giovedì 25 settembre 2008

Disastro Fiorentina: 0-3 con la Lazio

Frey: 7. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Evita il dichiarato tentativo di peggiorare il record di reti subiti con la Lazio a Roma (8 per l'amarcord).
Zauri: 5. Cerca di fare quello che può, ma fa poco. Qualche cross, qualche chiusura... Poca roba.
Dal 1'st Comotto: 5+. Tira da lontano e fa delle pessime figure. Meglio di altri in difesa, anche se regala brividi pure lui.
Dainelli: 4. Se ci fosse un manuale per giocare male da centrale di difesa, credo contemplerebbe come esempi le sue chiusure in questa partita. Sul due a zero è imbarazzante. Provoca un chiarissimo rigore, che l'arbitro non vede. Faccia da cammello svizzero (con tutto il rispetto per i cammelli svizzeri).
Gamberini: 5,5. Sbaglia solo sulla terza rete e non è poco. Il mezzo punto in più perché perlomeno limita i danni con alcune chiusure degne di nota (soprattutto nel primo tempo). Poi che vuoi chiedergli di più?
Vargas: 3. Sbaglia tutto. In fase propositiva non fa praticamente nulla. In fase difensiva è una vera e propria tragedia. Ha fatto bene Prandelli a non sostituirlo perché doveva avere l'umiliazione di stare in campo fino alla fine. Imbarazzante. Se gioca così per rivenderlo bisogna pagare.
Felipe: 5. Qualcosina la fa, ma nel secondo tempo si nasconde dietro una zolla di terra. Niente carattere. Il cronista ci ricorda che, prima di andare all'Almeria, era disoccupato... Brivido lungo la schiena.
Almiron: 5+ Cerca di farsi vedere. Non gli riesce quasi nulla. Il migliore del centrocampo e ha fatto la sua peggior partita: tutto dire.
Montolivo: 3,5. Antognoni oggi non gira, ma si aggira nel campo cercando o di rallentare le ripartenze viola o di provocare un break per la Lazio. Imbarazzante. Alcuni giornali oggi gli danno 4,5: che si stiano accorgendo della sua classe cristallina?
Kuzmanovic: 4. Niente da fare. Non entra in partita e a tratti sembra non entri nemmeno in campo. Rinviato.
Dal 27'st Donadel: sv
Gilardino: 6-.
Si batte tutta la partita. Cerca i compagni, tiene palla, rientra. Questa partita ne dimostra il carattere e la funzione tattica. Bravo Gila. Peccato che giocavi da solo.
Mutu: 3,5. Imbarazzante. A un campione così dispiace dare un voto sotto il 4, però è giusto valutare la partita. Sembra un Montolivo svogliato. E' nervoso. E' curiosamente fuori dal gioco. Sbaglia tutto. Problemi? Parliamone.
Dal 32'st Pazzini: sv.
Prandelli: 5.
Lo aveva detto prima. E aveva ragione. 5, ma la colpa resta sulle gambe e sui piedi dei giocatori. Semmai poteva tornare ai tre attaccanti sul 2-0... Mah...

martedì 23 settembre 2008

Rileggendo un grande poeta contemporaneo...

L'azzurro dell'azzurro dell'azzurro,
l'azzurro del mare, del cielo, del sussurro,
l'azzurro del vento, nell'aria azzurra

tra i rami verdi e chiari, fino a sera,
dove la vista opaca si fa vera
visione di bellezza che ci appaga, sì, Oscar,

tutto il senso che ci manca e ci consacra
all'essere che batte contro il nulla
il suo pennello intriso o la sua penna a sfera,

perché la notte sia meno nera.

Gianni D'Elia, da Bassa Stagione, 2003

lunedì 22 settembre 2008

Uhlman e un piccolo capolavoro... e due riflessioni

Consigliato da Giulio un mesetto fa, ho letto "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman. Consiglio veramente prezioso.
Un libro delicato e preciso. Una storia autobiografica apparentemente semplice, ma su cui si intrecciano, con sapiente mescolanza, diversi temi e diversi mondi. Un ragazzo nuovo in classe. L'adolescenza. L'amicizia. La Germania degli anni trenta. Due strade che si fanno una, per poi dividersi per sempre...
Non voglio dirvi nient'altro della storia. E' un libro che si legge in pochissimo tempo, ma poi sedimenta e cresce... Solo alcune brevissime riflessioni.
C'è un passaggio sulla Religione e sul concetto stesso di "credere" e "fede" che colpisce veramente. Da una parte mi ha riportato a riflessioni di tempo fa, dall'altra mi ha stimolato a rivedermi. "Non restavano che due alternative: o Dio non c'era o esisteva una divinità che era mostruosa nel caso fosse stata potente e inutile se non lo era"... "E hai ancora il coraggio di giustificare l'accaduto perché sei troppo pavido per vivere senza il tuo Dio?". Domande vere. Domande sincere. Fastidiose per chi crede. Si, fastidiose. A una domanda del genere molti hanno affanno per cercare una risposta, pochi per vivere questo dubbio.
Sull'ebraismo e, direi, "sull'essere ebrei" troviamo una riflessione che io condivido molto. E' posta come discussione tra un ebreo (padre del protagonista) e un altro ebreo sionista. "Mio padre detestava il sionismo, che giudicava pura follia. La pretesa di riprendersi la palestina dopo duemila anni gli sembrava altrettanto insensata che se gli italiani avessero accampato dei diritti sulla Germania perché un tempo era stata occupata dai Romani. Era un proposito che avrebbe provocato solo immani spargimenti di sangue, perché gli ebrei si sarebbero scontrati con tutto il mondo arabo. E comunque cosa c'entrava lui, che era nato e vissuto a Stoccarda, con Gerusalemme?". Molti (anzi quei pochi che stanno leggendo) saranno già sobbalzati sulla sedia a leggere questa affermazione: ecco che si nega il diritto di Israele ad esistere, ecco l'antisemitismo mascherato da razionalismo, ecco il relativismo cosmico! Un momento. Fermi. Io sono per il sacrosanto diritto di esistere per Israele dal momento che le attuali condizioni storiche hanno determinato la presente situazione. Oggi dire che Israele non debba esistere è fuori dal mondo. Fare però una riflessione storica (non politica) su Israele non credo sia tragico. Come dire che mi fa schifo quello che ha fatto Sharon credo non sia un'eresia.
Torniamo alla nostra storia... Il sionista accusa il padre del protagonista di essere "prodotto tipico dell'assimilazione". Il padre risponde: "Si, è vero. E cosa c'è di male? Io voglio identificarmi con la Germania e sarei uno dei più accaniti sostenitori dell'integrazione completa degli ebrei se fossi sicuro che questo potesse costituire un vantaggio per il nostro paese".
Questa riflessione la condivido, anche se non nell'ottica nazionalista o patriottica. Certo che leggerla detta da un ebreo alla vigilia di ciò che si è consumato in Germania fa rabbrividire... E fa capire come gli ebrei non fossero stati una cricca chiusa e esclusiva di affaristi, ma uomini e donne, cittadini e cittadine, che peraltro hanno dato un grandissimo contributo alla cultura del paese.
Ho voluto fare queste due riflessioni su due temi difficili. Sono stato rapido, incompleto e superficiale. Me ne scuserete. Per il resto, non voglio dirvi altro di questo libro... Che, oltre alle riflessioni che ho fatto, ha il suo punto di forza nel legame tra i due amici, che vi lascerò scoprire. Grazie a Giulio per il consiglio.