si, oh povero paladino della cultura Vera, della scienza Vera... Veneziani messo in croce insieme ai pochissimi paladini della Vera storia: il Papa e Giovanni Gentile, "filosofo che giganteggia nel Novecento europeo".

5) Socci amari: E Socci? Quale tesi potrà portare avanti per risolvere il "mistero della fede" di uno che sa le cose ma non può metterle sinceramente in fila? Semplice: sono i comunisti (progressisti) che attaccano un discorso fatto "dai loro maestri comunisti" e che il buon Papa aveva ripreso per dovere intellettuale; ma è tutto, in fondo, un regolamento di conti interno alla sinistra (vi ricordate questa frase?)... Si, è così! Insomma, la frase che riporto in fondo e che l'allora cardinale Ratzinger pronunciò anni fa è in realtà farina del sacco di Feyerabend, "anarchico" e "maestro comunista"... Tant'è che il misterioso titolo in prima pagina (che mi ha spinto a buttare via un euro-però mi son divertito tantissimo! Vi consiglio di comprare Libero ogni tanto!) "A processare Galileo è stato un anarchico ateo" si disvela nelle pieghe di un articolo che qui non posso sintetizzarvi... Insomma, per farla breve: sappiamo che le teorie galileiane e copernicane nella loro concretezza scientifica (ma quando parliamo di Galileo parliamo soprattutto di metodo e di un simbolo...) sono state sconfessate in parte dal progresso scientifico, cosa che è stata ripresa da molti intellettuali e scienziati nel novecento (Socci cita appunto Feyerabend, Hannah Arendt, Ernst Bloch), quindi, per Socci, significa che di fatto tutta la vicenda si può ridurre ad una specie di regolamento dei conti interno alla sinistra (vi ricorda qualcosa questa frase?). Ratzinger, dice di più, è "l'ultimo a poter essere accusato oggi" sul processo a Galilei, anzi è stato Feyerabend a riabilitare quel processo, tenuto peraltro da quel "grande uomo di cultura" che "aveva le sue ragioni", ossia il cardinale Bellarmino. Ratzinger non fece altro che riportare questa posizione "anarchica"... Insomma, per non annoiare oltremodo, Socci ritiene che anche il "nichilismo" denunciato dalla Arendt sotto sotto si possa risolvere con l'abbattimento del realtivismo magari in un nuovo medioevo... (Forse qui ho esagerato!). Socci insomma sfodera (fin dal titolo interno: "Per attaccare il Papa i baroni rossi rinnegano Marx"; ma che c'entra Marx???) una sequela di intellettualismi sconnessi mettendo insieme: Marx, progressisti, comunisti, Bloch, Voltaire, Arendt, Feyerabend, Galilei... Così da poter acquietare la propria inquieta anima intellettuale risolvendo l'enigma: "I docenti progressisti sono i veri dogmatici: attaccano l'oscurantismo del Papa e contraddiconono i loro stessi riferimenti. E così finiscono per dare ragione a Benedetto". Come? Ma se Benedetto non ha altro fatto se non riportare una posizione altrui, senza peraltro essere d'accordo, come si può a lui dare ragione? Mah... Mistero della Fede... Anzi, Mistero dell'Infedele...
Io, in definitiva, vi lascio con la frase pronunciata dall'allora Cardinale, fate le vostre considerazioni:
"All'epoca di Galileo, la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dotrina di Galilei. Il suo processo contro Galilei era razionale e giusto, mentre la sua attuale revisione si può giustificare solo con motivi di opporunità politica".
Cardinale Ratzinger, Parma, 15 marzo 1990

lunedì 5 novembre 2007

Terrorismo... due riflessioni

"Dobbiamo considerare il terrorismo come una forma di azione non solo politica ma anche simbolica. Il terrorismo è un tipo particolare di performance politica. Esso sparge sangue – letteralmente e figurativamente – facendo uso dei fluidi vitali sue vittime per gettare un impressionante ed atroce schizzo sulle tele della vita sociale. Non mira solo ad uccidere ma nell'uccisione, e attraverso essa, mira a esprimersi in modo drammatico. Nei termini di Austin [1962], il terrorismo è una forza illocutiva che mira ad ottenere un effetto perlocutivo. (cap. IV, p. 198)
Con l'avvio dell'«età del terrore» [Talbot e Chanda 2002], il potere di iniziare la fase più nuova del ciclo contrappuntistico si è spostato da Occidente a Oriente. Ma la messa in scena non è mutata. Il terrorismo islamico è un'espressione drammatica, la reazione occidentale ad esso un drammatico fraintendimento. Queste sceneggiature, islamica e occidentale, alimentano sequenze iterative di performance scorrette. A meno che il ciclo non venga interrotto, esso metterà a repentaglio le prospettive di stabilità sociale e comprensione internazionale e, per molte sfortunate persone, lo stesso diritto alla vita. (cap. IV, p. 219) "
Jeffrey Alexander, La costruzione del male. Dall'Olocausto all'11 settembre, traduzione di Marco Solaroli, il Mulino, 2006

venerdì 31 agosto 2007

Un appello dai valdesi... che riceviamo e pubblichiamo!

Il Sinodo della Chiesa evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e valdesi)
CONSIDERATA
la condizione di discriminazione sociale e legislativa in cui versano molte persone omosessuali nel nostro paese che, limitando oggettivamente il loro diritto ad avere una affettività serena e responsabile, le rende oggetto di violenza fisica e psicologica;
la situazione, lesiva per i fondamentali diritti umani, a cui sono sottoposti milioni di omosessuali nel resto del mondo là dove le persone omosessuali sono esposte a persecuzioni nell'indifferenza quasi assoluta dei governi occidentali, disinteressati anche alla problematica della concessione del diritto d'asilo a coloro che sono soggetti, nel proprio paese d'origine, a minacce, pene corporali e sovente anche a pena capitale per il loro diverso orientamento affettivo;
ESPRIME
la propria solidarietà alle persone omosessuali oggetto di discriminazioni e persecuzioni;
la propria preoccupazione per il repentino aumento degli episodi di omofobia sociale e fisica in Italia;
la propria condanna ferma ed assoluta verso le persecuzioni e le condanne capitali emesse in molti paesi nei confronti di persone omosessuali;
INVITA
in vista dell'Assemblea-Sinodo BMV di Novembre 2007, le chiese ad appoggiare organizzazioni, gruppi e iniziative tese a sensibilizzare l'opinione contro il pericolo strisciante dell'omofobia e coloro che si impegnano per salvare dal boia migliaia di persone condannate ingiustamente a causa del loro diverso orientamento affettivo;
le chiese a sostenere le veglie ecumeniche di preghiera contro l'omofobia che, nell'ultimo anno, si sono susseguite in varie città d'Italia, specialmente il 28 giugno (giornata internazionale di festa del movimento di liberazione omosessuale) con l'appoggio trainante di alcune nostre comunità locali.

giovedì 17 maggio 2007

Laicità... Poesia... Pensieri...

IL TESTAMENTO DI TITO


Tito: "Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse venute dall'est dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome: ma forse era stanco, forse troppo occupato, e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano, davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone: quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Quanto a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste. Facile per noi ladroni entrare nei templi che riguargitan salmi di schiavi e dei loro padroni senza finire legati agli altari sgozzati come animali. Senza finire legati agli altari sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare e forse io l'ho rispettato vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato: ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l'ami così sarai uomo di fede: Poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore: ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare se del cielo vuoi essere degno. Guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno: guardate la fine di quel nazzareno e un ladro non muore di meno. Guardate la fine di quel nazzareno e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino, e scordano sempre il perdono: ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri non desiderarne la sposa. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa: nei letti degli altri già caldi d'amore non ho provato dolore. L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti: io nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore".


LAUDATE HOMINEM


Laudate dominum Laudate dominum
"Il potere che cercava il nostro umore mentre uccideva nel nome d'un dio, nel nome d'un dio uccideva un uomo: nel nome di quel dio si assolse. Poi, poi chiamò dio poi chiamo dio poi chiamò dio quell'uomo e nel suo nome nuovo nome altri uomini, altri, altri uomini uccise ". Non voglio pensarti figlio di Dio ma figlio dell'uomo, fratello anche mio. Laudate dominum Laudate dominum Ancora una volta abbracciamo la fede che insegna ad avere ad avere il diritto al perdono, perdono sul male commesso nel nome d'un dio che il male non volle, il male non volle, finché restò uomo uomo. Non posso pensarti figlio di Dio ma figlio dell'uomo, fratello anche mio. Qualcuno qualcuno tentò di imitarlo se non ci riuscì fu scusato anche lui perdonato perché non s'imita imita un dio, un dio va temuto e lodato lodato... Laudate hominem No, non devo pensarti figlio di Dio ma figlio dell'uomo, fratello anche mio. Ma figlio dell'uomo, fratello anche mio. Laudate hominem.

lunedì 7 maggio 2007

A proposito di D.i.c.o. ...

26 Novembre 1482
Genova
Presso l'Archivio di Stato di Genova sono state scoperti sei o sette documenti (per ora) che riportano solenni cerimonie in cui si nota una straordinaria modernità in tema di diritto civile.
In uno di questi documenti, Francesco De Barlis, maestro di grammatica, e Giorgio Ardizzone, un fabbricante di carta, promettono davanti al notaio Andrea De Cairo (notaio cancelliere della Curia) di vivere insieme "come fratelli in eterno". Nel documento si attua la comunione dei beni per quanto posseduto al momento dell'accordo e per quanto successivamente guadagnato dai due "dall'arte e dall'industria". La stipula di tale contratto aveva una grande solennità, contando su cinque testimoni e concludendosi con lo scambio del "bacio della pace".

mercoledì 21 marzo 2007

Guardare all'essenza

Gli oggetti non hanno anima, nemmeno gli ambienti e le strade, i ricordi e i sentimenti. Eppure solitamente è un piacere illudersi che tutto abbia un'anima, o ancora di più un Senso. E' per questo che le religioni monoteiste, supreme dispensatrici di senso (un senso unico ed onnicomprensivo) da secoli fanno proseliti. Ma non sarebbe l'ora di lasciare più spazio alla ragione, che eviterebbe tante "inutili stragi" o discriminazioni?

mercoledì 21 febbraio 2007

Oggi su "L'Unità"

"La libertà di ricerca scientifica è obiettivo irrinunciabile di uno stato di diritto democratico e laico. In Italia purtroppo tale libertà viene costantemente violata e condizionata attraverso leggi e scelte politiche ispirate da pregiudizi ideologici e dogmi religiosi".
Margherita Hack
Ecco una citazione che sicuramente dovremo tenere presente nell'evoluzione delle forze riformiste italiane... Spero che anche gli "amici" saranno d'accordo... Comunque noi tiriamo avanti senza farci problemi!

sabato 17 febbraio 2007

L'ultima della settimana in materia di libertà religiosa...

In materia di libertà religiosa,
il 17 febbraio 1600 veniva bruciato sul rogo
Giordano Bruno.


Siccome abbiamo recentemente parlato di Galilei, mi sembrava giusto ricordare un altro martire della controriforma cattolica... Ricordarsi di queste cose, soprattutto in queste settimane, mi sembra importante...

Raccontava un cronista dell'epoca:
«Giovedì mattina in Campo di Fiore fu abbruggiato , vivo quello scelerato frate domenichino da Nola, di che si scrisse con le passate: heretico ostinatissimo, et havendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede, et in particolare contro la Santissima Vergine et Santi, volse ostinatamente morir in quelli lo scelerato; et diceva che moriva martire et volentieri, et che se ne sarebbe la sua anima ascesa con quel fumo in paradiso. Ma hora egli se ne avede se diceva la verità. [...]. Moriva martire et volentieri.»

"Chi aumenta sapienza, aumenta dolore". (da De gli eroici furori)

giovedì 15 febbraio 2007

Se si può aver detto qualcosa di più sensato 400 anni fa rispetto ad oggi...

«"[...] nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalla autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie".

Il 15 febbraio 1564 nasceva a Pisa Galileo Galilei, che, tra le tante cose, ci ha lasciato un insegnamento validissimo anche oggi.

Scienza e fede non interferiscono, ma agiscono su due piani separati: l'una dal punto di vista fisico e con finalità pratiche e sensibili, l'altra sul piano metafisico e con finalità intime e religiose...

Il 22 giugno 1633 Galileo fu riconosciuto colpevole di "aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch'il Sole [...] non si muova da oriente ad occidente, e che la Terra si muova e non sia centro del mondo".

La pena inflitta a Galileo fu: "acciocché questo tuo grave e pernicioso errore e transgressione non resti del tutto impunito, e sii più cauto nell'avvenire e essempio all'altri che si astenghino da simili delitti.
Ordiniamo che per publico editto sia proibito il libro de' Dialoghi di Galileo Galilei.
Ti condaniamo al carcere formale in questo S.o Off.o ad arbitrio nostro;
e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitenziali:
riservando a noi facoltà di moderare, mutare o levar in tutto o parte, le sodette pene e penitenze".

La sua opera rimase all'indice fino al 1823...
Comunque, nonostante l'immutabilità divina delle decisioni, Galileo è stato riabilitato nel 1992.
Due anni prima (1990), Joseph Ratzinger (poi eletto papa...) dichiarò: «La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione.»

mercoledì 14 febbraio 2007

Ancora in materia di libertà religiosa...


San Valentino, prima di essere il simbolo di una delle tante tappe consumistiche dell'anno (cui ben volentieri si è piegato il calendario religioso), è stato il primo ad unire in matrimonio una cristiana ed un pagano (vedi immagine). Serapia, la cristiana, fu sposata da Valentino con Sabino, un centurione romano, nonostante l'opposizione della famiglia di lei.
Ed oggi ci si scandalizza per le unioni miste...
E' proprio vero che le contingenze storiche sanno interpretare liberamente ogni cosa...

martedì 13 febbraio 2007

In materia di libertà religiosa...

Par condicio per i pagani...

Oggi è il primo giorno delle Parentalia, la festa pagana dedicata agli Dei Parentes, ossia agli antenati. Il giorno della festività era il 21 febbraio.

Si credeva che in questo giorno le anime degli antenati potessero girovagare tra i vivi...

Visto che prima dell'avvento del Cristianesimo la larghissima maggioranza della gente ci credeva, proviamo a tenere gli occhi aperti il 21 febbraio. Oppure una religione è tanto vera quanti sono quelli che ci credono?