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domenica 5 settembre 2010

La Pievina: un tempio della buona cucina


Nome: Osteria "La Pievina"
Tipologia: Cucina Toscana
Commento: Premetto che, riprendendo la recensione dei ristoranti, mi sono imposto di stare nelle quindici/venti righe. E non è facile elaborare un commento breve e compiuto di una delle più felici esperienze culinarie che possano capitare. Vivere un ristorante significa mettere insieme non solo la qualità delle portate, ma immergersi in un insieme fatto dal servizio, dai profumi, dalle parole, dal contesto, dall'ambiente, dall'apparecchiatura, dalla capacità di elaborazione dei piatti e tante altre cose... Un'esperienza, insomma, che acquista valore in quanto riesce ad investire tutti i sensi che abbiamo a disposizione. Alla "Pievina" di sicuro si riesce a contemperare bene i diversi aspetti di una esperienza culinaria ai massimi livelli. Si entra in un'alcova del gusto che fin dal primo passo si preannuncia coinvolgente. I proprietari ti accolgono come entrassi nella loro casa, con il giusto mix di disponibilità alla conversazione e riservatezza, con l'attenzione ai momenti, agli attimi, ai contesti. Come scrivono sul loro sito, il loro ristorante è come un teatro, il teatro che è la più bella espressione contingente dell'umano. I piatti arrivano con il giusto ritmo e improvvisano di volta in volta un gusto che riesce spesso ad agganciare, per chi è cresciuto nella cucina toscana casalinga, un ricordo o un'impressione. Come il sugo con le 'arselle' che a me ha ricordato prepotentemente i crostini e la pasta fatte da mia bisnonna con cura negli anni passati. L'accoglienza sta infatti in ben dieci antipasti, un contrappunto di buona cucina. Si inseguono poi primi, secondi e i dolci, teglioni e torte portate sul tavolo a disposizione del cliente. Da annotare sicuramente l'amaro senza alcol e senza zucchero, una vera chicca che aiuta senz'altro tra una portata e l'altra. Troppo sarebbe da raccontare e di sicuro ci saranno altre occasioni, posso solo invitarvi ad andare a fare visita ai nostri della Pievina e consegnarvi un ritorno a casa molto sazio...
Cibi consigliati: il tour tra dieci antipasti (ho provato quelli di pesce...), i dolci...
Servizio: Servizio attento, cortese, casalingo, cordiale e disponibile; una delle migliori riuscite della formula informale eppure estremamente puntuale;
Ambiente: Un ambiente, come amabilmente ci ha raccontato la proprietaria, che varia da stagione a stagione... Una vera chicca piena di estate in queste settimane, in cui ogni particolare è curato e, nonostante sia pieno pieno di oggetti, gingilli, trine e cartelli, non risulta affatto pacchiano. Naturalmente immerso nei paesaggi intorno Asciano.
Qualità/prezzo: Ottimo anche il rapporto qualità-prezzo: con 50€ potete considerarvi ultra sazi di buonissima cucina.
Info: Ristorante Osteria la Pievina - Località Pievina - 53041 Asciano (Siena)
Telefono: 0577.718368; 0577.718093
E-mail:osterialapievina@gmail.com
Sito (sul sito trovate anche alcune ricette...)
Valutazione: Ottimo.

mercoledì 23 luglio 2008

Una terribile esperienza gastronomica: "da Michele" a Radda in Chianti

Nome: "Da Michele"-pizzeria spaghetteria
Tipologia: Pizzeria e cucina toscana
Commento: Disastroso. Soldi gettati al vento. In generale, mi dispiace parlare male di un ristorante che comunque è sempre fatto da gente che lavora... Ma in questo caso non posso far altro, perlomeno per onestà intellettuale, che SCONSIGLIARVI VIVAMENTE QUESTO RISTORANTE. Una vera vergogna, tanto più in un gioello di paese come Radda in Chianti...
Un breve sunto del perché conviene NON METTERE PIEDE in questo ristorante:
Arrivo sul tardi, dopo uno spettacolo (bellissimo), e chiedo di poter mangiare (ore 23.45 circa). Comprensibile sarebbe stato un diniego, invece il cameriere, molto scocciato, concede la cena. Quando poi, poco dopo, ho scoperto che avevano un tavolo per dieci prenotato veramente non mi sono spiegato tanta fatica a dare un tavolino...
Il tavolo viene apparecchiato sommariamente. Giungono i menù. Cortesemente chiedo cosa convenga prendere vista l'ora (ancora non sapevo del gruppo che aveva prenotato...). Il cameriere risponde, ancora scocciato, che a quell'ora solo la pizza. Va bene. Per correttezza doveva dirlo prima, comunque ci può stare, visto che la cucina è chiusa.
Tempo zero, il cameriere torna chiedendo l'ordinazione. Comprendo la fretta... Chiedo se è possibile avere qualcosa di freddo come antipasto, nell'attesa. La risposta è negativa. Nemmeno mozzarella, pomodoro, popone, prosciutto, crostini? No. Niet. Così pizza. Direttamente. Siamo in due: calzone con mozzarella, cotto e porcini (porcini???) freschi (freschi???) e una pizza bianca con pomodorini. Si chiede se su quest'ultima è possibile aggiungere rucola e crudo. No: il crudo non c'è. L'ha detto che la cucina è chiusa. Mah.
Il cameriere volta i tacchi e io "e da bere...". E lui: "ah, già". No comment. Coca e acqua frizzante.
Vedo che prontamente sul lato pizzeria infornano due pizze. Plaudo alla celerità, salvo poi scoprire che quelle prime pizze sono per il personale e che le mie andranno in produzione solo dopo la loro cottura.
Dopo lunga attesa, mentre arriva il gruppo di cui ho detto, arrivano le pizze. Nel calzone c'è anche il mascarpone: 95% mascarpone e mozzarella. Il restante 5% se lo contendono stancamente prosciutto cotto (tutto posto lungo la chiusura della pasta) e questi funghetti che fingono di essere buoni porcini e o sono cattivi porcini, o forse nemmeno lo sono... Stucchevole (considerate che non l'ho finito! Io che a mezzanotte non finisco un calzone...!).
Arriva anche la bianca e, sorpresa, ci sono anche le olive nere. "Ma anche le olive?", "si deve rifare", "no... è che..." il cameriere gira i tacchi. Della serie: ora te la mangi. Pizza poco buona.
Non vi racconto altro delle ridicole scene cui mi tocca assistere...
Intanto il gruppo di cui sopra si lamenta del fatto che non vi siano antipasti. E soprattutto qualcuno non può mangiare la pizza. Insomma: morale della favola a quel tavolo arrivano una tagliata di manzo e una bistecca!!! Ma come? Dunque, praticando resistenza non violenta, potevo anche io ottenere della carne??? Vergognoso. Non mi lamento perché ci sono cose più brutte nella vita.
Alla fine (mentre il cameriere non si è degnato nemmeno di riprendersi i menù), chiedo il conto. Arriva la signora con il prezzo. Allora: due pizze, una coca e un'acqua (niente caffé, niente amari, niente antipasti... niente!). € 28!!!
Alla signora che ha portato il conto dico soltanto, con gentilezza: "comunque tutto molto pessimo, in particolare le pizze e il servizio". La signora ci rimane un po' male, ma le passa subito visti i 28 eurini sonanti entrati in cassa con due pizze... Lascio due centesimi di mancia sul piattino e me ne vado. Ci sono contesti e persone che non meritano un'arrabbiatura.
Il ristorante merita solo per il parcheggio: vicino al centro e spazioso. Ma state attenti, a volte vi applicassero una qualche tariffa o utilizzassero la mozzarella ultra-gommosa per bloccarvi le ruote...
Cibi consigliati: Nessuno!
Servizio: vergognoso, lento, scortese.
Ambiente: carino ma non molto ben tenuto; puzza nel bagno.
Qualità/prezzo: due pizze, una coca e un'acqua 28€. Fate voi. Nemmeno in piazza San Marco a Venezia.
Info: PIZZERIA SPAGHETTERIA DA MICHELE
Viale xi febbraio 453017 - Radda in chianti (SI) Italia
Tel. 0577.738491
Valutazione: 9%
Se vi capita (spero proprio di no, per voi...) di provarlo lasciate un commento!

mercoledì 9 luglio 2008

Carpediem: 300 pizze a Sarteano fino a tardi...

Dopo un bel giro di assemblee... Una buona cenetta. Quindi vi segnalo questo ristorantino aperto fino a tardi. Ieri sera ero all'assemblea di Generazione Democratica a Chianciano, quindi mi sono spostato a Sarteano dove avevo accompagnato Cosimo, che lì faceva il garante (mentre io lo facevo nella vicina cittadina termale)... Qui, assieme al nostro sarteanese Mirco, ci siamo incamminati a "mangiare qualcosa".

Nome: Carpediem
Tipologia: Pizzeria
Commento: Trovare un bel posticino dove mangiare sul tardi non è mai impresa semplice. Puoi capitare in luoghi che lucrano sull'orario, oppure in posti dove ti guardano in cagnesco se ordini un amaro perché... s'ha da chiudere. Qui, invece, al Carpediem, a due passi dalla piazza principale di Sarteano, troverete un'inaspettata ospitalità notturna corredata da ben 300 tipi di pizza e qualche buon primo. I prezzi sono nella media (esagerata) delle pizzerie: una pizza tra i 6 e gli 8 euro... Questo è uno dei buoni motivi che mi porta quasi sempre in un ristorante piuttosto che in una pizzeria, forse perché mi ricordo di quando una pizza costava €3,50 (7.000 lire) se farcita (tipo una prosciutto e funghi) e pagarla oggi sei o sette euro mi sembra un'assurdità. Comunque, non perdiamo il filo. Detto dei prezzi nella media, vi consiglio questo bel localino.
Cibi consigliati: pizza, pizza e pizza. 300 tipi: del tipo che non le assaggiate tutte a meno che per un anno (tolti due mesi) andate ad assaggiare una pizza diversa. Sperimentazioni felicemente ardite si contemperano con i classici della pizza all'italiana. Troverete una pizza fine con crosta croccante e bel condimento. Io ho assaggiato una pizza piccante con salsa "messicana" e salamino piccante: buona. Ho rafforzato con un tortellino al tartufo, insospettabilmente non male, anche se il mio consiglio rimane la pizza.
Ambiente: localino piacevole, arredamento stile-pub. Spazio all'aperto, sulla strada, e spazio interno (molto più gradevole).
Servizio: Il servizio è un fiore all'occhiello per disponibilità, cortesia, puntualità. Sarete accolti con gentilezza e garbo, doti non sempre pervenute nei ristoranti e nelle pizzerie...
Qualità/prezzo: primo e pizza, con bibita analcolica: 18€ circa. Non poco, lo dicevo prima... Però in linea con l'assurda e ingiustificata di quella cara pizza, che un tempo andavi a mangiare con quindicimilalire in tasca ed uscivi contento. Oggi vai a mangiarla con trentamilalire in tasca e magari sei pure contento, perché sono quindici euro. Comunque prezzi in linea. Merita.
Info:
Via Campo Dei Fiori, 1253047 Sarteano (SI); Telefono: 0578265804
Prenotazione non necessaria (salvo sere particolari)
Come raggiungerlo: arrivate a Sarteano dall'autostrada, superate la piazza principale e, dopo circa quattrocento metri, lo trovate su una parallela alla vostra sinistra.
Valutazione: 69%
Se vi capita di provarlo lasciate un commento!

venerdì 30 maggio 2008

Gusto... Il tempio del piacere culinario vicino all'Ara Pacis

Nome: 'Gusto - Osteria
Tipologia: Cucina tipica Mediterranea
Commento: Consigliato da Donato, un ristorante splendido di cui bisognerà apprezzare quanto prima tutte le diverse "sezioni" (pesce, wine bar, ristorante...). Per adesso, ci siamo avventurati in un piccolo tempio della buona cucina, servita e curata con amorevole discrezione. Ve lo posso consigliare senza dubbio. 'Gusto -osteria-, un po' come Gusteau di Remy, ti stupisce con la semplicità dei piatti che divengono eccezionali. Un esempio? La zucchina fritta. Prova a farla a casa, prova a mangiarla da qualche parte a caso e poi assaggiala a 'Gusto. Anche una verdura così "banale" acquista una spolverata di magia nel centro di Roma...
Cibi consigliati: Una sola volta non basta per poter consigliare cibi... Però qualche indicazione dalla mia piccola esperienza ve la posso dare. Di sicuro la selezione di formaggi: otto tipi di formaggi con marmellata e mostarda. E potete scegliere la selezione: caprini, pecorini del nord Italia o di una determinata regione francese... Insomma, un sogno. Ho provato anche il fritto misto (è qui il senso di una cucina con ingredienti semplici ma sopraffini)... Potete non provare una specie di polpetta fritta composta da ricotta? O un fiore di zucca impastato e nel cui cuore è adagiata un'alice? Credo di no. Altra cosa buona: orecchiette al pesto di mandorle.
Ambiente: arredamento moderno ma caldo, molto variegato. Merita una visita solo per le scelte stilistiche: tavoli strani, soppalchi, vetri...
Il menù perfetto: azzardo. Esistono i "cicchetti", ossia un assaggino piccolo piccolo di un piatto (un pezzettino di formaggio, tre cannelloni, un pochina di pasta)... Io, non appena tornerò nella città eterna, proverò senz'altro la selezione di venti cicchetti (peraltro alla modica cifra di 20€)... Altrimenti un bel menu' dall'antipasto al dolce...
Qualità/prezzo: chiaramente da un locale nel centro di Roma, con un ottimo arredamento, cibi selezionatissimi, centinaia (e non per modo di dire) di formaggi, non ci si può aspettare un trattamento "low cost", però devo dire che non sono nemmeno spese esagerate. Insomma: quel che si spende se lo meritano. Per fare un esempio non molto indicativo: un fritto misto, due primi, una selezione di formaggi caprini, vino, acqua 57€.
Info: http://www.gusto.it/ Via della Frezza 16; tel. 0632111482
Prenotazione consigliata le sere piu' frequentate
Come raggiungerlo: non sono praticissimo di Roma, comunque è semplice. Guardate dal sito e considerate che è ad un minuto dall'Ara Pacis e a cinque minuti da Via del Corso.
Valutazione: 93%

Se vi capita di provarlo lasciate un commento!

lunedì 26 maggio 2008

Pompi: il regno del Tiramisù


Non è un ristorante. E' un Regno: il Regno del Tiramisù. Per come si presenta diresti che alla fin fine il tiramisù è un dolce che può venire più o meno buono, che può più o meno piacere... ma alla fine... sempre è tiramisù. Invece, ecco che il visitatore scettico (pericolosamente relativista, si direbbe oggi) dovrà inchinarsi davanti alla Verità.
Ci sono tiramisù buoni e meno buoni, poi c'è il tiramisù che si gusta a Roma, luogo "Pompi", locale molto carino.
Si presenta in una coppetta metallica, sommerso di scaglie di cioccolata. Arriva insieme all'omaggio di un po' d'acqua naturale. Non costa nemmeno molto al tavolo (circa 3,50). E già esplorando la consistenza col cucchiaino, ti rendi conto di avere a che fare con qualcosa fuori dal comune.
Il tiramisù spesso è un ammasso spugnoso di pan di spagna o biscottini inzuppati esageratamente in caffé (magari zuccherato) e ricoperto distrattamente di crema al mascarpone. Qui è tutta un'altra storia. Il caffé deve fare da orchestra discreta al baritono: la crema di mascarpone. E' lei che deve evolversi nei gusti e nel gusto, nella mente, nel corpo e nell'anima. Il caffé deve, compito comunque non semplice, solo accompagnare delicatamente la sfida di dolcezza non stucchevole, ma anzi avvolgente.
Un assaggio breve anche al tiramisù alla fragola: buono. Si narra anche di un tiramisù banana e cioccolata: da provare alla prossima tappa romana. Non lasciatevelo sfuggire. Grazie a Donato per la segnalazione e per avermi portato in un'altra frontiera del tiramisù, che mai più vorrò incontrare in queglio odiosi e infamanti semifreddi industriali. Pompi: il Regno del Tiramisù.

Qui potete farvi venire l'acquolina in bocca.

lunedì 12 maggio 2008

Ristoranti: Locanda degli Scopeti

Nome: Locanda degli Scopeti
Tipologia: Cucina tipica toscana
Commento: Non puoi sospettare che a pochi passi dalla rotonda della Certosa si celi, nel mezzo al bosco, un ristorantino accogliente e delizioso. Cucina toscana di alto livello, con sperimentazioni timide e convincenti. Servizio cordiale. Carne di livello. Allora... Tornando da Firenze, vai a vedere...
Cibi consigliati: qualche piatto un po' particolare (ad esempio i ravioloni con pomodorini e baccelli) e la bistecca, davvero di buon livello. Non sublimi gli affettati.
Servizio: molto cordiale e disteso. Vi potete anche affidare al consiglio del personale.
Ambiente: il localino, tipicamente toscano, al bordo della Cassia, è accogliente e caldo. Molto informale.
il menù perfetto: sopprassata e crostini, primo "leggero", ossia senza carne (ripeto: non son male i ravioloni con pomodorini e baccelli); bistecca alla fiorentina con un contorno (non sono un gran ché né i fagioli, né le patate... Questi ho assaggiato per ora); dolce "delizia": questo è veramente eccezionale! Un piccolo blocchetto denso di cioccolata fondente inondata di altrettanta cioccolata che, quando lo posate sulle papille gustative, vi fa dubitare d'essere mortali.
Qualità/prezzo: non è eccessivamente caro, ma nemmeno economico. Diciamo nella media. All'incirca un menù con Fiorentina (a metà o in tre) vi porterà via sui trentacinque euro; un menù normale sui trenta; se poi volete rovinarvi con la Fiorentina da soli... E' chiaro che dovete fare uno sforzo! Questi prezzi col vino della casa, altrimenti salgono necessariamente.
Info: LOCANDA DEGLI SCOPETIv. Cassia , 181 [Impruneta]Tel: 055 2020574 - prenotazione consigliata
Come raggiungerlo: semplicissimo. Arrivate alla Certosa (alla rotonda) e, giungendo da Siena, girate a destra (verso Impruneta)... Ecco che, superata Tavarnuzze, vi ritrovate il ristorante sulla sinistra e il parcheggio sulla destra (proprio sulla Cassia).

Valutazione: 77%
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lunedì 21 aprile 2008

Il Latini... Poesia gastronomica nella semplicità

Ieri tappa al Ristorante "Il Latini" di Firenze. Celebre e celebrato. Io sottoscrivo.



Una cena di poesia gastronomica. Si apre il racconto con tre sonetti d'antipasto. Il primo sonetto lungo e dolce, un prosciutto copiosamente tagliato che racconta nella sua morbidezza d'una cura minuziosa e paziente. Il secondo sonetto contrappone l'ottima salsa ai fegatelli, che tanti vergognosi insulti subisce nelle cucine d'Italia, al pomodoro tagliato fine adagiato sul pane. Un contrappunto di sapori ora cremosi, ora rosicchievoli, ora caldi e avvolgenti, ora freschi e leggeri... Il terzo sonetto ti riporta al tempo che non c'è più: una quartina è per la vista d'una fetta triangolare... Pensi sia "finocchiona", ma il cameriere annuncia: "briociolona" (o "sbriociolona")... E ti ricordi nella mente che la diffusissima finocchiona ha una madre sempre meno conosciuta, che però forse ti ricordi... E dopo la seconda quartina, quella della memoria, ecco le terzine del sapore. Che ti dicono d'un impasto fatto dolcemente. E di una carne soffice.
Prima del gran piatto, e tra un sorso di vino della casa discreto e silenzioso, che ottempera al suo compito d'esaltare i sapori senza voler entrare in scena da prim'attore, giunge la pappa al pomodoro. Non tutti son stati, credo, così fortunati da assaporare la pappa al pomodoro in casa. Piatto un tempo tipico: per farlo serve tempo ma non servono soldi. Oggi, che il tempo è denaro e ciascuno crede nell'immortalità del proprio ABI/CAB (salvo l'impatto catastrofico con la realtà di questi ultimi anni, subprime compresi), rifugiandosi nel piatto pronto o rapido (pur anche a volte di qualità), difficile è assaporare la vecchia pappa al pomodoro. Io mi posso dire fortunato, seppure sia raro averla gustata in casa... Posso dir grazie ad Angiolina che pazientemente, di tanto in tanto, la prepara e rende un tozzo di pane e un pomodoro un capolavoro, come un pittore rende peli e tintura un quadro rinascimentale. Allora aspetto al varco la pappa. Ed ella arriva. E non si vuol far domare. Si sente che nascosto dietro il caldo sapore e l'avvolgente consistenza si cela un soffrittino pazientemente misurato. E la pappa non solo supera la prova, ma ti lascia un senso di dipendenza: ne vorresti ancora. E subito.



Ma non è il momento dei desideri vani. Giacché, tolti i piatti delle pappe, arrivano due piatti bianchi e due coltelli più affilati... Ci siamo quasi: sarà veramente un surplus la bistecca? O davvero, come sibilano i detrattori, Il Latini è solo specchietto per turisti e quindi arriverà quella cosa che chiaman bistecca ma è filacciosa molliccia carne? Ecco... Giunge...



L'aspetto intriga: essendo già parzialmente tagliata, affiora il rosso sangue dal nero della brace... E ti dici: "è cotta bene". Prendi il coltello e, infilata distrattamente la forchetta, fai forza come si deve per tagliarla. Ma lei ti dice: "che fai? A che serve codesta violenza? Lo vedi che sono docile e tenera, e che sono qui non per sfamarti, ma per sublimare la tua esistenza per qualche minuto?". E tu non credi al coltello che rapido scorre tra le rotte che dai lungo la fiorentina... Anche il grasso non oppone resistenza: si scioglie lungo il coltello come burro colpito da un coltello caldissimo... Allora l'attesa diviene insopportabile: devi assaggiarla. Subito. La adagi dal vassoio al piatto. Un pezzo, due, con un osso... Tagli un pezzettino. Lo porti alla bocca. E senti qualcosa di nuovo... E capisci che da oggi una nuova categoria di Bistecca deve entrare nella tua testa: no, quella che finora hai chiamato "bistecca" non è quello che stai mangiando. Raramente, in effetti, fuor di esaltazione, mi è capitata una carne di questo genere.


E il silenzio ti pervade: non puoi parlare mentre sublimi le tue papille gustative. E i pensieri si sgombrano di qualsiasi ombra: per un momento soltanto luce estatica. E coltello e forchetta nelle mani sembrano plettri in un concerto di sinfonie inusitate: ascolti anche le vibrazioni di questo momento, di quella carne. E il trambusto intorno piano piano si placa nella mente: capisci che vale la pena esserci, soprattutto in questi momenti.


Finita l'esperienza del trascendente, nient'altro puoi aggiungere.


Delle patate fritte, ma tagliate bene, raccontano d'un mondo ormai lontano. E ti penti di non aver scelto fagioli all'uccelletta o, ad esempio, dei bei piselli.


Giunge infine un vinsanto discreto come il vino, in cui puoi intingere, con la fierezza dell'eroe che torna dal suo viaggio di conoscenza, il cantuccino. Niente caffé, niente distillato: non servono sapori per cancellare quel che di meraviglioso ha accarezzato il tuo palato e la tua lingua... Per oggi no.


Se qualcuno è giunto fin qui nella lettura (e questo pezzo è stato tagliato ampiamente), vi svelerò le ultime due cose... Il servizio è simpatico e diretto, ma non invadente. L'unica pecca del bel ristorante è l'ambiente concitato e strapieno (può capitare di trovarsi seduti accanto a sconosciuti, però questo non è così grave: è tradizione dei ristoranti fiorentini d'un tempo e alla fine non è così imbarazzante! Vedi Bordino Rosso a pranzo). Però bisogna dire che, con la necessaria prenotazione, il tempo di attesa è veramente breve. Ultima cosa: cotale esaltazione anche per il bel rapporto qualità-prezzo.


Un ristorante così potrebbe approfittarsene e non lo fa. Siete eroi dei tempi moderni, la vera sfida alla globalizzazione: non chiudersi, ma aprirsi; non lamentarsi, ma lavorare sulla qualità. Cari amici del Ristorante "Il Latini", continuate così e il poema continuerà a svelare i segreti del palato. Tornerò presto. E voi: non aspettate! Correte!

prenotazione obbligatoria

http://www.illatini.com/

Come raggiungerlo: in autobus prendete il 36/37 o 11 e scendete in via Tornabuoni; in auto parcheggiate alla Stazione Santa Maria Novella, quindi a piedi risalite via Tornabuoni (se avete paura di perdervi: raggiungete p.zza Duomo, quindi Piazza della Repubblica e qui girate a destra verso palazzo Strozzi e dunque siete in Tornabuoni) e prendete la Vigna Nuova (via), quindi sulla destra troverete la via Palchetti

giovedì 8 novembre 2007

Ristoranti: Sakura - Firenze

Nome: Sakura
Tipologia: Ristorante giapponese con Teppan Yaki (cucina alla piastra con cuoco a vista)

Commento: Nel complesso, il miglior ristorante di cucina asiatica di Firenze; di fatto, si mescolano sapori non solo giapponesi, ma il risultato è ottimo; meno "in" degli altri quotati ristoranti giapponesi del centro, il Sakura ti offre la sostanza; come dire, poco fumo e molto arrosto; se dovete provare cibi asiatici, andate al Sakura prima di inoltrarvi negli altri giapponesi fiorentini;
Cibi consigliati: di sicuro la zuppa di soia, con buonissime alghe che dal fondo risalgono il vostro cucchiaio accompagnate da un cubetto bianco... Deliziosa zuppa...; poi, non fatevi sfuggire il sashimi; naturalmente, provare il sushi (forse l'unica cosa meno intensa e gustosa degli altri giapponesi fiorentini, ma è una differenza talmente minima che può semplicemente essere stata una mia impressione); da notare, una varietà ampissima di pesce fresco, comprese le uova di salmone; non lasciatevi sfuggire nemmeno le cose alla griglia; insomma guardate il menù perfetto qui sotto!; ah, dimenticavo: tutti i ristoranti giapponesi hanno un gelato composto da due palline: l'una alla rosa, l'altra il thé verde... Che poi è sempre lo stesso gelato in ristoranti diversi... Ecco, potete anche evitare... Invece, da prendere la grappa tipica che vi offriranno prima di varcare la soglia di uscita;
Servizio: rapidissimo, gentilissimo, normali e relative difficoltà di comprensione col personale cinese (si, pare siano cinesi);
Ambiente: lo stile Teppan Yaki prevede una serie di sgabelli posti a contorno del cuoco che cucina, ma evitatelo; confortevole, silenziosa e carina la prima sala all'ingresso; stile "nipponeggiante" non eccezionale, ma molto accogliente;
il menù perfetto: non esitate! Memento audere semper, quindi andate sul "menù Sakura"; i trentotto euro spesi meglio degli ultimi giri gastronomici per quantità e, alla fine, anche per qualità (attenzione: se andate alla carta, probabilmente spenderete una cifra simile, mangiando meno! inoltre vi sono menù da tutti i prezzi); e così sarete allietati con: zuppa di soia fumante, insalatina con granchio, salmone tenerissimo alla griglia con due salsine sublimi, manzo arrotolato su germogli di soia, la barca del sushi e sashimi con pesce fresco e riso (abbondante e gustosa), riso o spaghetti saltati con gamberi e un sapore meraviglioso (niente a che vedere col riso del cinese), frittura tipica cinese di verdure e pesce (leggera e insuppabile in delicata salsina nera), gelato, frutta... E credo di non aver dimenticato niente... Solo a descriverlo, mi verrebbe voglia di fare il bis adesso...
Qualità/prezzo: palma d'oro tra tutti i ristoranti giapponesi che ho frequentato; e anche nella classifica assoluta è alto...
Info: SAKURAvia di Novoli 10/r (davanti alla caserma del Genio trasmissioni); Tel: 055410831
Valutazione: 83%
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giovedì 1 novembre 2007

Ristoranti: La Taverna di Ciccino - San Donato

Nome: La Taverna di Ciccino
Tipologia: Una delle migliori pizzerie della zona (no ristorante);
Cibi consigliati: Sicuramente la pizza; gli antipasti non sono male: molto caserecci;
Ambiente: piccolissimo, ma accogliente; poi siamo nel carinissimo centro storico di San Donato, spesso considerato solo come uscita dalla superstrada; se vi recate da Ciccino, dopo cena sorpassate il ristorante e, alla fine del paese, andate a sinistra: vi troverete poco distante una bella chiesa illuminata di notte;
Servizio: è molto particolare: è probabile che Ciccino vi intrattenga in qualche questione locale o globale; comunque, il servizio è anche veloce e preciso;
Qualità/prezzo: Ottimo: si spende come e forse meno di tante altre pizzerie anonime, che servono un cerchio di pasta con schifezze sopra giusto per riempire gli stomaci; invece, da Ciccino si parla di poesia...
Info:
LA TAVERNA DI CICCINO Via del Giglio,19 - San Donato (FI); tel. 055.8072507
ATTENZIONE: prenotazione praticamente obbligatoria;
per raggiungerlo: è molto semplice, basta uscire dalla Siena-Firenze all'uscita San Donato, quindi proseguire per "San Donato" (ben indicato); giunti al paesino, troverete le indicazioni per un parcheggio proprio a ridosso del centro storico, che si trova sulla sinistra;
Valutazione: 75%
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martedì 23 ottobre 2007

Ristoranti: Il Pipistrello - Due Strade - Firenze

Nome: Il Pipistrello
Tipologia: Pizzeria ottima e ristorante ricercato
Cibi consigliati: consigliata la pizza: è fine, ma la sua forza è data dagli ingredienti fantasiosi e di altissima qualità; l'elenco delle pizze è lunghissimo, però non fatevi spaventare: sarete travolti da sperimentazioni di sapori a voi sconosciuti primi; ad esempio, è ottima la pizza con formaggio caprino fresco, spinaci e robiola, oltre ad uno splendido calzone con lardo di colonnata;
Ambiente: confortevole e carino, ampio; il servizio è rapidissimo o lentissimo a seconda della gente seduta ai tavoli; c'è solo un problema: la vasta frequentazione di questa pizzeria ne inficia il servizio, che a tratti sembra da Mc Donald; camerieri spesso scostanti o sbadati, per cui è bene ripetere almeno un paio di volte l'0rdine; simpatico il proprietario, invece, all'ingresso, ma troppo spesso soverchiato dal lavoro;
Qualità/prezzo: per quanto riguarda le pizze, non si discute, anche se è caro; per una pizza molto ricercata si va dai 7 ai 9,5 €; per il resto, attenzione; non si capisce perché (vista l'ampia frequentazione), ma se non si sta attenti si spende facilmente 20€ a testa (!) per pizza e dolce; il rapporto qualità-prezzo su un pasto completo non regge assolutamente; state attenti a tutto: vi propongono una misera bruschetta (che altrove verrebbe quasi offerta) per 4€, o una coca cola piccola a 4€, senza contare il pur buonissimo calzoncino dolce che pesa per 6-7-€ sul conto! Attenti anche ai primi: si fa presto a spendere 10€; e non aspettatevi uno sconto o un arrotondamento! Peccato tutti questi inconvenienti (risolvibili tra l'altro) in una pizzeria così buona, fantasiosa; un tempio della pizza fiorentina;
Info: Si trova a Firenze ( zona Le Due Strade ) in Via Senese, 160 Numero di telefono 055/2048549 Orari di apertura : Aperto dalle 19.00 alle 24.00 - Chiuso il martedì - Mezzi di trasporto : 11,36,37
ATTENZIONE: prenotazione praticamente obbligatoria; pagamento solo in contanti;
per raggiungerlo: dalla Certosa (uscita autostrada e termine Siena-Firenze) andare verso Firenze; superare il Galluzzo, quindi, raggiunta un'altra frazione (Due Strade), ve lo trovate sulla sinistra dopo e subito prima due distributori di benzina;
Valutazione: 70% (vedi il rapporto qualità-prezzo)
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giovedì 18 ottobre 2007

Ristoranti: La Speranza - Colle di val d'Elsa

Nome: La Speranza
Tipologia: Cucina tipica toscana - carne alla brace
Commento: Per mangiare un'ottima carne alla brace è il non plus ultra. Soprattutto guardando al rapporto qualità/prezzo. E' un amore d'infanzia culinaria, un peccato adolescenziale dei novantaepassa chili... è un momento per evadere e tornare indietro. E' un ristorante che consiglio a chiunque. Provare per credere.
Cibi consigliati: carne alla brace; nel dettaglio possiamo così descrivere il menù: antipasti e primi sono casalinghi, sembra di averli appena fatti in cucina; non sono eccelsi, ma preparano bene al seguito... Alcuni primi comunque non perdono il confronto con ristoranti meglio qualificati; sui secondi La Speranza si esalta: da provare tutto quello che è alla brace (a parte le salsicce); la bistecca alla fiorentina è meravigliosa, ma non si può perdere anche la bistecca di vitello "normale"; da assaggiare, e rimarrete estasiati, è l'agnello alla brace; non dimenticatevi nemmeno il pollo (tenerissimo) e le altre tipologie di carne che via via vengono proposte; sui dolci pure c'è buona scelta; ah, dimenticavo, anche sui contorni La Speranza si esalta: da non perdere la peperonata!
il menù perfetto: antipasto della casa; tagliatelle al coniglio; bistecca alla fiorentina; peperonata; prugne al vino.
Ambiente: molto casalingo, anni '70; è qui la pecca;
Servizio: uno dei punti forti: sarete accolti come ormai capita raramente nei ristoranti; il proprietario è simpatico, gentile e disponibilissimo; inoltre, il servizio è veloce, puntuale e duttile alle esigenze dei clienti;
Qualità/prezzo: su questo punto, possiamo senza indugi dare alla Speranza la palma di miglior ristorante qualità/prezzo esistenti nel panorama sempre più mestamente turistico dei ristoranti valdelsani;
Info:
Ristorante La Speranza
Localita' La Speranza,53034 Colle Di Val D'Elsa
Tel.: (+39) 0577929696
ATTENZIONE: prenotazione praticamente obbligatoria;
per raggiungerlo: da Colle di val d'Elsa attraversare Gracciano, quindi, alla fine della frazione, prendere a destra oltrepassando il ponte di Santa Giulia; seguire i rettilinei per quattro-cinque chilometri; quando a sinistra vedete un distributore di benzina, avete il ristorante sulla destra;

Valutazione: 85%
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domenica 2 settembre 2007

Ristoranti: Momoyama - Firenze

Uno dei miei amori più grandi è il cibo. La buona cucina. I ristoranti. Quindi provo a recensire da oggi i ristoranti più interessanti dove mi capita di cibarmi. Con consigli.
Nome: Momoyama
Tipologia: Ristorante Giapponese
Commento: Un ristorante molto carino, in cui il rapporto qualità/prezzo però si regge su un filo. Il cibo è curato e ben presentato. Il servizio abbastanza lento, ma molto cordiale. L'ambiente merita una visita, soprattutto per lo spazio aperto.
Cibi consigliati: zuppe
Ambiente: molto curato, un po' freddo all'ingresso; dentro bellissimo;
Servizio: cordiale e curato, un po' lento;
Qualità/prezzo: il rapporto qualità prezzo si regge su un filo; per sfamarsi e provare una giusta quantità di cibi ci vogliono cinquanta euro a persona... Per un pasto più leggero non si scende sotto i trenta; però è in linea con ristoranti della stessa tipologia;
Info: Momoyama - sushi inventive food e bar; borgo San Frediano 10/r, Firenze, www.momoyama.eu, 055291840
Valutazione: 60%
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